Taner Ceylan, sogni omoerotici che diventano realtà

"Together" (Insieme) - Olio su tela, giugno 2007

Nato a Selb, in Germania, nel 1967 e formatosi all’Università Mimar Sinan di Istanbul, Taner Ceylan è generalmente indicato come uno degli artisti turchi e dei pittori iperrealisti più interessanti di questi anni. Quasi paradossalmente, però, è molto eccentrico tanto come artista turco quanto come pittore iperrealista: la carica emotiva e l’erotismo vibrante delle sue opere, che si spingono fino alla rappresentazione di scene di sesso anale o di snowballing, sono del tutto atipiche. Ovviamente le sue mostre, organizzate in celebri gallerie di Istanbul e di altre città europee e americane, fanno gridare allo scandalo i soliti benpensanti, ma Ceylan fa parlare di sé soprattutto per le sue doti artistiche: il suo virtuosismo è talmente evidente che neppure i suoi detrattori possono cercare di sminuirlo a semplice provocatore. Il grande colibrì ha discusso con lui della sua arte e del suo punto di vista sulla Turchia.

Le tue opere sono spesso fortemente omoerotiche e a volte mostrano la sessualità in modo molto esplicito – perfino pornografico…

Questo è vero soprattutto per quanto ho fatto tra il 2002 e il 2005. Comunque è bene che sappiate che si tratta di mondi di fantasia di mia creazione che non hanno nulla a che fare con la mia vita vissuta. Sono una persona noiosa. Ho una vita molto tranquilla e in un certo senso quasi a-sociale. Non amo uscire in compagnia e le masse. Penso che la mia vita su tela sia troppo eccitante per essere provata nella realtà. Dipingo le mie fantasie, i miei sogni.

Quali sono le maggiori fonti d’ispirazione per le tue opere?

Le mie prime serie, tra il il 1998 e il 2002, erano ispirate dalle pubblicità etero sulle riviste. Pensavo a come sarebbe stato se quegli annunci fossero fatti per me. Quindici anni fa ero molto più spinto dal sesso di quanto non lo sia oggi. Comunque al momento la mia arte non riguarda solo il mio mondo fantastico: ho cominciato a ritrarre persone che conosco.

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“Transporter” (Trasportatore) – Olio su tela, 2008

Come connetti la scelta dell’iper-realismo con le idee che vuoi esprimere?

Perfino nella mia infanzia, non potevo dipingere come un bambino. Ho sempre dipinto in modo realistico. Negli anni della mia educazione artistica mi è stato insegnato a dipingere come i maestri del passato. Come dicevo, dipingo i miei sogni. Quindi devo essere il primo ad essere convinto da quello che ritraggo. Anche oggi, quando vedo un quadro finito, mi sembra un miracolo: è un’esperienza incredibile vedere uno dei tuoi sogni che diventa realtà.

Com’è considerata l’omosessualità in Turchia?

La Turchia ha una tradizione davvero molto lunga in fatto di omosessualità, che affonda le sue radici negli Ottomani e, prima di essi, nei Bizantini: qui la vita omosessuale ha avuto i suoi modi e le sue regole per secoli. E’ abbastanza normale per un uomo etero fare sesso con altri uomini, ma ti devi sempre presentare come “attivo”. Per fare un esempio risaputo, gli uomini che vanno con travestiti che si prostituiscono – un caso molto frequente a Istanbul – di solito preferiscono essere passivi, ma non lo ammettono. Questa tradizione ottomana sopravvive in alcuni luoghi come gli hammam, e se ci vai devi conoscerne le regole.

"Spring Time" (Tempo di primavera) - Olio su tela, 2013
“Spring Time” (Tempo di primavera) – Olio su tela, 2013

Pensi che il percorso occidentale ai diritti gay possa andar bene alla Turchia?

No, penso che non possa funzionare qui. Innanzitutto la Turchia è parte del mondo islamico, in cui l’omosessualità è proibita. In secondo luogo, mentre come individui gay abbiamo i nostri diritti, il riconoscimento giuridico per coppie dello stesso sesso, che è una cosa decisamente buona, è una cosa lontana, troppo lontana dal mondo orientale.

Ma la Turchia è sempre stata considerata come un faro della laicità nei paesi a maggioranza musulmana, anche dalle persone non eterosessuali. E’ cambiato qualcosa durante il governo guidato da Erdogan?

Il governo è diventato più conservatore e ha rifiutato la cultura occidentale nella sua interezza. La gran parte dei teatri hanno chiuso. I musei e i teatri d’opera hanno chiuso. Anche per le persone LGBT che vogliono vivere apertamente, le cose sono peggiorate rispetto a prima. In più il governo si sta allontanando velocemente dalla laicità: le regole islamiche stanno diventando la norma in politica. Nello stesso tempo, sappiamo che la Turchia è un avamposto dell’America, e quindi deve essere stabile… Comunque, secondo me, la politica cambierà l’anno prossimo: ora è chiaro che i movimenti liberali all’interno dell’Islam non funzionano contro il radicalismo, perché lo stesso liberalismo islamico finisce per trasformarsi nel radicalismo che dovrebbe contrastare.

"Serhan" - Olio su tela, 2004
“Serhan” – Olio su tela, 2004

Eppure durante l’eroica resistenza del Parco Gezi sono emerse nuove forze, come i “Musulmani contro il capitalismo”, che sono progressisti e gay-friendly…

Sì, alcuni gruppi islamici erano a fianco delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). Ma non dimenticate che l’omosessualità è un peccato nell’Islam, e deve essere punita.

La resistenza a Gezi ha catturato l’attenzione internazionale e ha creato grandi speranze: tra le altre cose il movimento LGBT ha guadagnato molta più visibilità che in passato [Il Grande Colibrì]. Oggi il mondo non parla più della Turchia: dopo il parco Gezi è cambiato davvero qualcosa, o tutto è tornato come prima?

Dopo Gezi niente è più com’era, qui. E’ stata una pietra miliare per la politica, per i diritti umani, per i diritti LGBT… Era un’utopia che è stata visibile per un breve tempo. Ognuno, ogni razza, ogni orientamento, era fianco a fianco con gli altri. E il governo non ha capito e ha mal gestito la situazione. Gezi ha cambiato l’opposizione politica: ora di fronte al governo c’è un grande muro.

 

Pier
traduzione di Michele
©2014 Il Grande Colibrì
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