Italia e Tunisia, è ora che inizi la primavera dei diritti!

Sulle due sponde del Mediterraneo, in Italia e in Tunisia, è lo stesso tema ad alimentare feroci discussioni: il riconoscimento dei diritti delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). Ovviamente i termini dello scontro sono molto diversi, ma la sostanza etica è identica. Infatti, i valori messi in campo dalle diverse voci del dibattito sono gli stessi: da una parte l’importanza della tradizione, la resistenza all’evoluzione sociale, la religione intesa insieme di proibizioni da imporre alla collettività; dall’altra il richiamo all’uguaglianza e all’amore come esperienza che accomuna ogni essere umano, i diritti universali, la laicità come garanzia di libertà per tutti. I movimenti omofobici da tempo hanno capito che la lotta è la stessa e si sono impegnati a darsi manforte da un continente all’altro. Ma il 23 gennaio toccherà anche a noi difendere i nostri compagni di attivismo in Africa.

LA SOSPENSIONE DI SHAMS? AFFARI NOSTRI!

Il governo tunisino aveva autorizzato per la prima volta in modo ufficiale un’associazione per promuovere la depenalizzazione dei rapporti carnali tra persone dello stesso sesso, attualmente puniti con la carcerazione fino a tre anni. Shams (Sole) era nata sotto i migliori auspici e sembrava destinata a essere un fiore all’occhiello delle trasformazioni politiche e sociali prodotte dal processo di democratizzazione tunisino. L’entusiasmo, però, si è spento con una serie di arresti di ragazzi omosessuali e con la sospensione immotivata, forse preludio allo scioglimento coatto, di Shams [ilgrandecolibri.com].

Noi e gli attivisti tunisini – dice Diego Puccio, responsabile dello sportello Immigrazioni e Omosessualità presso l’Arcigay di Milano – stiamo combattendo la stessa lotta contro il pregiudizio e per questo siamo vicini“. Una vicinanza che abbiamo deciso di rendere visibile anche sabato 23 gennaio, durante le manifestazioni “Svegliati Italia!” che si svolgeranno in più di 70 città per reclamare il riconoscimento legale delle coppie omosessuali in Italia. “Vogliamo anche denunciare l’ipocrisia della nostra classe politica – spiega Dominguel Emanuele Radesca dell’associazione Rompiamo il silenzio di Bergamo – Puntano il dito verso un sud del mondo che non rispetta i diritti, ma poi sono i primi a non voler riconoscere l’uguaglianza di tutti i cittadini“.

IN PIAZZA PER LA PRIMAVERA DEI DIRITTI

Per questo Rompiamo il silenzio e i gruppi de I sentinelli di Milano, Monza, Pavia, Piacenza e Sesto San Giovanni e la rete degli sportelli Immigrazioni e Omosessualità di Arcigay, insieme a Il grande colibrì e con l’appoggio di CALEM (Confederazione delle associazioni LGBTQI euro-africane e musulmane), hanno deciso di manifestare anche con il cartello che vedete in alto e che potete scaricare e stampare liberamente (v. link sotto l’immagine). “Italia e Tunisia: la primavera dei diritti deve ancora iniziare” è lo slogan che porteremo in piazza, mentre sui social network affiancheremo gli hashtag #SvegliatItalia e #FreeShams.

Saremo presenti con i nostri cartelli in queste città:
– a Milano, in piazza della Scala, dalle 14.30;
– a Bergamo, in piazzale Stazione, dalle 14.30;
– a Genova, nel corteo che partirà da piazza della Meridiana alle 15.00;
– a Pavia, in piazza Vittoria, dalle 15.30;
– a Piacenza, in piazza Duomo, dalle 15,00…
… e dovunque deciderete di essere con noi e con gli attivisti tunisini a lanciare questo messaggio.

La stampa dei cartelli è in parte finanziata dalle donazioni di Fabrizio Aiazzi, Francesco Allegrini, Marco Marocco, Enrico Proserpio e Riccardo Tromba. Li ringraziamo di cuore.

 

Pier
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