Non era nato decisamente sotto i migliori auspici il primo Pride che si è svolto nella città polacca di Lublino, nell’est del paese.
Insulti e divieti
Seguendo un copione ben noto, soprattutto in Russia e nei Balcani, il governatore della regione, Przemysław Czarnek, ha definito la Marcia per l’uguaglianza (che è l’espressione con la quale è conosciuta la parata del Pride in Polonia) “una promozione di comportamenti sessuali incompatibili con la natura“, e ha parlato, in un video pubblicato su YouTube, apertamente di “pedofilia“, “devianza” e “perversione“. Il tutto mentre dichiarava che le persone omosessuali non sarebbero discriminate nella regione di Lublino. Meno male.
L’avvicinamento al Pride era stato caratterizzato anche dalle consuete iniziative piene d’amore e di rispetto da parte della Chiesa cattolica e dell’estrema destra, tramite preghiere e manifestazioni volte a fermare la “marcia satanica” e l’”omoterrorismo“. Krzysztof Żuk, sindaco della città, aveva quindi proibito la marcia, considerando che ci fossero possibilità che questa causasse “violenza e distruzione“.
Il collettivo che promuoveva la marcia aveva fatto ricorso in tribunale, ma si era visto rifiutare le proprie ragioni, prima che la Corte d’appello di Lublino cambiasse la sentenza di primo grado, permettendo alla marcia di essere svolta.
L’attacco neofascista
Il primo Pride della città di Lublino ha quindi visto la luce sabato 13 ottobre, ma la marcia per i diritti è stata tutto tranne che tranquilla: infatti i circa 1500 partecipanti si sono visti attaccare, con lanci di bottiglie e di mattoni, da circa 200 o 300 (secondo le fonti) membri di Obóz Narodowo-Radykalny (Accampamento radicale nazionale; ONR), un gruppo di estrema destra noto per le posizioni estreme contro la comunità LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali). Sempre ONR è stato protagonista dell’attacco violento allo stand arcobaleno di Stettino, il mese scorso.
È servita circa un’ora alla polizia per fare allontanare i violenti e le forze dell’ordine sono dovute ricorrere all’uso di gas lacrimogeni e idranti per permettere alla marcia di proseguire.
Alessandro Garzi
©2018 Il Grande Colibrì
foto: Tęczowy Lublin (Facebook)
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