Con l’avvicinarsi della campagna elettorale per le elezioni generali del 17 aprile 2019, aumenta in Indonesia quella che può essere definita un’ondata “isterica” contro le persone e i gruppi LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali).
Si va dall’annuncio di provvedimenti per includere le attività di questi gruppi nei “comportamenti deviati” da fermare, in base a una legge sui “problemi sociali“, agli appelli lanciati dalle cariche di alcune province (come Sumatra Occidentale, una delle regioni più conservatrici del paese) per la creazione di leggi locali che impongano delle sanzioni alle minoranze sessuali, fino a una circolare dell’amministrazione di Cianjur che chiede alle autorità religiose di inserire messaggi contro l’omosessualità all’interno delle preghiere del venerdì.
“LGBT da bandire”
E lo scorso 9 novembre si è svolta nella città di Bogor una manifestazione per chiedere alle autorità cittadine di bandire la comunità LGBTQIA presente in città.
Secondo Abdul Halim, leader del Forum Masyarakat Bogor Anti LGBT (Forum anti-LGBT della comunità di Bogor), “questa manifestazione è fatta per ricordare a tutti quali siano i pericoli del comportamento messo in atto dalle persone LGBT, e che, secondo i dati della Commissione sull’AIDS, il contagio è in forte aumento a Bogor a causa di queste persone. La nostra comunità deve giocare un ruolo attivo nel rifiutarle e non dargli nessuno spazio per poter crescere“. Inoltre, Abdul ha aggiunto che adesso le minoranze sessuali hanno il coraggio di mostrarsi perché “si nascondono” dietro ai diritti umani.
“Nessuno ci difenderà”
Secondo il più vecchio gruppo indonesiano per la difesa dei diritti della comunità LGBTQIA, Gaya Nusantara (Arcipelago gay), è piuttosto comune, quasi una tradizione, vedere un aumento delle posizioni omofobe durante la campagna elettorale.
Tuttavia questa volta, afferma Dede Oetomo, fondatore del gruppo, “nessun partito politico prenderà le nostre difese. I capi partito regionali si sono messi sulla scia delle amministrazioni locali che hanno già fatto passare leggi di questo tipo. Ci sono pressioni dei gruppi islamisti per mettere la comunità LGBT fuorilegge. Il governo centrale non oserà mai fare una qualche azione di difesa e la polizia copre i leader regionali”.
Secondo quanto riporta il Jakarta Post, i partiti nazionalisti, pur di guadagnare voti, sembrano essere diventati addirittura più realisti del re – o, in questo caso, più omofobi dei gruppi islamisti.
Alessandro Garzi
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foto: Il Grande Colibrì
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