“Matrimoni musulmani queer” di Ludovic M. Zahed

Dio ama le lesbiche, i gay e le persone transgender. Questa è una certezza per l’imam Ludovic-Mohamed Zahed, fondatore della prima moschea inclusiva in Europa e dell’associazione Omosessuali musulmani di Francia  e coordinatore di CALEM (Confederazione delle associazioni LGBT europee e musulmane), oltre che collaboratore occasionale di questo sito (segnaliamo, tra l’altro, la presentazione del suo libro “Il Corano e la carne”). Allo stesso modo, Ludovic è assolutamente convinto che Dio benedica le unioni tra persone dello stesso sesso e che nell’Islam gli omosessuali possano sposarsi esattamente come gli eterosessuali. Partendo dalla sua storia e dall’esperienza del suo matrimonio con Qiyaam, un ragazzo sudafricano, Ludovic ha scritto un affascinante libro dal titolo chiarissimo: “Matrimonio musulmano queer”.

Il titolo del tuo nuovo libro è molto chiaro, ma da quale punto di vista affronti la questione del matrimoni queer musulmani? Qual è la tesi principale del libro?

Come dovrebbe fare un antropologo, questo libro è come una testimonianza, tra il saggio e la biografia, della possibilità sociologica di essere queer e musulmano allo stesso tempo, senza dover scegliere una o l’altra parte della nostra identità. In allegato, abbiamo inserito la parte teorica di quello che chiamiamo il “Libro Verde”, pubblicato ogni anno contro l’omofobia, la transfobia e l’islamofobia. L’obiettivo del Libro Verde era di trovare, alle radici stesse dell’Islam, un rispetto attivo e radicale e un amore incondizionato per la diversità


Qual è lo scopo del matrimonio nell’Islam?

La tradizione musulmana tende a non considerare per nulla il matrimonio come un sacramento, ma piuttosto come un contratto etico stipulato, di fronte a due testimoni, tra due individui che testimoniano ad alta voce di concordare sui termini di quel particolare contratto – ijab wa qabul (اجب وقبول).

Quindi, ci sono differenze tra matrimoni eterosessuali e matrimoni omosessuali?

Non c’è assolutamente nessuna differenza tra un matrimonio “queer” e uno etero: l’Islam non fa nessuna differenza e in arabo il termine “zawj” (زوج; partner di nozze) non ha genere. Stiamo costruendo una nuova rappresentazione del matrimonio islamico. Dal momento che il Tawhid (توحيد; Unicità) di Allah e della nostra umanità è un postulato che ha una posizione assolutamente centrale nell’etica islamica, dobbiamo, come direbbe la nostra imam Amina Wadud, “distruggere e costruire“. Dobbiamo distruggere i pregiudizi e i dogmi all’interno dell’Islam, usando la nostra splendida fede in Allah contro le strategie politiche discriminatorie, e costruire nuove rappresentazioni della nostra relazione con il nostro ideale islamico e con la fede in Allah.

La tua interpretazione è chiaramente in netto contrasto con quella della maggioranza degli studiosi islamici. Loro offrono una visione della religione come un monolito fatto di dogmi e tradizioni; al contrario tu la descrivi come una creatura vivente, palpitante, sempre in movimento. Secondo te, perché la fede tende spesso a diventare dogma, imposizione, persino violenza?

Una fede senza respiro, senza vita porta alla stagnazione sociale e allora può solamente essere usata per giustificare la riproduzione di strutture sociali e habitus ingiusti. Io credo che Allah ci abbia guidato nel corso della storia umana attraverso delle “storie”, come si afferma nel Corano, di Profeti, uomini e donne, che hanno vissuto dappertutto sulla Terra, in ogni singola civiltà. La verità implica l’Unicità all’interno della molteplicità e della diversità. Ogni fede, ogni ideale si adatta ai bisogni e ai sogni degli esseri umani. Per annientare il dogma e la violenza e proteggere la nostra fede dall’essere strumentalizzata per realizzare strutture sociali ingiuste, dobbiamo imparare come re-immaginare il nostro ideale e la nostra fede in Allah.

Non essere bloccati nella tradizione e nell’imposizione del dogma crea una sorta di “movimento”, una specie di dinamismo che può portare le persone a scoprire, o a riscoprire, il cuore del messaggio islamico, ma può anche portare a inseguire semplici mode e, di conseguenza, ad allontanarsi dal significato originario di questo messaggio. E’ un rimprovero usato spesso contro le persone queer musulmane: cosa replichi a queste accuse?

La radice più profonda, l’Alfa e l’Omega, di qualsiasi ideale è il benessere e la felicità dell’essere umano. Il che significa che l’essenza della nostra fede islamica è incoraggiare la libertà e il rispetto della dignità umana. Non capire questo significa essere come lo stolto che, mentre il saggio indica la luna, continua a fissare il dito. Alcuni maestri sufi dell’inizio della storia islamica furono capaci di immaginare più di 7mila diverse interpretazioni di un versetto del Corano.

E oggi?

Oggi alcuni studiosi dogmatici sono talmente impauriti dalla diversità che rifiutano di semplicemente accettare l’Islam “alternativo” che noi gli proponiamo sempre di più. Sì, i musulmani progressisti ed inclusivi sono solamente una piccola minoranza oggi, ma la riforma delle strutture sociali parte da minoranze che propongono ideali alternativi, un’etica alternativa. La nostra rappresentazione alternativa e rinnovata dell’Islam è solamente uno tra i sentieri viventi e illuminati che possono condurci al volto eterno di Allah.

Gli organizzatori delle dimostrazioni contro il matrimonio egualitario in Francia hanno organizzato un’iniziativa simile in Marocco  (Il grande colibrì), sebbene in questo paese l’omosessualità sia ancora un reato e non ci siano proposte per riconoscere le unioni tra persone dello stesso sesso…

Purtroppo l’omofobia e la transfobia sono una delle poche questioni su cui le persone dogmatiche di ogni religione o ideologia sarebbero d’accordo. Mi piacerebbe ancora una volta sottolineare il fatto che non sempre si può giudicare l’albero dai suoi frutti. I nazisti sono stati eletti democraticamente, anche se hanno sterminato gli ebrei, i gay, le lesbiche, eccetera. Una particolare rappresentazione del comunismo ha portato a milioni di morti in Cina. Durante il secolo scorso abbiamo avuto la terribile opportunità di comprendere il fascismo (come controllo delle identità individuali attraverso l’imposizione) e il totalitarismo (come controllo dei comportamenti sociali nella totalità dello spazio pubblico, e spesso anche privato).

Ci disferemo della democrazia e della solidarietà umana perché alcuni tra noi usano i nostri ideali e la nostra etica per imporre il loro potere su altri fratelli e sorelle umani? Assolutamente no, dobbiamo proporre un’alternativa, e, come dice Allah nel Corano, “la gente verrà“, in un modo o nell’altro. Coloro che si sforzano così tanto affinché altri esseri umani non ottengano i loro diritti civili attraverso l’auto-definizione e l’auto-determinazione, stanno semplicemente negando a Dio il diritto di ispirarci sul sentiero del Tawhid, dell’Unicità attraverso la molteplicità e la diversità. Il Tawhid è, secondo il Corano, ciò che fa di noi degli esseri migliori di quelli che comunemente chiamiamo “angeli”. Invece queste persone, piene di odio per gli altri, non sono neppure degne di parlare di loro.

Come abbiamo raccontato (Il grande colibrì), recentemente hai tenuto una conferenza al Centro per la ricerca sull’Africa e il Mediterraneo della Scuola di governo ed economia di Rabat (l’equivalente di Scienze politiche nelle università europee). Com’è andata?

La mia presentazione sui musulmani queer e sul femminismo islamico è stata accolta davvero molto favorevolmente. Le società arabe, come quelle europee di “solamente” pochi decenni fa, costruiranno le grandi risorse umane contro ogni tipo di discriminazione e io spero che i processi che stanno avendo luogo in Marocco contro due giovani gay diventeranno parte della storia araba e del passato molto presto, in sha’ Allah. Quindi dobbiamo investire tutte le nostre energie. Noi stiamo modestamente cercando di distruggere i pregiudizi e l’odio e di costruire una comprensione davvero rinnovata del messaggio eterno che riceviamo costantemente e collettivamente da Allah. Amen.

 

Pier
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1 commento

  • C´e` un fondo comune a tutta l´umanita´. E` l´umanesimo, vecchio e nuovo. Dalla psicoanalisi all´ecumenismo, la cose e` emersa da piu versanti.

    Ed e` certamente interessante che ci sia questo confronto anche nel mondo islamico.

    Inoltre e` certamente interessante anche l´atteggiamento non aggressivo, amorevole per le forme dell´esperienza umana, anche quella di altre fedi, magari anche per quella atea, chissa´.
    Pero´ un appunto lo devo fare. I nazisti sono stati eletti, si, ma non "democraticamente".

    I nazisti hanno fatto raggiunere alla propaganda livelli altissimi, tanto che ne e` nato l´aggettivo "ghebbelsiano"

    Le folle che hanno acclamato e eletto i nazisti eranto state "coltivate" per anni con una rappresentazione parziale della realta senza dibattito.

    Quella propaganda aveva sapientemente sfruttato i sentimenti negativi causati dall´economia e dalla sconfitta nella prima guerra mondiale.

    E aveva creato l´illusione che la rivalsa sarebbe stata utile.

    Probabilmente anche le folle intolleranti che oggi sfilano in opposizione alla parita´ lgbt sarebbero permeabili a una qualche forma di dibattito sana

    Come molti credenti sarebbero permeabili a forme di dibattito sane sul tema della procreazione o del fine vita

    Come molti cattolici, democristiano e fascisti di allora, votarono per aborto e divorzio. Forse perche allora, per tante ragioni, il dibattito sano, generale, orizzontale, ci fu.

    Le folle e le elezioni sono solo UN elemento della democrazia

    L´altro e` il dibattito sano.

    Le elezioni bulgare erano elezioni ma non esattamente democratiche.

    Perche mancava uno degli elementi.

    Si capisce che la frase e` incidentale e che l´intento dell´oratore non fosse provocatorio.

    A maggior ragione osservo che l´imprecisione e` abbastanza grossolana e rivelatrice.

    Ora vanno bene l´ecumenismo e l´umanesimo.

    Ma possibile che dobbimo riconoscere le altre fedi, l´ateismo e non la democrazia, nella sua completezza e dignita ?

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