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Una decina di amici e amiche è partita per il WorldPride di New York, con la marcia che si terrà il 30 giugno. Qualcun* gli ha anche chiesto di portarsi lo striscione del Bologna Pride e inviare le foto. Sarebbe meraviglioso vedere le battaglie bolognesi e italiane raggiungere il NYC Pride.

Libertà di movimento

Io vi chiedo invece di riflettere sulla vostra libertà di movimento, sul fatto di poter prenotare un volo online, di viaggiare agiatamente da un aeroporto a un altro, di scattare foto di gente casualmente felice, di persone fiere e manifestanti orgoglios*, di raccogliere immagini di una comunità colorata di pelle e di peli. Voi, durante tutta la vostra avventura, potrete dirci dove vi trovate, cosa mangiate e chi vi contesta, così noi potremo riempirvi il wall di like, emoji e solidarietà. Ci sarà possibile sapere se il vostro volo ha un ritardo, potremo contattarvi in qualsiasi momento del vostro viaggio e, se dovesse succedere qualcosa di brutto, le vostre ambasciate se ne prenderebbero carico.

Vedrete vecchi e nuovi amici, condividerete pasti decenti e dormirete in posti comodi. Avrete dei pass, probabilmente nominativi, che vi permetteranno di entrare e uscire dal corteo. Noi, con invidia e stupore (ma più invidia!) vi risponderemo: “Anche noi l’anno prossimo potremo farlo qui!“. Le sere potrete fermarvi in locali notturni per raccontarvi gli aneddoti e le differenze tra un Pride e un altro, biascicando nella vostra lingua madre. Potrete ridere a squarciagola e rigurgitare litri di birra tra i vicoli. Tutto in sicurezza.

pride taiwan manifestanti

In totale sicurezza

Potrete applaudire, ballare, bere, cantare, festeggiare il compleanno di un* sconosciut* che soffia le candeline accanto a voi in qualche fast food. Ci sembrerà di vivere la vostra esperienza e nuovamente vi invidieremo.

Anche se sarà la vostra prima volta a New York, vi sentirete accolt*. Vi ringrazieranno per esservi impegnat* a viaggiare da un continente a un altro. Gli sponsor, Platinum o Gold che siano, vi saranno grati per aver speso i vostri soldi sostenendo e promuovendo i loro marchi. Con i nostri like anche noi gli daremo più spazio nelle nostre case e spese quotidiane. Tornerete con tazze gialle, calamite decorate con moti e spillette da distribuire tra le vostre persone care.  Avrete anche un timbro in più sul vostro passaporto: yeeeey!

Andata, permanenza e ritorno. Tutto in totale sicurezza.

Diritti per tutt*?

Però ricordatevi che, a noi rifugiat* LGBTuttu in Europa, non solo non ci è permesso arrivare sui confortevoli sedili di una compagnia di volo low-cost, ma viviamo qui senza il diritto di tornare alle nostre famiglie, non possiamo ripescare le nostre vecchie foto di “quando eravamo giovani” e beffarci dei nostri disegnini fatti alle scuole elementari e nascosti dalle nostre mamme negli scatoloni di plastica sotto i maglioncini di lana.

Il Pride è anche una questione di sopravvivenza dei diritti faticosamente raggiunti. Vi chiedo, quindi, di riflettere su questa libertà conquistata 50 anni fa che nasce dallo slogan “Gay Power”, il quale deriva direttamente dallo slogan del movimento dei diritti civili dei neri “Black Power“.

Lyas Laamari
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì

One Comment

  • luigi ha detto:

    Per quanto riguarda i diritti degli afroamericani con ” Black Power” , mi ricordano i libri letti tanti anni fa di George Jackson : Col sangue agli occhi e I fratelli di Soledad.
    Sul fronte dei diritti , purtroppo, in questo momento politico e’ facile il rischio di tornare indietro.
    Non ci dimenticheremo i rifugiati LGBT.
    Luigi

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