L’Europa al voto non ha scelto il proprio futuro

Maggio è appena iniziato e già mezza Europa ha espresso il proprio voto in elezioni di livello nazionale o comunale. E ha espresso – poco importa se per eleggere un presidente, un sindaco o un parlamentare – la propria bocciatura per le politiche di austerità, che, senza neppure riuscire a frenare la crisi, si traducono in perdita di benessere e di diritti. Quando poi la perdita dei diritti sociali si coniuga all’immobilismo o all’arretramento per i diritti civili, come succede per le persone LGBTQ*, la situazione si fa persino più drammatica (un esempio è dato dalla riforma dell’articolo 18, come abbiamo discusso con alcuni protagonisti del mondo politico e sindacale: Il grande colibrì).

In Italia l’esasperazione per un sistema politico corrotto e per un governo di tecnici che, con scelte politiche indiscutibilmente di destra, tartassa i più poveri e deboli si è tradotto nel boom delle preferenze per le liste civiche e, soprattutto, per il Movimento 5 Stelle. Quest’ultimo trionfa alle urne senza aver ancora elaborato una chiara visione politica d’insieme: attorno a poche proposte centrali molto ben definite, le idee si fanno sfumate, confuse. E così capita che tanto Beppe Grillo, padre-padrone del movimento e geloso proprietario del marchio, quanto alcuni grillini scivolino nell’omofobia e nel razzismo, vuoi per populismo vuoi che cercare di raccattare quanti più voti ex leghisti possibile.

E’ capitato così che Grillo si sia lasciato andare ad espressioni infelici, dal “Vendola culattone” al “Luxuria travestito“, o abbia preso posizioni preoccupanti (come la contrarietà alla cittadinanza italiana per i figli di immigrati, per non parlare dell’occhiolino strizzato agli evasori fiscali o alle spallucce di fronte alla violenza mafiosa), mentre il Movimento 5 Stelle lanciava una crociata anti-rom a Legnano (MI) e si schierava contro il riconoscimento delle unioni civili ad Arese (MI). Insomma, l’avanzata di quello che anche queste queste elezioni hanno incoronato come un nuovo protagonista della politica italiana è ancora ambigua ed incerta.

Non sprechiamo molte righe per chi, come il Popolo della Libertà e la Lega Nord, sembra ormai sulla via del tramonto, se non per augurarci che percorra quella strada fino in fondo. Evitiamo di spendere troppe parole per chi, dalla sinistra al Terzo Polo, continua ad essere un pulcino incapace di spiccare il volo – e intanto diventa un uccellaccio vecchio e malandato. E non c’è molto da dire neppure sui due unici candidati sindaci dichiaratamente omosessuali di queste elezioni comunali: a Magenta (MI) Sergio Prato supera dignitosamente il 4%, ma arriva ultimo tra i candidati, mentre ad Alessandria Alessandro Parise non ha raccolto neppure il 2% dei voti.

L’unico dato che si vuole discutere, a proposito delle elezioni italiane, è la tenuta elettorale del Partito Democratico, determinata probabilmente più dall’impresentabilità altrui che dalla capacità di convincere sul progetto per il futuro dei democratici. Oggetto di cui si continua a favoleggiare l’esistenza, ma che nessuno ha mai visto. In questi giorni anche Stuart Milk, nipote di Harvey e consigliere di Obama, ha tirato le orecchie al partito di Bersani, chiedendo più impegno per i diritti LGBTQ*, per poi però dichiarare: “Obama ha sempre sostenuto la comunità e si è detto favorevole all’uguaglianza anche nei matrimoni, pur senza dichiararsi a favore” (Gay.it). Ambiguità tipica del presidente USA (Il grande colibrì), risultata chiarissima solo a Walter Veltroni, che l’ha subito tradotta così: “Matrimoni gay sì, ma anche no“.

Poche ambiguità erano presenti invece nel programma elettorale di François Hollande, eletto presidente della repubblica promettendo un new deal europeo, una Francia più aperta ed accogliente e tanti diritti per le persone LGBTQ* (matrimoni gay, adozioni, leggi contro le discriminazioni, educazione al rispetto delle diversità sessuali e non solo: Il grande colibrì). Tuttavia la vittoria di Hollande, per quanto importante, è stata molto meno forte di quanto lasciassero prevedere i sondaggi e non è certo sufficiente a placare i timori legati al ricco bottino di voti del Fronte Nazionale di Marine Le Pen, partito neofascista incredibilmente capace di sedurre anche tanti omosessuali (Il grande colibrì) e, soprattutto, si trascinarsi dietro, in un vortice di razzismo e omofobia, Nicolas Sarkozy e la sua destra “moderata”.

L’estrema destra festeggia anche in Grecia, dove, con il 7% dei voti, il partito neonazista “Alba Dorata” saluta con il braccio teso la propria prima volta in parlamento. Il movimento di estrema destra, che per fortuna non gode di ammiccamenti da parte dei conservatori moderati come succede in Italia e in Francia, ha come simbolo una sorta di svastica a due bracci e non ha nessun freno nello scagliarsi contro immigrati, omosessuali, ebrei, comunisti e tanti altri gruppi oggetto di una campagna d’odio fatta non solo di parole, ma anche di bastoni da baseball e molotov…

Una brutta notizia arriva anche dal Regno Unito, dove, dopo che il premier conservatore David Cameron aveva più volte ribadito il proprio appoggio al riconoscimento dei matrimoni gay, le nozze omosessuali sembravano ormai cosa fatta (Il grande colibrì). Dopo la batosta elettorale nel voto locale, i tories più di destra hanno chiesto un passo indietro e Cameron lo ha subito fatto (Daily Mail)…  come se il crollo di voti fosse determinato dalle posizioni gay-friendly del governo e non dalla sua devastante politica economica!

Insomma, l’Europa ha votato, senza però scegliere chiaramente il proprio futuro. Ha bocciato le politiche tecnocratiche di austerità, senza schierarsi nettamente né con chi vorrebbe mantenere e ampliare la tradizione di diritti (sociali, ma anche civili) di cui il continente si fregia né con chi promette un’alba dorata seguita non da un giorno felice, ma dal ritorno di una notte che troppo ottimisticamente sembrava relegata nei dolorosi ricordi della storia. L’Europa al bivio vota ma non sceglie. I partiti ed i movimenti democratici – e tra loro anche il movimento LGBTQ* – attuino una scossa convincente, altrimenti la scossa la subiranno.

 

Pier
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11 commenti

  • Invece un po' di sano autoritarismo preventivo, nel solco del principio dell'egemonia culturale, garantisce la perfetta democrazia vero? Cioè la democrazia sarebbe assicurata attraverso la stipula di alcuni tabù, e non un processo culturale di condivisione progressiva e senza mete stabilite a priori.

    Ti dico io come funziona nel M5S sulla base della mia esperienza diretta: a Biella abbiamo aderito alla campagna a favore della cittadinanza secondo il principio dello ius soli settimane prima che Grillo dal suo blog denunciasse l'uso strumentale che il Pd, tramite il presidente della campagna, nonché sindaco Pd di Reggio Emilia Del Rio, stesse facendo di quel tema prezioso. Come noi hanno fatto centinaia di gruppi locali. E nessuno ha ritirato il proprio appoggio concreto dopo l'uscita di Grillo, salvo denunciare la scorrettezza nella scelta dei tempi e dei modi.

    Non conosco alcun attivista omofobo/a o razzista, tuttavia la maggior parte di loro non accetta di aderire a iniziative a scatola chiusa, proprio in nome del rispetto per delle questioni complesse che riguardano i diritti fondamentali della persona.

    Per le uscite di Grillo fuori luogo, io non rispondo. Anche perché normalmente provocano all'interno del M5S dibattiti anche più intensi di quanto non accada altrove. Questa per me è democrazia praticata fino in fondo.

    Se avrai la ventura di ascoltare conversazioni al bar tra esponenti dei cosiddetti partiti progressisti, scoprirai quanti danni produce nel privato la politically correctness imposta per conformismo o convenienza politica, al cui confronto le uscite grossolane di Grillo, nella loro evidenza, sono solo vaccini per un movimento che stà faticosamente (ri)costruendo quegli anticorpi sociali all'ingiustizia tanto sbandierati nelle ideologie quanto disattesi nella pratica.

    • Sì, per me l'uguaglianza tra esseri umani ed il rispetto della vita, della dignità e della libertà delle persone sono tabù indiscutibili. Sì, per me questi valori sono mete stabilite a priori. E qualsiasi idea politica che non riconosca ciò è un'idea politica assolutamente non democratica.
      Per favore, non fare confusione tra tecnica di governo, dove è doveroso non avere ricette prestabilite per ricercare il meglio, e rispetto dei diritti umani, che dovrebbero essere considerati sacri da tutti.
      Credo che come Movimento 5 Stelle dovreste chiarire, prima di tutto al vostro interno, quali sono le vostre posizioni e cosa può stare al vostro interno e cosa no. Ricordare che c'è l'esperienza del Piemonte e di Biella non cancella il fatto che a Legnano il candidato è più razzista dei leghisti o che Beppe Grillo dice cose più fasciste di Storace. A meno che non viga, nel M5S, il principio di totale irresponsabilità politica: ognuno dice e fa quel che gli pare e dovrà renderne conto solo personalmente.
      Allo stesso modo non ha molto valore difendersi ricordando che gli altri (i partiti progressisti) sono forse peggio di sé…

    • Quando dici "dovreste" dimostri di non aver capito la natura del M5S. Entra, come è libero di fare chiunque, in un qualunque ambito di discussione del movimento e contribuisci in prima persona. Pretendere di avere risposte già confezionate rimanendo al balcone di casa propria è inutile e anche un po' presuntuoso.

      p.s. dalla notte dei tempi i tabù generano mostri.

  • Avete una vaga idea di cosa concretamente sia un movimento? Sono costretto a chiederlo perché chiunque sa che in un movimento le persone sono libere di esprimersi senza essere preventivamente represse da barriere ideologiche, burocratiche o gerarchiche, e ogni genere di presa di posizione è ovviamente possibile. E' poi il confronto, la discussione, che fa maturare una posizione condivisa che orienta l'azione del movimento, pur rispettando chi non è d'accordo.

    Ecco nel M5S accade proprio questo.

    Alle insinuazioni di un'ambiguità generalizzata con punte di razzismo e omofobia, rispondo con i fatti:

    http://www.beppegrillo.it/listeciviche/liste/piemonte/2012/05/lomofobia-si-combatte-365-giorni-lanno.html

    Saluti.

    • Grazie per il tuo intervento, Norma.
      Dalla tua risposta, però, sembra che, nella tua idea di movimento e in particolare di Movimento 5 Stelle (di cui non specifichi se fai parte o meno) tra le prese di posizioni "ovviamente" possibili ci siano anche il rifiuto dell'uguaglianza legale delle coppie omosessuali, i pogrom contro i rom, il limbo giuridico per i figli italiani di immigrati stranieri, le frasi fascisteggianti di Beppe Grillo…
      Ti sei espress* molto male o davvero non hai una vaga idea di cosa concretamente sia una democrazia?
      Perché il modello che proponi (le persone possono esprimere proprio tutto quello che vogliono, ogni presa di posizione è ovviamente possibile senza limiti, basta che poi ci si confronti e si discuta) è pericolosamente vicino non solo al nulla vuoto del PD, ma anche (e ahimé soprattutto) all'anarchismo fanfarone di facciata dell'autoritarismo berlusconiano (che non a caso ha sdoganato il neofascismo ed il razzismo nelle istituzioni battendo la grancassa della libertà da lacci e lacciuoli tanto burocratici quanto ideali). Certo, il modello spiega perfettamente la deriva preoccupante della campagna elettorale del M5S a Legnano, ad esempio…

      p.s.: bastava digitare il nome del movimento nel campo di ricerca di questo sito per scoprire che la notizia che riporti l'avevamo già data più di cinque mesi fa (Il Movimento 5 Stelle Piemonte esplora l'universo LGBTQ*). Forse il M5S riuscirà ad uscire dalla sua ambiguità e ad evitare derive razziste ed omofobe quando proverà, di fronte alle critiche ragionevoli che gli vengono mosse, ad ascoltare invece che pensare subito alla malafede dell'interlocutore.
      p.s.s.: non leggo alcuna insinuazione in quello che ho scritto. Ho affermato molto chiaramente che, secondo me, il M5S è caratterizzato da "un'ambiguità generalizzata con punte di razzismo e omofobia", come sintetizzi ottimamente. Non credo che sarei potuto essere più chiaro ed il fatto che tu ci legga una insinuazione dimostra il tuo pregiudizio: chiunque critichi il Movimento 5 Stelle – par di capire – deve per forza essere infido e subdolo e in malafede e, dunque, non può che insinuare!

  • si evincie che quello che scrivi è senza cognizione di causa in particolare quando aprli di Movimento 5 stelle, io sono di legnano e ho potuto vedere da vicino quello che tu chiami proposta anti-rom, altro non è che una battuta infelicie che i vari lacchè/pennivendoli hanno rimbalzato e gonfiato a regola d'arte! in quanto il candidato sindaco di Legnano il Sig. Berti dal suo blog ha successivamente corretto le sue dichiarazioni chiedendo un dibattito aperto a valutare tutte le possibilità per risolvere al questione del campo rom abusivo presente a legnano (in realtà è una favelas in piena regola!!).
    Infine la smettiamo di dire che il mivimento 5 stelle non ha un programma?!?!? basterebbe andare sul sito del movimento e scaricare il programma (bada bene il programma non va confuso con il non-statuto!!)

    • La battuta del sig. Berti (il problema dell'integrazione dei rom, secondo lui, sarebbe questione di DNA) è stata molto più che "infelice". E' vero che ha rettificato l'espressione dal sapore fascista, ma è ancor più vero che ha continuato a proporre una crociata anti-rom – attenzione: non contro le condizioni in cui versa l'insediamento rom o contro l'emarginazione, ma proprio contro le persone rom, come si evince dal titolo del post che tu, Peiot980, citi: "Rom: un grosso problema". Titolo infelice? Di certo l'articolo che segue è persino più razzista del titolo…

      Veniamo al programma (lo si trova qui): davvero si crede che, affrontando (magari anche bene) i pur fondamentali tre-quattro punti classici del movimento (energia, acqua, trasparenza…), si risolvano i problemi di una città di 60mila abitanti nell'enorme hinterland milanese? Intorno a questi punti tutto, come si dice nell'articolo, diventa sfocato, e cercando di andare "a naso" si può finire per scivolare (non sempre, per fortuna, ché ci sono tanti "grillini" che meritano stima e rispetto) nel razzismo, come successo a Legnano. Dopo il tuo commento mi viene da pensare che l'annebbiamento in alcuni casi sia così forte da portare alcuni a non rendersi neppure conto di questi scivolamenti…

      Vorrei poi far notare che il programma politico del MoVimento 5 Stelle a Legnano era sintetizzato, nello splendido volantino distribuito ai cittadini, in un lungo elenco di lamentele contro, nell'ordine, i 2 miliardi di debito pubblico, la corruzione, l'evasione fiscale, le leggi ad personam per evitare i processi, la pressione fiscale, i privilegi della casta, la spartizione delle poltrone, per poi terminare con la foto dei leader nazionali di tutti i partiti e la scritta "Licenziamoli tutti". Neppure una riga su Legnano: si è fatta una campagna elettorale populista e demagogica o si sperava di fare la rivoluzione partendo da una sonnacchiosa città della pianura padana, magari con il sig. Berti brandente la spada di Alberto da Giussano?

      In conclusione, faccio notare che nell'articolo non si sono "bocciati" tutti i candidati del M5S, ma si sottolinea qualche rischio di scivolamento. Rischio che, a Legnano, è diventato purtroppo squallida realtà.

    • «Un Paese non può scaricare sui suoi cittadini i problemi causati da decine di migliaia di rom della Romania che arrivano in Italia. E' un vulcano, una bomba a tempo. Va disinnescata. Un governo che non garantisce la sicurezza dei suoi cittadini a cosa serve, cosa governa? Chi paga per questa insicurezza sono i più deboli, gli anziani, chi vive nelle periferie, nelle case popolari. Una volta i confini della Patria erano sacri, i politici li hanno sconsacrati».
      (Beppe Grillo, 2007)

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