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Per tredici anni abbiamo finto di essere cugini per poter abitare insieme in una dimora in affitto. In quei tredici anni vissuti insieme ci siamo sempre nascosti agli occhi dei vicini, in modo che nessuno potesse capire che cosa davvero eravamo. Ora che abbiamo una casa tutta nostra, abbiamo deciso di comune accordo di dire ai nostri nuovi vicini che siamo una coppia di fidanzati“: con queste parole apparse proprio pochi giorni fa sul suo profilo Twitter, il regista indiano Apurva Asrani, divenuto famoso per opere cinematografiche come “Aligarh” e vincitore di un National Film Award per il miglior montaggio grazie alla commedia “Snip”, ha deciso di rivelare al mondo la pluriennale relazione con il suo compagno Siddhant.

È tempo che anche le famiglie LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex, asessuali) vengano normalizzate” ha dichiarato Asrani nel post pubblicato sulla sua pagina ufficiale. A corredo del testo, il film maker ha anche aggiunto due immagini molto significative, che forse più di tutto dimostrano la felicità sua e quella del compagno.

Coming out a 20 anni

La gioia e il sollievo di Asrani risultano ancora più toccanti conoscendone più a fondo la storia personale. Come lui stesso ha raccontato in una sua precedente intervista, uscire allo scoperto con la sua famiglia e in particolare con i suoi genitori è stata un’esperienza tutt’altro che facile: “Molte persone mi dicevano che non dovevo preoccuparmi di nulla e che i miei avrebbero capito: ‘Provieni da una famiglia abbastanza agiata, i tuoi sono persone aperte, hanno girato il mondo, non hai da temere nulla…’. Me lo ripetevano continuamente, ma io sapevo che sarebbe stata un’esperienza dolorosa“.

Quando mi sono dichiarato ai miei genitori avevo vent’anni ed entrambi l’hanno preso malissimo. Mio padre non mi ha rivolto la parola per due anni interi, mia madre ha confessato di essere rimasta così scossa da paragonare l’esperienza al giorno in cui scoprì che mio nonno era malato di cancro” ha raccontato il regista, che non ha mancato di sottolineare quanto l’approvazione da parte dei propri genitori non abbia niente a che vedere con il loro status sociale.

Nicole Zaramella
©2020 Il Grande Colibrì
immagine: Il Grande Colibrì

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