8 gay arrestati: gli appelli delle associazioni tunisine

Dieci persone sono state arrestate nella capitale della Tunisia durante un’irruzione di polizia in un appartamento privato: gli otto ragazzi trovati nella casa sono tutti accusati di sodomia (che per il codice penale tunisino è un reato che merita fino a tre anni di carcere), a cui si aggiunge l’accusa di uso di cannabis per tre di loro e di prostituzione per le due ragazze che gli facevano compagnia [ilgrandecolibri.com]. Mentre l’appello italiano ha ottenuto l’adesione di gran parte del movimento arcobaleno nazionale e di molte personalità della cultura [ilgrandecolibri.com], hanno espresso la propria posizione anche due tra le più importanti associazioni tunisine per i diritti delle persone LGBTQI (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer e intersessuali): Damj pour la justice et l’égalité (Damj per la giustizia e l’uguaglianza) e Without Restrictions (Senza restrizioni).

L’APPELLO DI DAMJ

Otto giovani tunisini sono stati arrestati il 24 marzo 2016 nella periferia occidentale di Tunisi e si è aperta un’inchiesta. Saranno presto messi a processo a causa del loro orientamento sessuale in base all’accusa fondata sull’articolo 230 del codice penale, che criminalizza l’omosessualità in Tunisia.

La nostra associazione, Damj per la giustizia e l’uguaglianza, condanna fermamente questo arresto e chiede alla autorità di garantire agli accusati un processo giusto e la salvaguardia della loro integrità fisica e psicologica.

Damj per la giustizia e l’uguaglianza ritiene che l’articolo 230 del codice penale contrasti con la Costituzione del 27 gennaio 2014, dal momento che costituisce una violazione della dignità umana e dell’integrità fisica delle persone. Infatti permette alle autorità di immischiarsi nella vita privata dei cittadini, autorizzando in particolare l’intrusione nelle abitazioni e l’accesso ai dati personali dei cittadini in base unicamente al loro orientamento sessuale presunto.

Questi arresti ripetuti costituiscono una violazione evidente dei diritti umani e delle convenzioni internazionali radicate dallo stato tunisino.

A seguito di questo ennesimo arresto, facciamo appello a tutti gli attori della società civile affinché si uniscano e rafforzino i loro sforzi per il rispetto di questi diritti contro ogni discriminazione basata sull’orientamento sessuale e contro ogni violazione delle libertà individuali.

L’APPELLO DI WITHOUT RESTRICTIONS

Without Restrictions lancia un grido d’allarme per l’arresto di otto giovani uomini accusati di sodomia che saranno giudicati in base all’articolo 230 del codice penale tunisino e per la perquisizione del luogo in cui si sono svolti i fatti. Denunciamo l’uso ripetuto di questo articolo incostituzionale che minaccia la vita privata, produce violazioni di domicilio, calpesta allegramente la dignità umana e l’integrità corporea e potrebbe essere una porta aperta per altre violazioni dei diritti umani.

Noi di Without Restrictions facciamo appello affinché i giovani arrestati siano liberati, dal momento che l’articolo 230 in base a cui saranno giudicati è incostituzionale.

Esigiamo inoltre garanzie sulla loro integrità corporea e su un trattamento decente, e allo stesso modo facciamo appello a tutte le componenti della società civile e dell’élite tunisina affinché si uniscano per abolire l’articolo 230, per combattere la tortura e per avere leggi che rispettino i diritti umani e proteggano i cittadini e le cittadine senza alcuna distinzione.

 

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