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Il presidente di El Salvador Nayib Bukele ha ricevuto giorni fa un pacchetto di proposte di riforma costituzionale elaborato dal vicepresidente Felix Ulloa e da un gruppo di giuristi: se il Congresso le approverà, il paese cambierà definitivamente la vecchia legge fondamentale redatta nel 1983 da un’assemblea costituente presieduta da Roberto D’Aubuisson, comandante degli squadroni della morte di estrema destra che uccisero decine di migliaia di persone durante la guerra civile negli anni ’80. Bukele non ha partecipato ai lavori di riforma, ma almeno su tre questioni sembra avere le idee molto chiare: il matrimonio tra persone dello stesso sesso, l’aborto e l’eutanasia.

Affidando a Facebook  il suo “rassicurante” pensiero, il presidente salvadoregno esplicita la volontà di creare “una costituzione che ci porti nel futuro, ma mantenendo sempre i nostri principi e la nostra fede in Dio, in quanto forza che guida tutte le nostre azioni“. In merito alle tre questioni menzionate sopra, informa: “Ho deciso, affinché non rimanga nessun dubbio, di non proporre nessun tipo di riforma a nessun articolo che riguardi il diritto alla vita (dal momento del concepimento), con il matrimonio (mantenendo la dicitura originale, ‘un uomo e una donna’) o con l’eutanasia“. E poi ancora: “Mi conoscete da molti anni e sapete che non proporrei nessuna di queste cose, per quanto riceva pressioni internazionali“.

coppia gay latino americanaNuove idee, davvero?

Per riprendere le parole di José Miguel Vivanco, direttore esecutivo della divisione americana di Human Rights Watch, ha sicuramente preso un bel granchio chi pensava che il giovane presidente classe 1981 fosse un “leader moderno“. Eppure Nuevas Ideas (Nuove idee; NI), il partito conservatore di Bukele, aveva fatto credere che un cambiamento fosse all’orizzonte. Nel suo statuto, NI si presenta come “un partito politico democratico, decentrato, plurale, inclusivo, senza ideologie obsolete, ma in prima linea nella lotta per il riconoscimento di tutti i diritti per tutti i cittadini, senza esclusioni o privilegi“.

Peccato però che, quando si parla di “cittadini“, se ne escluda troppo frequentemente una grossa fetta che rimane senza diritti, esclusa, emarginata, considerata di poca, se non nessuna, importanza. Alcuni diritti sono considerati un capriccio, come quello di sposare la persona che si ama e magari volerci un figlio, come quello di abortire in piena legalità o di voler morire se la propria condizione di vita dovesse peggiorare.

Aborto e diritti LGBT

El Salvador ha una delle leggi contro l’aborto più feroci di tutta l’America: si rischiano fino a 50 anni di carcere, addirittura anche per un aborto spontaneo. Questa legge assurda è applicata fin troppo spesso. E l’omolesbobitransfobia è imperante. Nonostante nel 2015 sia entrata in vigore la legge che punisce i crimini d’odio per orientamento sessuale o identità di genere, sembra che non sia mai stata applicata. In El Salvador si continua a morire per la sola “colpa” di essere LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) e i reati rimangono impuniti. Se Bukele vuole “porre le basi necessarie per costruire il paese che la nostra gente merita“, come afferma lui stesso, è necessario pensare ai diritti di tuttə, non solo di chi è uomo, cisgender ed eterosessuale.

Ginevra Campaini
©2021 Il Grande Colibrì
immagini: Il Grande Colibrì

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Ginevra Campaini: “Mi chiamo Ginevra e non sopporto gli stereotipi delle categorie maschile e femminile. Scrivo per imparare, capire e condividere quello che succede a me e alle persone LGBT+ nel mondo” > leggi tutti i suoi articoli

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