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L’associazione LGBT polacca Lambda ha denunciato, tramite un video, la distruzione, avvenuta domenica 2 settembre, di uno stand che era stato preparato per una fiera locale a Stettino (Szczecin), come anticipazione della parata del Pride che si svolgerà il 15. Per questa ragione lo stand era stato decorato con ombrelli e bandiere arcobaleno ed erano stati annunciati “torte, insalate, libri, giochi, mostre fotografiche e altre attrazioni”.

Kibole zniszczyli stragan LGBT na ulicach Szczecina

"Narodowi patrioci" zniszczyli tęczowy piknik organizowany na ulicach Szczecina przez Lambda Szczecin. Poznajecie ich? Podajcie dalej! Niech im nie ujdzie na sucho! 15 września wszyscy na 1. Marsz Równości w Szczecinie // Szczecin Pride Festival!

Pubblicato da Artykuł Osiemnasty su Domenica 2 settembre 2018

L’intimidazione è avvenuta verso le due del pomeriggio, quando cinque uomini sono arrivati presso lo stand, hanno distrutto le decorazioni arcobaleno e impaurito tutti i partecipanti. Si pensa che i cinque possano provenire dall’ambiente del tifo calcistico organizzato, oppure da gruppi di estrema destra come l’Obóz Narodowo-Radykalny (Accampamento radicale nazionale; ONR), noto per le posizioni estremiste nei confronti delle tematiche LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali). Conoscendo l’aria che tira nelle curve di calcio, una cosa non deve necessariamente escludere l’altra.

L’immobilismo delle autorità

Per quanto la polizia sia ufficialmente “sulle tracce” di queste persone, Piotr Godzisz, responsabile per i crimini di odio di Lambda Varsavia, non si aspetta una grande punizione: “Anche se venissero presi, potranno essere accusati di teppismo, ma quasi sicuramente non ci sarà nessuna aggravante per omofobia”.

Secondo quanto afferma la pagina Facebook dell’associazione, in Polonia circa una persona LGBTQIA su sette ha subito negli ultimi due anni, qualche tipo di violenza, compresi insulti e attacchi verbali, anche se molti hanno riportato di aver subito delle violenze fisiche. Solo il 4% delle vittime si è rivolta alle forze dell’ordine, spesso perché le vittime non conoscono i loro diritti e non sanno dove cercare supporto.

La maggior parte degli operatori che dovrebbero essere responsabili, inoltre, non sanno come dare questo tipo di supporto: mancano la preparazione e le linee guida in materia. Questo fa sì che i violenti siano impuniti e le loro vittime rimangano in silenzio. Per queste ragioni, per poter stampare materiale informativo e formare gli attivisti, Lambda ha avviato una raccolta fondi tramite la propria pagina.

Alessandro Garzi
©2018 Il Grande Colibrì
foto: Lambda Warszawa

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