“In Iraq eravamo all’inferno, ma ora è sempre peggio”

Anas (nome ovviamente di fantasia) è una delle pochissime persone che, in completa clandestinità e solitudine, sta cercando di difendere i diritti delle persone LGBTQ* in Iraq. Anas, per noi, prima che un coraggiosissimo attivista e collaboratore (ci ha aiutati a redigere la scheda sull’Iraq pubblicata tempo fa; per approfondire: Il grande colibrì), è un amico e non averlo sentito per qualche settimana ci ha davvero preoccupato. Per fortuna si è rifatto vivo: “Sono obbligato a nascondermi ancor più di prima per la mia incolumità” ha spiegato. Qui di seguito Anas ci racconta quello che sta accadendo in quell’inferno senza fondo…

Dalla prima settimana di febbraio hanno auto luogo attacchi barbarici alle persone LGBTQ*, soprattutto nella capitale Baghdad, ma anche in alcune province del sud. Sono riuscito a mettere insieme le seguenti informazioni circa questi attacchi, sono frutto della mia attività di monitoraggio ed osservazione come attivista individuale insieme all’aiuto datomi da altri amici con i quali sono in contatto via web.

Dove? La maggior parte degli attacchi di cui siamo a conoscenza sono avvenuti a Baghdad e in alcune province del sud a maggioranza sciita, in particolar modo nella provincia di Basrah (Bassora). La gran parte degli attacchi a Baghdad è avvenuta nella zona orientale della città (Rusafa), in particolar modo nei distretti considerati come le roccaforti di milizie islamiche sciite come Jaish al-Mahdi (conosciuto anche come esercito del Mahdi) e Asa’ib Ahl al-Haq (Lega dei Virtuosi). Mentre la maggior parte degli attacchi registrati a Baghdad sono stati condotti dall’esercito del Mahdi, è la Lega dei Virtuosi che prende l’iniziativa nelle province meridionali. Tuttavia, entrambe le milizie condividono lo stesso slogan, “Fare pulizia dei viziosi e degli adulteri”, in base a una lista di nomi di 33 persone LGBTQ* che è stata affissa sulle pareti e nelle strade della capitale (soprattutto del distretto di Sadr City, dove gli ufficiali di polizia sono leader dell’esercito del Mahdi che fanno il doppio gioco).

Quando? Il primo attacco di cui abbiamo notizia ha avuto luogo a Baghdad, nel distretto di Sadr City, il 6 febbraio 2012: la vittima era un uomo. L’ultimo episodio registrato è stato il 7 marzo: due vittime femminili nel distretto di Shaab, sempre a Baghdad. Le vittime uccise sono almeno 45 (in gran parte uomini gay nella città di Baghdad), stando alle informazioni ricevute dai parenti e dal personale medico di alcuni ospedali. Il numero totale di vittime uccise o ferite ammonta, al 7 marzo, a 90 persone, secondo quanto riferiscono i media locali. Circa cinque persone sono state uccise dopo attacchi avvenuti all’interno di strutture ospedaliere.

Come? Gli aggressori dell’esercito del Mahdi e della Lega dei Virtuosi usano metodi disumani: colpiscono ripetutamente la testa e parti del corpo delle vittime con blocchi di cemento fino a provocare la morte (testimonianza oculare) o le spingono giù dal tetto di edifici molto alti (media). Alcuni omicidi sono avvenuti contro vittime ferite ricoverate negli ospedali (testimonianze confidenziali).

Cosa? Il Ministero degli Interni nega tutto quanto qui ricostruito, nonostante i media producano rapporti, fotografie e storie. E sebbene sia l’esercito del Mahdi sia la Lega dei Virtuosi abbiano sin qui rifiutato di fornire alcun commento a queste informazioni, neppure loro le smentiscono.

 

Anas
traduzione di Pier
Copyright©2012Anas-PierCesareNotaro
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1 commento

  • leggo quest'articolo poi mi contraddico e sento dire da me stesso che l'Italia in tema "omosessualità" è molto avanti…
    Anas mi ha trasmesso il suo puro stato di spavento e confusione, e malgrado tutto ciò è riuscito a fornire il mondo di informazioni. Poteva benissimo ritirarsi e salvarsi la pelle, e sarebbe stato più che comprensibile, ma ha scelto di lottare e difendere altri come lui, conosceva bene il rischio di quel che fa. Questo sarebbe un vero attivismo, sei un vero eroi Anas… vorrei avere un po' del tuo coraggio.

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