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Alle prossime elezioni presidenzialiha dichiarato a Polskie Radio Krzysztof Sobolewski, a capo del comitato esecutivo del partito di destra nazionalista Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e Giustizia; PiS), al governo del paese – potremo scegliere tra la Polonia che sventola la bandiera bianco-rossa e quella che sventola la bandiera arcobaleno“. Non è la prima volta che il PiS sceglie una linea omofoba mascherata da “difesa dei valori tradizionali” per la sua campagna elettorale (aveva già battuto questa strada alle elezioni europee del 2019, per esempio): questa volta il bersaglio degli attacchi omofobi è il sindaco di Varsavia Rafał Trzaskowski.

Trzaskowski si è candidato alle presidenziali, che sono state rinviate a causa della pandemia di COVID-19, per il partito liberale di opposizione Platforma Obywatelska (Piattaforma civica; PO), sostituendo la sociologa Małgorzata Kidawa-Błońska, già marescialla della Camera dei deputati polacca, che era stata designata in un primo momento. La “colpa” di Trzaskowski, agli occhi della destra sovranista, è quella di aver promosso nel 2019 una carta dei diritti per le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali), che ha peggiorato, se possibile, la paranoia con la quale la destra polacca affronta l’argomento in occasione delle campagne elettorali.

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Trappole omofobe

Tomasz Rzymkowski, un deputato del PiS, è andato anche oltre, twittando un’immagine di Kidawa-Błońska alla quale era stata sovrapposta la faccia del sindaco di Varsavia, e la scritta “Rafalala”, che, oltre che un gioco di parole con il nome di Trzaskowski, è anche il nome di una nota artista transgender polacca.

polonia costituzione unioni gayIl giornale conservatore Gazeta Polska (lo stesso che nel luglio dello scorso anno distribuì degli adesivi omofobi) ha invece messo nel proprio bersaglio il vice di Trzaskowski, Pawel Rabej, accusandolo di essere “un uomo gay che ostentatamente posta le foto insieme al suo compagno mentre sono a letto e mentre lo bacia in pubblico“. Rabej, che appartiene al partito Nowoczesna (Moderno), di orientamento liberal-democratico, nel 2016 aveva dichiarato a una radio polacca di avere una relazione con un uomo.

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Per quanto una vittoria alle presidenziali di Trzaskowski può essere definita, con i numeri attuali, abbastanza improbabile, sembra che il partito di governo stia preparando un’altra trappola: i candidati di opposizione, per potersi candidare, avranno bisogno di 100mila firme, che dovranno essere raccolte in un numero di giorni determinato prima delle elezioni. Al momento la data delle presidenziali non è ancora stata decisa e Platforma Obywatelska teme che la notizia possa essere comunicata con breve anticipo per mettere il loro candidato in difficoltà anche da questo punto di vista. Nella sua intervista Polskie Radio, Sobolewski si è comunque portato avanti, accusando Trzaskowski di aver già raccolto le firme e di aver violato la legge.

Attacchi continui

La politica del PiS contro le persone LGBTQIA nei mesi scorsi è balzata agli occhi del mondo perché molte istituzioni locali hanno istituito le note “zone libere da LGBT, mentre altre hanno approvato alcune risoluzioni per “proteggere la famiglia tradizionale” che, nei fatti, chiedono di escludere le identità di genere e gli orientamenti sessuali minoritari dalla vita pubblica. Secondo il rapporto “Rainbow Europe 2020” di ILGA-Europe, la Polonia è il peggior paese dell’Unione Europea per quello che riguarda i diritti delle minoranze sessuali a causa delle pesante clima culturale che si respira nel paese, delle continue dichiarazioni omofobe dei politici e degli atti di violenza che accompagnano lo svolgimento di quasi tutte le parate dei Pride nel paese.

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Alessandro Garzi
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: Il Grande Colibrì

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