Il Paycheck Protection Program (Programma di protezione dei salari; PPP) è un programma di prestiti del governo federale statunitense progettato per aiutare le piccole imprese durante la crisi dovuta alla pandemia di COVID-19. Anche le organizzazioni no-profit possono fare richiesta per accedervi. Ma, secondo quanto emerso da un’inchiesta di NBC News basata su dati del Southern Poverty Law Center (SPLC), un gruppo attivo nel campo della promozione e della difesa dei diritti civili, i fondi sarebbero andati anche a organizzazioni che svolgono apertamente attività politica tesa alla discriminazione delle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali).
Gruppi d’odio
La parte del leone nell’ottenere i finanziamenti, l’ha fatta un gruppo del Mississippi, American Family Association (Associazione della famiglia americana; AMA), che fa apertamente campagna “contro l’agenda omosessuale” e che, sotto la sigla “One Million Mums” (Un milione di mamme), organizza boicottaggi nei confronti delle aziende che “promuovono omosessualità e transgenderismo”: l’AMA ha ottenuto 1,4 milioni di dollari (1,15 milioni di euro)
428mila dollari (352mila euro), invece, sono stati destinati a Liberty Counsel (Consiglio per la libertà), che, secondo l’SPLC, “promuove la discriminazione nei confronti delle persone LGBT in nome della libertà religiosa”: l’organizzazione aveva fatto parlare di sé sui media per aver cercato di modificare la legge che proibisce i linciaggi, escludendo le persone LGBTQIA dalla sua protezione. Altre cinque organizzazioni più o meno della stessa area politica (American College of Pediatricians, Center for Family and Human Rights, Church Militant/St. Michael’s Media, Pacific Justice Institute and Ruth Institute), tutte riconosciute come “gruppi di odio” dall’SPLC, si sono spartite circa 700mila dollari (più di 570mila euro) di prestiti federali agevolati.
Soldi agli omofobi
Risultano, poi, altri due milioni di dollari (1,65 milioni di euro) elargiti a quattro organizzazioni (Concerned Women for America, Dr. James Dobson Family Institute, Family Leader e First Liberty Institute) che, pur non rientrando nella lista dei “gruppi di odio” dell’SPLC, sono notoriamente schierate contro i diritti delle persone LGBTQIA. Ad esempio, il Dr. James Dobson Family Institute, che ha ricevuto oltre 600mila dollari (500mila euro), ha preso più volte posizione contro “l’agenda radicale omosessuale”, ha definito l’educazione sessuale nelle scuole pubbliche, che include le tematiche LGBTQIA, “un indottrinamento della peggior specie” e ha messo in guardia contro il “pericoloso movimento transgender, che mira alla nostra gioventù”.
Ulteriori fondi sono stati dati a numerose scuole private religiose, in particolare alla Immanuel Christian School, in Virginia, che ha norme interne discriminatorie verso gli studenti LGBTQIA (il “comportamento omosessuale” può costare l’espulsione) e in cui insegna Karen Pence, moglie dell’attuale vicepresidente.
Veleno trumpiano
Cassie Miller, ricercatrice per il Southern Poverty Law Center, ha criticato l’amministrazione Trump per aver “abbandonato milioni di americani e di piccole imprese, mentre ha dato supporto finanziario a gruppi che minano le fondamenta della nostra democrazia. I movimenti estremisti prosperano in periodi di incertezza politica. Adesso il governo sta facendo di tutto per aiutare i gruppi di odio dando loro milioni di dollari sotto forma di prestiti agevolati”.
Per Justin Nelson, presidente della National LGBT Chamber of Commerce (Camera di commercio LGBT nazionale), “è ridicolo che il governo metta gli interessi delle organizzazioni anti-LGBT prima di quelli degli esercenti onesti”. Nelson ha affermato che solo una piccola parte delle attività iscritte alla sua organizzazione è riuscita ad ottenere i prestiti del programma.
Alessandro Garzi
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