Secondo una ricerca condotta dall’associazione scozzese LGBT Health and Wellbeing, che si occupa di diritto alla salute e al benessere delle persone LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex, asessuali), il 60% delle persone transgender o di genere non binario ha avuto esperienze di molestie e discriminazioni di vario tipo sul posto di lavoro. La maggior parte del campione ha inoltre dichiarato di non averne parlato con le persone responsabili, in quanto non nutriva fiducia nella buona fede e nella loro consapevolezza.
Poco supporto
Solo una minoranza (il 41%) pensa che il proprio luogo di lavoro sia inclusivo per le persone transgender, mentre due terzi considerano il proprio ambiente professionale inclusivo per le persone gay, lesbiche e bisessuali. D’altra parte, la ricerca rivela che le persone trans e non binarie incontrano problemi fin dal momento del primo contatto con l’azienda per paura di pregiudizi da parte delle persone responsabili, perché i moduli non prevedono l’esistenza dell’identità non binaria o per la difficoltà di riuscire a dimostrare il proprio trascorso lavorativo che potrebbe essersi svolto sotto altre generalità.
Due terzi delle persone intervistate dicono che sul posto di lavoro possono contare su persone a cui si possono confidare in caso di discriminazione, ma il 20% non ha questo tipo di supporto, mentre il 15% non è sicuro di poterci contare. La maggior parte dichiara, invece, di avere un forte gruppo di supporto al di fuori del posto di lavoro.
“Serve parità”
Per Maruska Greenwood, a capo dell’associazione, “le persone trans devono affrontare molti ostacoli, sia sul posto di lavoro, sia quando cercano un’occupazione. Nel dettaglio, questo significa affrontare minori prospettive professionali, posti di lavoro non inclusivi, comportamenti discriminatori e altre cose che possono avere un impatto sulla salute mentale delle persone coinvolte” “La nostra speranza – prosegue Greenwood – è che i dati di questo studio possano servire per un cambiamento, possano informare su come raggiungere una maggiore parità sul posto di lavoro e aiutare il benessere economico delle persone transgender in Scozia”.
Alessandro Garzi
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