La mamma è sempre la mamma, anche nei sogni erotici: “mom” è il primo termine di ricerca degli utenti del sito pornografico xHamster, qualsiasi sia il sistema operativo che usano. Poi, a partire dalla seconda posizione (in classica, che cosa avevate capito?!), si scopre che i gusti tra chi possiede un iPhone e chi ha un cellulare con Android sono profondamente diversi. Sui Mac, dietro la mamma, trionfano le BBW (big beautiful women; grandi belle donne) e il “massaggio”. Su Android, invece, la generica “mamma” è subito seguita dalla “mamma giapponese” e da “indiani”. Questi dati ci permettono non solo di scoprire le fantasie erotiche più frequenti, ma anche di fare alcune importanti riflessioni sulle preferenze sessuali.
Android VS Mac
La top 20 di Android è un trionfo di fantasie d’incesto: “mamma” (1º posto), “mamma giapponese” (2º), “mamma figlio” (4º), “nonna” (7º), “mamma e figlio” (8º), “moglie del padre” (11º), “sorella” (12º). Ci sarebbero anche le MILF (mothers I’d like to fuck, madri che vorrei scoparmi) in quattordicesima posizione, ma qui il riferimento alla figura materna è in realtà molto astratto. La maternità torna però già al quindicesimo posto, con “incinta”. E poi c’è la “moglie” (13º), che però non deve far pensare a rapporti coniugali, come dimostra il “cuckold” (il marito che ama assistere ai rapporti della sua amata con altri uomini, di solito neri) che fa capolino in sedicesima posizione.
Anche tra gli utenti Mac i temi incestuosi hanno un peso importante, ma nettamente inferiore rispetto a chi usa Android. Mentre “moglie” e “cuckold” scalano la classifica fino al quinto e ottavo posto. Quattro posizioni sono conquistate dalle ricerche su base etnico-razziale: “indiani” (4º posto), “arabi” (10º), “ebano” (termine con cui i siti a luci rosse identificano le donne nere; 14º) e “asiatici” (20º). Per quanto riguarda le minoranze sessuali, i possessori di un iPhone sono molto più interessati a “lesbiche” e “gay”, mentre gli utenti Android cercano più spesso “shemale”, la parola con cui in genere la pornografia indica le donne trans con seno e pene.

Dove nasce la fantasia?
Alex Hawkins, vice-presidente di xHamster, sintetizza così i dati: “Le differenze culturali tra utenti Mac e Android sono piuttosto evidenti nelle ricerche. Gli utenti Mac di solito vivono in città, hanno più soldi da spendere e sembrano avere un ventaglio più ampio di fantasie. Android è più popolare tra gli utenti della classe operaia e supera Apple negli stati rurali“. In poche parole, le condizioni culturali, sociali ed economiche delle persone influenzano molto i loro desideri e le loro fantasie sessuali: l’universo dei nostri sogni erotici è determinato in parte dall’ambiente in cui viviamo.
Insomma, le statistiche di un sito porno diventano il bambino che grida alla folla che il re è nudo e ci dice pure che il re siamo noi. Il semplice giochino di mettere a confronto i nostri desideri in base al cellulare che abbiamo in tasca ci priva del luogo comune secondo cui l’erotismo è solamente il frutto casuale dell’istinto. E invece no, non è così semplice, e riconoscerlo può avere conseguenze importanti. Sia chiaro: nessuno chiede di demonizzare le fantasie sessuali di nessuno, ma bisogna imparare a interrogarle per capire meglio chi siamo e in cosa crediamo. Perché anche i nostri sogni masturbatori ci raccontano tanto del nostro modo di pensare e dei nostri valori. E soprattutto hanno implicazioni sulla realtà che ci circonda e di queste implicazioni non possiamo definirci non responsabili in nome di un istinto predeterminato.
Profili e pornografia
Facciamo qualche esempio. Una volta stabilito che l’ambiente che ci circonda contribuisce a plasmare i nostri desideri, non possiamo più sostenere in modo onesto che l’abbondanza di profili “no extracomunitari” o “solo bianchi” non abbia nulla a che fare con il razzismo che ci circonda. Perché i “no” sono quasi tutti rivolti proprio ai gruppi etnici e nazionali esecrati dalle retoriche xenofobe e razziste? O riconosciamo che le nostre preferenze subiscono le pressioni del razzismo o, se attribuiamo ogni responsabilità a un istinto naturale ingovernabile, finiamo a sostenere che sia la natura a rendere meno attraenti le persone “non bianche”, cioè finiamo per aderire esplicitamente a un discorso razzista.
Allo stesso modo, ci dovremmo interrogare sulla pornografia e sul suo modo di catalogare le persone. Perché le categorie etniche sono molto diffuse solo per le persone non bianche (“asiatici”, “arabi”, “indiani”…), come se si trattasse di un feticismo? Perché è normale che una pornostar nera sia descritta come “ebano”, mentre nessuno si sognerebbe di descrivere la sua collega bianca come “betulla”? E davvero non ci sono implicazioni nel ridurre solo gli attori porno neri a “BBC” (big black cocks, grossi cazzi neri)? Di solito tutte queste domande sono tacciate di moralismo. E allora vi rispondo con un’altra domanda: perché trovate indegno usare sessismo e razzismo per vendere auto o banane, ma difendete chi li usa per vendere video a luci rosse?
Pier Cesare Notaro
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