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In questi ultimi anni, mi è capitato spesso di chiedermi che cosa significhi davvero essere un@ brav@ insegnante. Non potrebbe essere altrimenti visto che, da un po’ di tempo a questa parte, mi sono ritrovato a ricoprire il ruolo di educatore precario. Seguire la crescita e lo sviluppo di decine di bambine è una responsabilità enorme e gli errori – anche se commessi in buona fede – sono sempre dietro l’angolo. E, manco a dirlo, a pagarne le conseguenze saranno purtroppo proprio bambin@ e ragazz@ che ci vengono affidat@.

Un esempio virtuoso

Ecco perché risulta così importante e necessario mettersi in gioco quotidianamente. Ecco perché risulta così fondamentale accettare i propri limiti e comprendere che, no, essere docente non significa solo impartire nozioni di grammatica o spiegare teoremi matematici. Significa anche e soprattutto riuscire a costruire un clima di serenità e inclusione in cui nessun@ si senta esclus@, tagliat@ fuori, sbagliat@. Un obiettivo che in alcune scuole indiane potrebbe essere raggiunto molto più celermente di quanto forse immaginiamo…

7.500: è questo il numero di insegnanti e presidi che prenderanno parte a un corso di formazione organizzato dal comune del distretto nord della capitale Nuova Delhi, popolosa città situata nell’India centro-settentrionale. L’obiettivo prefissato è quello di avvicinare il personale docente a tematiche strettamente legate all’inclusione e al benessere psicofisico di chi studia e contemporaneamente affronta un percorso di transizione.

genitori omofobi veto scuolaSuperare i pregiudizi

In gruppi da 250 persone ciascuno, insegnanti e presidi seguiranno lezioni incentrate sulla comprensione e il corretto utilizzo del linguaggio e della terminologia specifica, impareranno a riconoscere e a comprendere le difficoltà che possono incontrare l@ loro studenti, otterranno informazioni di carattere legislativo e giuridico e riceveranno indicazioni utili a combattere e superare stereotipi e pregiudizi. La speranza è che questa esperienza formativa risulti utile e favorisca la costruzione di un clima il più possibile accogliente e inclusivo tra le mura scolastiche.

A vigilare sui progressi delle persone coinvolte nel progetto sarà la Society for People’s Awareness, Care and Empowerment (Società per la consapevolezza, la cura e l’empowerment delle persone; SPACE), un’organizzazione non governativa che già in passato si è occupata dell’inclusione scolastica di bambin@ e ragazz@ transgender.

Lo scopo del percorso di formazione è quello di fare in modo che ogni studente, a prescindere dalla sua identità di genere, abbia la possibilità di sfruttare appieno le opportunità educative che la scuola può offrire” si legge nel documento ufficiale diffuso dai responsabili dell’iniziativa. Il compito del personale docente sarà invece quello di favorire la partecipazione dell* studenti, rendendol@ protagonist@ del loro percorso di apprendimento e dando loro la possibilità di essere e di sentirsi davvero tutto ciò che desiderano.

Nicole Zaramella
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: elaborazioni da Max Pixel (CC0) / da woodleywonderworks (CC BY 2.0)

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