LGBT e natura: a Verona scontro a colpi di convegni

Sabato 9 novembre a Verona si è tenuto un convegno intitolato “Contro natura? Lesbiche, gay, bisessuali, asessuali, trans*, intersex/dsd si interrogano sul loro posto nel creato” (circolopink.it). Il convegno, dal titolo volutamente onnicomprensivo, è nato in risposta ad un convegno precedente che formalmente poneva al centro gli stessi argomenti, ma li illuminava da un punto di vista totalmente diverso. Infatti, il 21 settembre nella stessa sala del Palazzo Gran Guardia il convegno era promosso dalle organizzazioni cattoliche e s’intitolava “La teoria del gender: per l’uomo o contro l’uomo?”. L’evento di settembre ha avuto non solo l’uso gratuito della prestigiosa sala, ma anche il patrocinio del Comune e della Provincia di Verona, che permetteva alle organizzazioni come Famiglia Domani e Movimento Europeo per la Difesa della Vita di acquistare un’ampia visibilità e legittimazione delle più alte cariche locali, dal sindaco Tosi al presidente della provincia Giovanni Miozzi, a monsignor Zenti, vescovo di Verona.

Al momento della delibera non sono mancate le critiche verso l’amministrazione Tosi (larena.it), ma è prevalsa la volontà da “schizofrenia liberal” di sostenere la libertà di espressione anche per teorie palesemente mendaci, che riconducono l’omosessualità ad una malattia mentale da curare e asseriscono l’inferiorità biologica della donna. Gli interventi, come insinuava già il titolo del convegno, vertevano intorno ai pericoli che potrebbero derivare dall’eventuale legge contro l’omofobia e paventavano la minaccia di un “nuovo totalitarismo” e di una “aggressione alla società naturale” che potrebbero sorgere se fossero approvate le misure contro l’omofobia e si diffondesse l’educazione sessuale per la diversità nelle scuole.

I relatori, in spregio al tanto osannato valore della vita umana, non esitavano a dichiarare che l’entrata in vigore della legge contro l’omofobia sarebbe più grave dell’affondamento di un barcone di migranti. I loro ragionamenti a volte sfioravano il pregiudizio medioevale, mettendo in relazione l’ano con il male insito nel cuore di chi lo usa e affermando che dall’omosessualità si può e si deve guarire. Si arrivava anche alla logica perversa secondo la quale i suicidi degli omosessuali sarebbero causati dalla vergogna intrinseca che si portano dentro, e non dalla persecuzione che li opprime dall’esterno. Va notato anche che nell’arco del convegno l’interesse si concentrava sull’omosessualità maschile, trascurando tutte le altre forme di sessualità.

Per alcuni veronesi queste posizioni possono sembrare anche troppo liberali: i gruppi come Christus Rex, Forza Nuova e il Movimento Sovranità Difesa Sociale non si sono lasciati sfuggire l’occasione e hanno organizzato nella stessa data un loro incontro ospitato sempre in una sala comunale e chiamato molto laconicamente “A difesa della famiglia”. La locandina esplicita gli argomenti trattati: “Matrimoni gay – legge anti-omofobia – rilancio demografico – no all’aborto – politiche sociali a tutela delle madri – difesa della famiglia tradizionale“. A parlarne erano invitati un sacerdote, un professore e due rappresentanti di Forza Nuova e Movimento Sovranità, in un’autoreferenzialità quasi autistica che si prefigge di combattere “tentativi di sovversione perseguiti dalla propaganda sodomita” a difesa della famiglia.

In reazione ai due convegni le organizzazioni LGBTIQ locali si sono unite immediatamente nell’organizzare una colorata azione di protesta, che si svolgeva nello stesso giorno nella piazza adiacente alla Gran Guardia. Ma non era sufficiente: il passo successivo, assai provocatorio, era chiedere l’uso della stessa sala (ma non il patrocinio) per l’organizzazione di un convegno in cui poter dare una risposta articolata e accademica alle elucubrazioni degli integralisti cattolici.

Tale richiesta è stata soddisfatta dalla giunta Tosi, che fra uno scandalo e l’altro sta cercando di salvare la faccia, mostrandosi tollerante e disponibile al dialogo. In una Verona che vede indagato per il vice-sindaco e truccati gli appalti delle mense scolastiche e dei cimiteri, gestiti da uno degli amici del sindaco, diventa importante ripulirsi l’immagine e cancellare almeno l’etichetta di “sponsor dell’omofobia” (espresso.repubblica.it). Tosi ha concesso l’uso della sala per il convengo di risposta, dando agli organizzatori la possibilità di farsi sentire non tramite un megafono in una manifestazione di strada, ma con la voce di autorevoli studiosi impegnati nel campo di ricerca dei gender studies.

Nonostante i tempi stretti a disposizione per l’organizzazione del convegno, i vari circoli e associazioni hanno dato prova di coesione e gli studiosi chiamati in causa hanno accettato l’invito di buon grado.

Il risultato ha superato le aspettative: l’evento si è svolto in modo efficace, in presenza di un pubblico variegato che ha riempito la sala. A differenza del primo convegno, che vedeva partecipare due relatori da Milano e quattro da Roma, in quello di novembre hanno parlato relatori e partecipanti da Verona, Bologna, Torino, Firenze, Padova, Vicenza, Trento, in ampia rappresentanza del Nord e Centro Italia, in stretto legame con il territorio e con le pratiche quotidiane. Altrettanto ampia era la presenza delle varie sfumature degli orientamenti: gay, lesbiche, transessuali MtF e FtM, asessuali, bisessuali e intersex hanno affermato in modo argomentato la propria dignità e hanno sottolineato quanto incida sulle loro esistenze la pressione sociale, continua e negativa.

La riflessione verteva sui concetti di “natura” e di “male“, basandosi sia sui fatti storici che sulle riflessioni filosofiche, unite alle esperienze personali che mantenevano alto il livello di coinvolgimento emotivo. Dopo gli interventi dei relatori, hanno preso la parola i rappresentanti delle varie associazioni e gruppi del Veneto, dai profili molto diversi fra loro ma riuniti dalla stessa voglia di affermare le varietà di orientamenti e di scelte, mettendo in discussione il concetto costituito di normalità.

Nel suo intervento, il professor Lorenzo Bernini ha ribadito che la sessualità umana è variabile: “Da quando gli esseri umani esistono sulla terra, esiste l’omosessualità, esiste il travestitismo“. Bernini ha aggiunto che queste variazioni trovano riscontri nell’ambito animale: “La natura ama le variazioni in campo sessuale, chi non ama le variazioni e chi le ha sempre contrastate è la cultura patriarcale e transfobica“. Paola Guazzo invece ha analizzato l’artificiosità e l’applicazione manipolativa dei concetti del genere binario, citando tra le altre Monique Wittig: “Maschio e femmina sono le categorie che servono a dissimulare il fatto che le differenze sociali sono sempre l’esito di un ordine economico, politico ed ideologico. E’ l’oppressione che crea il sesso e non il contrario“.

Fra tanti interventi informativi ed emotivi, particolarmente coinvolgente era la testimonianza del relatore intersex, Alessandro Comeni, prova vivente di una naturale configurazione biologica che prescinde dal binarismo del sesso. Per la comunità asessuale è invece intervenuta brevemente Lea Vittoria Uva. Nel dibattito conclusivo molto risalto è stato dato al ruolo della Chiesa cattolica, con testimonianze di prima mano dei gay credenti e delle vittime di abusi da parte dei preti.

A convegno concluso, non si ferma la corrida delle manifestazioni e delle contromanifestazioni che fanno di Verona un’arena di scontro continuo. Domenica (17 novembre) Piazza Bra, la stessa dei convegni e della manifestazione, vedrà arrivare le “sentinelle in piedi“, che manifesteranno, restando in silenzio sui gradini del municipio, la propria avversione nei confronti della legge anti-omofobia. Occasione da non perdere per una scampagnata: chi non vuole accettare la logica delle sentinelle è invitato a fare un sit-in spontaneo, mettendosi comodamente a loro fianco, per terra, a leggere qualche titolo sedizioso…

Marina
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6 commenti

  • Per dar conto dei temi affrontati durante il convegno, in accordo con Lorenzo Bernini, postiamo un breve articolo da lui scritto a settembre. Questo articolo, inizialmente richiesto dalla redazione de "Il Manifesto", non è mai stato pubblicato dal quotidiano, che probabilmente non ha gradito le critiche ricevute… con buona pace della "libertà di opinione"!

    • "L'approvazione della legge sull'omofobia è più grave dell'affondamento di un barcone di immigrati. In Italia è stata la riforma del diritto di famiglia del 1975 a dare la stura, equiparando i diritti della donna e dell'uomo. Assecondando il femminismo, si è cavalcata una tigre pericolosa… Il processo di decadenza è iniziato con la modernità: solo nel Medioevo gli uomini vivevano secondo natura. Come San Tommaso insegnava allora, alla fine dei tempi resusciteremo anima e corpo, e il corpo sarà integro, con i genitali corrispondenti al vero sesso di ognuno. Risorgeremo maschi e femmine, insomma, come 'Dio ci creò'". Che cosa accadrà alle persone intersex non è dato di sapere, ma per le persone trans che si sono sottoposte a chirurgia genitale sarà una fregatura. "Gli 'omosessualisti' si illudono di essere felici, 'gay': in realtà trasgrediscono la naturale complementarietà dei sessi, e il male che commettono è un pungolo che ferisce la loro coscienza anche se non ne sono consapevoli. Una legge che impedisce di dire che da questo male si può guarire è totalitaria: come se fosse proibito consigliare a un amico di smettere di fumare! Del resto oggi concediamo diritti a tutti, perfino agli immigrati sui barconi [quando non affondano; NdR]. L'unico a non avere diritti è il nascituro, e quindi il padre: perché l'aborto lede il diritto del padre a vedere fiorire la vita".

      Non tutto, però, è perduto. Alcuni eletti fanno da 'katéchon' a questa pericolosa deriva, come i promotori del convegno "La teoria del gender: con l'uomo e contro l'uomo?" che si è tenuto a Verona sabato scorso, benedetto dal vescovo Zenti, patrocinato da Comune e Provincia, aperto dal sindaco Tosi. Quanto sopra riportato è un saggio del pensiero degli autorevoli relatori. Tosi si è limitato a fare appello alla libertà di opinione e a ringraziare sia gli organizzatori, sia chi, in piazza, ha contestato il convegno "facendo loro pubblicità". Ha poi ricordato che "la Costituzione promuove la famiglia naturale basata sul matrimonio". Ma ha dimenticato di ricordare che essa stabilisce anche che "è vietata la riorganizzazione del disciolto partito fascista", che nel 1952 la legge Scelba ha introdotto in Italia il reato di apologia di fascismo, che dal 1993 la legge Mancino punisce chi diffonde idee fondate sull'odio razziale, etnico o religioso. E che in base a essa, lo stesso Tosi nel 2009 ha subito una condanna.
      […]

    • […]
      Questa legge è stata ora estesa a omofobia e transfobia, con la contraddittoria precisazione secondo cui "non costituisce discriminazione la libera espressione di convincimenti riconducibili al pluralismo delle idee". Non stupirà sapere che, per i relatori del convegno, l'emendamento Gitti non offre sufficienti garanzie alla libertà. A me ha stupito invece leggere sul Manifesto che "si è sfiorato il rischio del reato d'opinione", ma alla fine ha trionfato "un principio ovvio: il diritto di tutti alla libertà di coscienza" (Franco Cardini; ilmanifesto.mobi). Come mi ha stupito leggere che l'uomo trans berlinese "che ha concepito un bambino grazie a una donazione di seme e ha chiesto di essere riconosciuto come padre del bambino" sta "attentando alla libertà del figlio" (Santis Thanopulos; rassegnaflp.wordpress.com). Mi chiedo, vi chiedo: il manifesto ha una linea editoriale su omofobia e transfobia oppure, come Tosi, ritiene che sia indifferente ospitare articoli che difendono o combattono la cultura dei diritti? Nel 1932 Hitler salì al potere con libere elezioni dopo aver diffuso impunemente le sue idee antisemite. Nel 2013 uno stato democratico non può tollerare chi propaganda violenza razzista, sessista, omofobica e transfobica, perché attenta alla democrazia.

      In attesa della discussione al Senato, ridiamoci su. Daniela Pompili, donna trans attivista del movimento, ha così commentato l'insegnamento di Tommaso d'Aquino: "Risorgerò con il mio vero sesso? Che meraviglia! Finalmente avrò una vagina senza bisogno della chirurgia!".

  • E non hanno detto solo quello. Qui una breve selezione delle affermazioni pronunciate al convegno del 21 settembre: "L’approvazione alla Camera della legge sull’omofobia è più grave dell’affondamento di un barcone di immigrati, ed è l’esito di un lungo processo. In Italia, ancor prima delle leggi su divorzio e aborto, è stata la riforma del diritto di famiglia del 1975 a dare la stura, eliminando dall’ordinamento giuridico il concetto di patria potestà ed equiparando i diritti della donna a quelli dell’uomo. Assecondando allora il femminismo, si è cavalcata una tigre pericolosa. La decadenza dell’Occidente è del resto iniziata con l’avvento della modernità: solo nel Medioevo gli uomini vivevano secondo natura. Come San Tommaso insegnava allora, alla fine dei tempi resusciteremo anima e corpo, e il corpo sarà integro: con le unghie, i capelli, i genitali corrispondenti al vero sesso di ognuno. Risorgeremo maschi e femmine, insomma, come Dio ci creò, esortandoci a popolare il mondo."

    E ancora: "Gli “omosessualisti” si illudono di essere felici, “gay”: in realtà trasgrediscono la naturale complementarietà dei sessi, e il male che commettono è un pungolo che ferisce la loro coscienza anche se non ne sono consapevoli. Una legge che impedisse di dire che da questo male si può guarire sarebbe totalitaria: come se fosse proibito consigliare a un amico di smettere di fumare. Del resto oggi concediamo diritti a tutti, perfino agli immigrati sui barconi [quando non affondano]. L’unico a non avere diritti in Italia è il nascituro, e di conseguenza il padre: perché la liberalizzazione dell’aborto lede il diritto del padre a vedere fiorire la vita. Come insegna la psicoanalisi, del resto, e non solo la dottrina cattolica, il presente è il tempo dell’abrogazione della legge del padre, e Dio è padre, non madre come “qualcuno” [papa Giovanni Paolo I, Albino Luciani] ha avuto l’ardire di sostenere!"

  • Ottimo articolo. Va precisato che il sacerdote che ha parlato al convegno di Forza Nuova è della Fraternità San Pio X ed è noto per le sue posizioni antisemite e negazionistiche. Non dico chi è perché "yismach shemo = sia scordato il suo nome".

    L'antisemitismo è tuttora discretamente diffuso anche nel mondo cattolico "regolare" – ma almeno a queste persone è possibile spiegare che è una colossale sciocchezza, e che per distinguersi dagli ebrei (problema serio per i cristiani di ogni confessione) non è necessario odiarli.

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