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Secondo quanto è stato riportato dal quotidiano Rzeczpospolita, i membri del partito sovranista al governo in Polonia Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e giustizia; PiS) nella commissione del Sejm (camera dei deputati) che si occupa delle petizioni (Komisja do Spraw Petycji) si sono dichiarati a favore di un progetto di legge che modificherebbe l’articolo 257 del codice penale. Questo articolo al momento punisce le offese a persone o gruppi a causa, tra le altre cose, dell’appartenenza etnica, religiosa e nazionale. Le modifiche aggiungerebbero anche le discriminazioni per sesso, abilità, età, orientamento sessuale e identità di genere. Le pene sarebbero aumentate con la detenzione fino a cinque anni. Nella versione attuale dell’articolo, il massimo della pena è di tre.

Al momento in Polonia non esiste una legge che protegga le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali)dai discorsi di odio, spiega Kampania Przeciw Homofobii (Campagna contro l’omofobia, KPH), una delle principali associazioni per i diritti delle minoranze sessuali in Polonia, e questo consente a esponenti politici e giornalisti di fare dichiarazioni pesantemente offensive senza subire nessuna conseguenza e “permette che circolino nelle nostre città gli homofobus“, cioè i furgoni di propaganda finanziati da organizzazioni cattoliche o nazionaliste che diffondo bufale secondo cui i diritti per le persone LGBTQIA e l’educazione sessuale sarebbero collegati alla pedofilia e al traffico di minori.

Sorpresa

La rivelazione fatta da Rzeczpospolita è quantomeno sorprendente, considerando la violenta campagna omofoba portata avanti negli ultimi anni dal PiS, a cominciare dalle risoluzioni votate nei comuni “contro l’ideologia LGBT” e “per la difesa della famiglia” (con anche l’istituzione delle cosiddette “zone libere da LGBT”), fino alla repressione all’indomani delle elezioni presidenziali. La campagna condotta dal partito al potere ha portato la Polonia a essere il fanalino di coda nella classifica di ILGA Europe sui diritti delle persone LGBTQIA nell’Unione Europea (l’Italia è quintultima, alla pari con la Lituania, con punteggi molto distanti dai paesi dell’Europa del nord).

E non dimentichiamo neppure le innumerevoli dichiarazioni contro le minoranze sessuali di vari esponenti del PiS, tra i quali il neo ministro dell’istruzione Przemysław Czarnek, che lo scorso giugno, per esempio, ha dichiarato che bisognerebbe smettere di “ascoltare queste idiozie che parlano di diritti umani e di uguaglianza. [Le persone LGBTQIA; ndr] non sono uguali alle persone normali. E con questo finiamo per sempre questa discussione”.

polonia arcobaleno lgbt mirinoConfusione

KPH ha dichiaratostupore” per il fatto che il partito che ha iniziato la campagna omofoba sarebbe a favore di un provvedimento del genere: “Come associazione monitoreremo tutte le azioni che verranno fatte in futuro dalle autorità per modificare il codice penale. Se il provvedimento verrà inviato alle commissioni parlamentari competenti, noi garantiamo il nostro controllo sulla legge che potrà uscirne fuori”. Anche Joanna Scheuring-Wielgus, deputata della coalizione Lewica (Sinistra), ha fatto notare di avere già depositato due progetti del genere, ma che questi sono stati bocciati dalla maggioranza del PiS.

Un deputato di maggioranza, che non ha voluto che il suo nome venisse rivelato, ha spiegato che la situazione sarebbe frutto di un errore tecnico e che il supporto potrebbe essere dovuto alla confusione. Le cose sembrano essere andate così: il deputato dell’opposizione liberale Platforma Obywatelska (Piattaforma civica; PO) Sławomir Piechota presiedeva la commissione quando il progetto è stato preso in esame. Dopo avere chiesto se ci fossero obiezioni e non avendone ottenute, ha deciso di iniziare l’iter.

Invece per Grzegorz Wojciechowski, anche lui del PiS, il supporto alla petizione è voluto: “Io credo che l’articolo attuale sia sufficiente, ma nella nostra commissione abbiamo ricevuto più di una richiesta di questo tipo. Per questa ragione abbiamo chiesto l’opinione della commissione che si occupa di giustizia”. Il viceministro per la giustizia Sebastian Kaleta, però, ha chiuso qualsiasi possibilità di dibattito, dichiarando che il suo ministero è contrario a queste modifiche: “Ci viene chiesto di punire coloro che criticano l’ideologia gender neo marxista. Queste regole, inoltre, imporrebbero il cosiddetto politically correct a coloro che si riconoscono nei valori cristiani”.

Alessandro Garzi
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: Il Grande Colibrì

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