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Durante la giornata di sabato 6 marzo 2021, verso mezzogiorno, la cantante belga Lous And The Yakuza è stata fermata in aeroporto, a Milano, mentre era in partenza per il Belgio. Ne ha dato notizia la stessa cantante in una story di Instagram, in cui spiegava il (non) motivo dello stato di fermo che ha subito. “Sono appena stata fermata dalla polizia dell’aeroporto di Milano – scrive l’artista – [mi hanno] afferrata per il braccio come fossi una bambina. [Mi hanno] urlato addosso in italiano e insultata solo perchè non sapevo che stessi andando nella direzione sbagliata”.

Ovviamente, erano tre uomini… contro di me – continua Lous – mi hanno trattenuta per altri 20 minuti senza darmi spiegazioni. Mi hanno rilasciata dopo aver realizzato che non avrei smesso di parlare e di urlare perché conosco i miei diritti”. Infine, conclude scrivendo: “LOL [“quante risate”; ndr], mi sono quasi scordata di essere nera per un secondo. Sempre la stessa merda. Fanculo”.

Silenzio stampa

Le reazioni a questa vicenda sono state scarse, considerando il successo dell’esibizione il giovedì precedente di Lous and The Yakuza, quando ha duettato al Festival di Sanremo con la concorrente Gaia sulle note di “Mi sono innamorato di te”, del cantautore Luigi Tenco. Infatti, Gaia è stata l’unica concorrente della kermesse a commentare il fatto e a esprimere solidarietà alla sua amica e collega. “Nel 2021, non è più accettabile che avvengano fatti del genere, e non possiamo far finta di niente – ha commentato – possiamo essere migliori, è un nostro dovere”. Poi ha concluso dicendo a Lous: “Ti voglio bene”.

note microfono aerei maniSe una tra l@ 26 artist@ in gara ha speso qualche parola di sostegno a Lous, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la direzione della kermesse: sul profilo Twitter del festival si è parlato di tutto tranne che del fermo immotivato di Lous. Silenzio radio anche tra i media che non ne hanno dato notizia.

Indifferenza social

Ancora più impressionante è stato vedere l’indifferenza di quasi tutti gli utenti di Twitter, soprattutto quelli LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali), tra i più fedeli seguitori del festival di Sanremo. Nonostante l’adesione giustamente massiccia al movimento Black Lives Matter (Le vite nere contano), in pochi hanno twittato, o retwittato, su quel grave fatto di discriminazione di cui è stata vittima Lous And The Yakuza. Le uniche eccezioni sono stat@ alcun@ utenti afrodescendenti o comunque non-bianch*, come Oiza Queens Day Obasuyi e Espérance Hakizwamana Ripanti, che hanno denunciato tanto il fatto che l’attivismo da tastiera di molt@ utenti dei social.

A quasi un anno di distanza dalla morte di George Floyd che suscitò un’ondata di proteste in Italia come nel resto del mondo, non si può che constatare che, finché non c’è un cadavere (negli Stati Uniti, però) sul quale versare lacrime e stracciarsi le vesti, le discriminazioni che subiscono i corpi non-bianchi nel nostro paese non interessano a nessuno.

Stefano Duc
©2021 Il Grande Colibrì
immagini: Il Grande Colibrì

Aggiornamento dell’8 marzo 2021: aggiunta la citazione di Oiza Queens Day Obasuyi e Espérance Hakizwamana Ripanti.

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