Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo, ha firmato la legge che ha aggiunto il suo stato agli altri 14 che negli USA vietano le cosiddette “terapie riparative” nei confronti dei minori. Queste “terapie” sono quella serie di pratiche pseudo-scientifiche, quasi sempre basate su una visione ultrareligiosa, che dovrebbero “far tornare eterosessuali” le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali).
Due leggi importanti
Lo speaker dell’assemblea newyorchese, Carl Heastie, ha dichiarato: “New York ha una buona reputazione per quello che riguarda l’inclusione e la diversità, e questa assemblea vuole mantenere questa buona reputazione proteggendo i diritti degli altri. Tutti hanno il diritto di vivere la propria vita lontani dalle ostilità e dall’esclusione, i nostri giovani hanno il diritto di scoprire la propria identità in un modo che porti alla loro felicità e a una salute mentale positiva”.
Oltre a questa legge, la Camera dello stato di New York ha votato anche il Gender Expression Non-Discrimination Act (GENDA), che proibisce la discriminazione sulla base dell’identità o dell’espressione di genere negli ambiti dell’occupazione, del credito, dell’istruzione e delle politiche abitative.
Le “terapie riparative”
Già nel 2009 l’American Psycological Association (Associazione psicologica americana; APA) aveva condannato queste pratiche che “trattano l’omosessualità come una malattia mentale, un concetto che è stato rifiutato dai professionisti del settore da più di 35 anni”. Inoltre, l’APA ha aggiunto che queste “terapie” possono mettere a rischio la salute delle persone LGBTQIA in modi che vanno dalla depressione al consumo di sostanze stupefacenti, fino al suicidio.

John Smid, che per 22 anni ha fatto parte del gruppo di “ex gay” Love in Action (Amore in azione), ha recentemente scritto una lettera al giornale di area LGBTQIA The Advocate, ribadendo che queste cosiddette “terapie” sono “pericolose e non servono a niente”.
“Quello che mi fa paura – scrive – è che queste organizzazioni passano di fallimento in fallimento e, nonostante tutto, continuano nello stesso modo nonostante i risultati siano evidenti. Le migliaia di persone che questi dicono di aver curato non sono diventate etero come dichiarano. E, nonostante i fallimenti, le persone più vulnerabili continuano a entrare in questo tipo di programmi perché sono terrorizzate dal rifiuto che potrebbero avere in famiglia, in chiesa e tra gli amici se accettassero quello che è il loro orientamento sessuale”.
Smid, dopo aver “cercato per 24 anni di vivere come un uomo eterosessuale sposato”, ha “iniziato un percorso” che lo ha portato a sposare il suo compagno nel 2014 e a formare un gruppo di supporto per le persone cristiane omosessuali.
Alessandro Garzi
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foto: elaborazione da Max Pixel (CC0) e GDJ (CC0)
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