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Le parole spese da papa Francesco in favore delle unioni civili omosessuali potrebbero minare la sua credibilità agli occhi dei fedeli del continente africano: a dirlo è l’antropologo ciadiano Hoinathy Remadji, che ha affidato le sue riflessioni al sito d’informazione francese d’ispirazione cristiana Journal Chrétien. A suo parere, le opinioni espresse dal pontefice in “Francesco”, film documentario diretto dal regista Evgeny Afineevsky, rischierebbero seriamente di demolire la sua autorevolezza e anche di allontanare molti credenti.

Fedeli smarriti

Il discorso del papa non ha lasciato indifferente il continente africano – ha affermato l’antropologo – Le pochissime persone con cui ho avuto l’opportunità di discutere sono tutte sconvolte, la gente è smarrita. Se volete la verità, i fedeli cattolici africani sono perduti”.

Secondo Remadji, il disagio dei fedeli del continente africano è concreto e palpabile e si ricollegherebbe proprio alle parole pronunciate dal papa, che con le sue affermazioni avrebbe di fatto incrinato molte convinzioni dei suoi fedeli. Non potrebbe essere altrimenti visto che, come sottolinea lo studioso, la Chiesa cattolica ha costituito per anni un baluardo di difesa contro l’omosessualità, una pratica che, sottolinea Remadji, molti africani considerano a tutt’oggi come contro natura. L’apertura del pontefice alle unioni civili tra persone dello stesso sesso costituirebbe quindi una novità capace di far vacillare le fondamenta stesse della Chiesa e, di riflesso, anche le convinzioni dei suoi fedeli.

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Non so da dove arrivi questa opinione del papa” ha continuato Remadji, incapace di nascondere il suo stesso sconcerto. Che la Chiesa, proprio attraverso le parole del suo massimo rappresentante, si stia preparando a cedere alle pressioni dell’Occidente, che da tempo immemore spingerebbe affinché i diritti degli omosessuali siano riconosciuti anche in Africa? L’antropologo questo non può saperlo, ma a giudicare dai toni della sua disamina non sembra affatto ben disposto ad accettare un cambio di rotta per il momento ancora molto fumoso ed eventuale.

Quello che lo studioso pretende sono dei tempestivi chiarimenti. A suo dire il pontefice non può e non deve esimersi dal fornire spiegazioni a chi per tanto tempo ha risposto speranza e fiducia nella Chiesa: i fedeli e lo stesso Remadji, sostiene l’antropologo, hanno bisogno di risposte che restituiscano loro almeno un briciolo di fiducia nell’istituzione ecclesiastica.

Nicole Zaramella
©2020 Il Grande Colibrì
immagine: elaborazione da gasolina61 (CC0) / da A.Davey (CC BY 2.0)

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