Egitto, basta carcere per gay e trans: ecco la campagna

14 arresti in un centro benessere ad ottobre 2013 (ilgrandecolibri.com). 10 arresti durante una festa a novembre (ilgrandecolibri.com). 9 arresti lo scorso marzo (ilgrandecolibri.com). 4 condanne a otto anni di carcere ad aprile (ilgrandecolibri.com). 6 arresti a maggio (ilgrandecolibri.com). E pochi giorni fa altri 8 uomini sono stati arrestati per aver inscenato (pare per pura goliardia) un matrimonio gay e saranno processati con l’accusa di dissolutezza (ahram.org.eg). E questi sono solo i principali esempi della persecuzione che da un anno la giunta militare “laica” egiziana ha avviato contro omosessuali e transessuali, facendo rimpiangere i Fratelli musulmani e persino l’ancor più omofobo Mubarak. Per questo gli attivisti LGBT egiziani chiedono di diffondere l’appello sottostante e di inondare, il 24 e 25 settembre, blog, Twitter e social network con i due hastag #ضد_حبس_المثليين e #stopjailinggays.

Poichè il governo egiziano ha recentemente concentrato i propri sforzi nel controllare la vita privata delle persone, tanto nelle loro camere da letto quanto sui loro profili Facebook…
Poichè la polizia ha smesso di dare la caccia ai “terroristi” e perseguita le persone per il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere…
Poiché da ottobre 2013 la polizia ha arrestato più di 80 persone per il “crimine” di essere gay o transgender…
Poiché alcune di queste persone ricevono, durante la detenzione, trattamenti degradanti, comprese violenze fisiche e minacce di stupro
Poiché l’autorità medica forense effettua su queste persone visite anali, che sono considerate violenze sessuali e violazioni dei diritti umani e dell’etica medica…
Poiché sono condannati a pene fino a dieci anni di carcere, con l’accusa di dissolutezza, una parola vaga…
Poiché i media stanno conducendo una campagna sensazionalistica contro le persone LGBT in Egitto, violando la privacy personale e pubblicando nomi e fotografie…
Per tutto questo, il 24 e 25 settembre scriveremo su Twitter e sui blog usando l’hashtag #ضد_حبس_المثليين (che significa: “contro la detenzione dei gay”).
Unisciti a noi. Invita i tuoi amici. Alza le tua voce.

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