Nurbibi Nurkadilova è una giovane attivista kazaka impegnata nella difesa dei diritti delle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex, asessuali). Nei giorni scorsi, lei e la sua compagna sono rimaste vittime di un’impressionante ondata di ingiurie, offese e minacce di ogni tipo. “Ho letto commenti di persone che hanno giurato di stuprarmi, uccidermi e darmi fuoco – ha spiegato la ragazza in un video pubblicato sulla sua pagina Instagram – E tutto questo solo perché ho tentato di difendere la comunità di cui io stessa faccio parte“.
“Peggio dei cani”
“Omosessuali peggio dei cani“: si è espresso proprio con queste parole l’atleta di arti marziali miste Kuat Khamitov, conosciuto anche con il nomignolo di “Naiman”. L’inaccettabile offesa non è passata inosservata agli occhi di Nurkadilova, che ha espresso tutto il suo disappunto e la sua amarezza in una lettera aperta indirizzata all’uomo. Mai avrebbe potuto immaginare che la sua coraggiosa presa di posizione l’avrebbe resa oggetto di cyberbullismo. Mai avrebbe potuto pensare di poter essere vittima di un così spietato linciaggio.
“La stragrande maggioranza degli insulti sono arrivati dai fan dell’atleta – ha sottolineato Nurbibi – Mi hanno oltraggiata con offese riguardanti il mio orientamento sessuale e il mio aspetto fisico, e hanno riversato su di me una valanga di negatività e di epiteti davvero irripetibili“. La giovane, che si è anche detta particolarmente preoccupata per la propria incolumità e per quella della sua ragazza, non ha però alcuna intenzione di smettere di lottare.
Senza paura
“Questo è un appello rivolto a tutte le persone del pianeta! – ha affermato con forza la giovane nel suo video – Aprite gli occhi. Non fate finta di credere che le offese e le minacce che subisce la mia comunità siano un problema di poco conto. Centinaia di migliaia di persone sono costrette a fare i conti quotidianamente con quello che io sto subendo in questi giorni. Il mio caso non fa altro che dimostrare quanto il mondo possa essere crudele nei confronti delle persone LGBTQIA“.
La speranza di Nurbibi è che in futuro le cose possano migliorare, ma per far sì che questo succeda, c’è davvero bisogno dello sforzo congiunto di ciascuno di noi. “Dobbiamo aiutare le persone a mostrarsi agli altri senza alcuna paura. Nessuno dovrà più avere il timore di rivelare agli altri chi è veramente!” ha concluso la giovane, che sta raccogliendo il sostegno e la solidarietà di numerose associazioni e attivisti impegnati sul fronte dei diritti LGBTQIA.
E Naiman?
Nessuna risposta sembra per il momento essere uscita dalla bocca dell’atleta, che oltre allo stuolo di fan pronti a difenderlo, ha potuto contare anche sull’appoggio di un altro combattente, il ventottenne kazako Artem Reznikov. Costui, oltre a schierarsi totalmente dalla parte dell’amico Khamitov, si è augurato che il mondo sia presto ripulito da tutte le persone di orientamento sessuale “non tradizionale“. Per educazione mi astengo dall’esprimere a parole ciò che mi sta passando per la testa in questo momento. L’unica cosa che mi permetto di dire è che sì, cara Nurbibi, di strada da fare ce n’è ancora tanta, ma puoi credermi se ti dico che io sono già qui, caric@ di energia e pront@ a lottare.
Nicole Zaramella
©2020 Il Grande Colibrì
immagini: Nurbibi Nurkadilova / elaborazione da Allie Smith (CC0)


