Lo scorso luglio, parlando a Radio Poznań, una radio pubblica polacca, il giornalista Roman Wawrzyniak aveva definito le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex, asessuali) come “il morbo arcobaleno”, apostrofandole poi come “barbari” e paragonandole ai fascisti. Lo scorso agosto il caso è stato portato al Krajowej Rady Radiofonii i Telewizji (Consiglio nazionale per le comunicazioni; KRRiT) da Konrad Dulkowski, a capo dell’associazione Ośrodek Monitorowania Zachowań Rasistowskich i Ksenofobicznych (Centro per il monitoraggio dei comportamenti razzisti e xenofobi; OMZRiK).
“Non è successo niente”
La posizione dell’emittente è che “il conduttore ha espresso la propria opinione in materia, prendendo in considerazione il comportamento delle persone di questo gruppo sociale attraverso i valori che lui professa”. E il KRRiT si è espresso in accordo con questa posizione: “Il compito di un’emittente pubblica è quello di informare e presentare posizioni provenienti da diverse aree, che spesso possono essere contraddittorie”. Radio Poznań, quindi, avrebbe agito “per dare ai cittadini il diritto a un’informazione affidabile, alla trasparenza nella vita pubblica e alla critica sociale”.
Dulkowski fa notare che i vertici di Radio Poznań, essendo un’emittente pubblica, sono nominati dagli stessi politici di Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e Giustizia; PiS), partito sovranista al potere in Polonia, che hanno nominato i vertici del KRRiT. L’attivista sui social media commenta ancora: “Insomma, non è successo niente. Un giornalista può fare discorsi antisemiti in onda perché affronta gli ebrei secondo i propri valori? Il KRRiT parla di libertà di parola. Ma i diritti violati delle persone oggetto della trasmissione di Wawrzyniak non sono stati presi in considerazione”.
“Nessuna violazione”
Poco più di un mese fa, lo stesso KRRiT aveva dato un parere altrettanto preoccupante su una dichiarazione fatta a giugno dall’appena nominato ministro dell’istruzione Przemysław Czarnek, noto omofobo, alla Telewizja Polska (TVP), la TV pubblica polacca. “Dobbiamo proteggerci dall’ideologia LGBT – aveva detto mentre scorrevano le immagini della parata di un Pride di Los Angeles – e smettere di ascoltare queste scemenze su diritti umani e uguaglianza. Queste persone non sono uguali alla gente normale, e finiamo qui questa discussione”.
Per il KRRiT “non ci sono state violazioni dei regolamenti” da parte dell’emittente e l’ospite del programma “si riferiva soltanto all’uso delle tematiche sui diritti umani fatto dalla comunità LGBT”. Per TVP, Czarnek “non aveva intenzione di offendere nessuno”.
Alessandro Garzi
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