Tineenullah Fahad è un giovane pachistano di 35 anni. Il suo obiettivo primario, dice, è di guarire e riportare sulla “retta via” le anime delle persone più bisognose. Per farlo, Fahad ricorre alla preghiera e agli esorcismi, “grazie” ai quali sostiene di aver “guarito e curato” circa 500 omosessuali. Il 60% di loro, afferma l’uomo in un’intervista raccolta da Vice, sarebbe stato sicuramente vittima di magia nera e possessioni demoniache. Non potrebbe essere altrimenti dato che, almeno secondo il punto di vista di Fahad, l’omosessualità sarebbe qualcosa di intrinsecamente legato al diavolo.
“Quando Satana fu bandito dalla corte di Allah, promise di prendersi la sua vendetta facendo sì che gli esseri umani rinnegassero le leggi di Dio e assumessero così comportamenti snaturati” spiega tranquillamente Fahad, che nel corso della sua intervista non manca di sottolineare le grandi difficoltà incontrate e superate durante la sua attività di “guaritore”: “Uno dei peggiori casi della mia vita aveva come protagonista un Hafiz-e-Quran [una persona che ha memorizzato il Corano; ndr]. Per quattro ore, fino alle 2 di notte, sono stato sopra di lui a picchiarlo e alla fine sul suo corpo non c’era nemmeno una cicatrice”.
La fede che vacilla
Può sembrare inutile chiederselo, ma nel leggere storie e testimonianze come questa le mie convinzioni sembrano davvero sul punto di sgretolarsi. Non sono mai stata una persona particolarmente religiosa, questo devo ammetterlo. Il mio rapporto con Dio e con la fede ha sempre vissuto alti e bassi, e in questo preciso momento della mia vita credere in qualcosa mi sembra davvero troppo arduo.
Ci provo, ci tento, ma il più delle volte mi ritrovo costretto ad alzare bandiera bianca. Mi succede sempre, quando leggo e riporto notizie come questa o quando i miei occhi incrociano immagini come quella della ragazza con le scritte “+ Gesù” e “No DDL Zan“. O ancora – e questo davvero fa malissimo – quando il mio cervello sembra andare improvvisamente in cortocircuito e io mi trovo costretta a rivivere i momenti più crudi di quella notte in cui i miei sogni d’amore e di tenerezza vennero brutalmente spezzati. Dov’era Dio, in quei momenti? Dov’era, dov’è? Per quale cazzo di motivo permette che certi scempi vengano perpetrati?
Perché questo, Dio?
Sono domande stupide e ingenue, lo ammetto, eppure non posso fare a meno di pormele e di cercare una risposta che lenisca almeno in parte il dolore che mi attanaglia le viscere. E che spesso mi fa guardare in alto, verso il cielo, lassù dove dovrebbe stare Colui che decise la nostra venuta al mondo. E che mai come in questo periodo sento il bisogno di avere vicino, anche solo per poterGli dire in faccia:
“Cazzo, Signore, io ti amo e ti rispetto però, porca puttana, lascia che ti dica che a volte credere nella tua esistenza è una grandissima fatica e che ci sono giorni in cui ti manderei davvero a cagare! So che in teoria Tu non hai colpa di niente, però, miseria ladra, vedere che le cose vanno sempre più di merda non mi rende esattamente la persona più felice del mondo! Però sì, di certo mi fa venire voglia di andare avanti, seppure a fatica. Di andare avanti e di cercare di cambiare le cose in meglio, perché ormai l’ho capito che l’unica soluzione per trovare rimedio ai miei e altrui problemi è muovere il culo e non rinunciare mai a lottare“.
Nicole Zaramella
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