La “legge Zan” non è altro che un disegno di legge che attua misure di prevenzione e contrasto della discriminazione e della violenza per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità. La proposta prevede innanzitutto di estendere la legge Reale-Mancino dall’ambito del razzismo a quello dell’omotransfobia e della misoginia in modo da punire con il carcere, con pene variabili a seconda delle diverse situazioni, chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione o violenza per motivi “fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere“.
I primi due articoli introducono sesso, genere, orientamento sessuale, identità di genere e disabilità negli articoli 604 bis e 604 ter del codice penale, che già puniscono la propaganda e l’istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa. Il testo della legge Zan prevede inoltre l’istituzione, per il 17 marzo, della Giornata nazionale contro l’omotransfobia e la creazione di centri antidiscriminazione e di case rifugio per dare riparo e sostegno alle vittime d’odio sull’esempio di quanto fatto per difendere le donne vittime di stalking.
Dal 2020…
È importante approvare la legge Zan perché il 5 maggio 2020 Niki Giusino, famoso per il suo ruolo da disturbatore durante le riprese dei TG, viene aggredito al parco della Madonnetta a Roma per aver difeso due ragazzi gay in procinto di essere assaliti. Il 20 maggio Sergio Mosca viene aggredito in piazza della Trivulziana, a Milano, mentre mangia un panino assieme al compagno; Mosca aggiunge di essere stato trattato con sufficienza dagli agenti di polizia. Il 1° giugno ignoti bruciano una bandiera arcobaleno a casa di una famiglia gay a San Giuliano, in provincia di Pisa; fortunatamente i vicini se ne accorgono e spengono il rogo, ma precisano che avrebbe potuto avere conseguenze gravissime.
Il 3 giugno 2020 nel quartiere Renaccia di Napoli, Federica, una donna trans, trona dal bar sotto casa, ma nel palazzo l’attendono i vicini, che la massacrano di botte; in ospedale l’accusano di menzogne e le dicono che probabilmente è caduta dalle scale. L’11 giugno a Matera, capitale europea della cultura 2019, due ragazzi vengono minacciati di sfratto perché il proprietario scopre che si tratta di una coppia di omosessuali. Il 15 giugno lo stesso Alessandro Zan riceve insulti e minacce via web per la colpa di essere il relatore del disegno di legge. Il 21 giugno il parco acquatico Blu Paradise di Orbassano (Torino) nega lo sconto a due papà: “Non siete una famiglia!”.
Ho preso solo maggio e giugno del 2020 e non ho elencato tutti gli episodi avvenuti in quei due mesi, ma ho solo estrapolato alcuni dei casi con più audience. Per fare degli altri esempi a caso avvenuti sempre nel 2020, precisamente a ottobre, un uomo viene cacciato di casa solo perché gay, mentre nella notte di Capodanno ad Anna e Isabella tocca la stessa sorte, cacciate di casa dalla madre di una delle due.
…al 2021
E nel 2021? Inizia l’anno e il 5 gennaio una ragazza trans viene inseguita e picchiata perché vuole essere chiamata con il suo nome, Carla. Il 17 febbraio a Bari un’agente di polizia penitenziaria di 56anni si toglie la vita, esasperato dalle prese in giro omofobe da parte dei colleghi. Il 24 febbraio a Caserta, a trattative già concluse, la titolare nega l’affitto a un uomo perché gay. Il 26 febbraio nella stazione della metropolitana di Valle Aurelia, a Roma, Christopher Jeanne Pierre Moreno e il suo compagno vengono aggrediti per un bacio. Il 27 febbraio il ballerino Luca Tommassini trova un post-it sul suo citofono con la scritta “Frocio vattene“.
Il 14 marzo un attore e modello viene adescato online da un ragazzo che lo attende all’appuntamento con un branco di ragazzini che lo riempiono di botte. Il 20 marzo due ragazze sono sedute su una panchina e si scambiano un bacio a stampo, uno sconosciuto si avvicina per mandarle via, “perché ci sono i bambini“.
Dati da conoscere
Secondo l’Istat il 61,3% dei cittadini tra i 18 e i 74 anni ritiene che in Italia le persone omosessuali siano molto o abbastanza discriminate. La percentuale sale all’80,3% per le persone transessuali. Il report sugli hate crime pubblicato dal Centro Risorse LGBTI+ a ridosso del 17 maggio 2020, giornata internazionale contro l’omobilesbotransfobia, ha registrato 493 casi tra insulti, minacce verbali e fisiche, percosse, stupri e omicidi verso le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) e sottolinea che questa è solo la punta dell’iceberg, dato che spesso non si denuncia. La ricerca del loro report anonimo invece ha ricevuto 672 segnalazioni.
L’Istat registra che i femminicidi sono stati pari al 45% di tutti gli omicidi dell’inizio del 2020 (la percentuale è arrivata al 50% nei mesi di marzo e aprile, durante il primo lockdown). Nel 90% dei casi i femminicidi sono avvenuti per mano di partner o ex partner.
La quinta Mappa dell’intolleranza, pubblicata da Vox Osservatorio italiano sui diritti, mette al primo posto dell’odio online le donne, soprattutto se lavorano. I tweet negativi nel 2019 vedevano al primo posto le persone migranti (32,74%), seguite da donne (26,27%), musulmani (14,4%), disabili (10,99%) e omosessuali (5,14%). Nel 2020 invece al primo posto troviamo le donne (49,91%) e gli ebrei (18,45%) seguiti da musulmani, migranti, omosessuali e disabili. Insomma le categorie colpite sono sempre le stesse e, pur essendo a conoscenza di ciò, con i numeri alla mano, siamo ancora in attesa di una legge di civiltà che è arrivata al Senato e rimane ferma, mentre i casi di odio crescono in maniera drastica.
Ervin Bajrami
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