L’ex primo ministro polacco Jarosław Kaczyński è il presidente del partito ultraconservatore al potere nel paese, Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e giustizia, PiS): pur non ricoprendo nessuna carica pubblica, può essere considerato l’eminenza grigia del partito, una sorta di presidente ombra e primo ministro ombra. Kaczyński ha rilasciato un’importante intervista al settimanale Sieci, un settimanale con una linea politica decisamente faziosa (come il portale wPolityce.pl, a cui è collegato) a favore del PiS e contro l’opposizione liberale polacca. Nell’intervista il politico, tra le altre cose, ha parlato della battaglia che viene condotta in Polonia contro quella che viene chiamata “ideologia LGBT”.
Secondo Kaczyński, questa ideologia avrebbe già “distrutto altre società europee. Coloro che non hanno combattuto – e ci sono diversi esempi in Europa – hanno perso. Io non voglio perdere contro quella che considero una minaccia alla nostra civiltà. Questa tendenza, che in questo momento ci sta attaccando con forza, deve essere affrontata in modo ragionevole. E questo non significa non combattere o farlo in modo leggero o senza utilizzare in modo adeguato le risorse dello Stato. Sono favorevole a contrastare queste minacce alla nostra società in modo attivo, perché le esperienze di passività portano ai risultati che abbiamo visto altrove”.
L’associazione per i diritti LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) Grupa Stonewall risponde a Kaczyński sulla propria pagina Facebook, citando un articolo del sito di inchiesta OKO.press: “Nella sua intervista, come esempio di decadenza di una nazione diventata ‘senza dio’, cita l’Irlanda, che ha introdotto il matrimonio egualitario nel 2015. Ma se guardiamo uno dei punti che vengono solitamente citati come indice di questa ‘decadenza’, cioè l’indice demografico, vediamo che l’Irlanda ha 12,7 bambini nati ogni 1000 abitanti, la Polonia ‘nazionalista e cattolica’ 9,5. Quindi il matrimonio egualitario non è coinciso con l’arrivo di una delle piaghe d’Egitto? Lasciamo la risposta a chi legge“.
Alessandro Garzi
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