Matrimoni gay, sindaci in prima linea (anche in Asia)

Virginio Merola a Bologna, Emilio Bonifazi a Grosseto, Luigi de Magistris (e poi Tommaso Sodano) a Napoli, Giuliano Pisapia a Milano, Ignazio Marino a Roma, Park Won-soon a Seul, Herbert Bautista a Quezon City… E’ sempre più lunga la lista dei sindaci che hanno deciso di premere l’acceleratore alla macchina immobile della politica nazionale sulla strada del riconoscimento dei matrimoni tra persone dello stesso sesso. Ed è una lista che non comprende solamente primi cittadini italiani: per una curiosa coincidenza, proprio in questo periodo anche due importanti sindaci asiatici hanno deciso di schierarsi senza indugi a favore del diritto delle coppie omosessuali a sposarsi e a creare una famiglia. Le analogie sono molto interessanti e, chissà, mettere a confronto le diverse situazioni potrebbe ispirare nuove strategie da una parte all’altra del pianeta.

Storico attivista per i diritti umani, nel 2011 Park Won-soon è stato eletto sindaco di Seul, capitale della Corea del Sud e metropoli con oltre 10 milioni di abitanti. Oggi è uno dei principali esponenti del partito liberale di centro-sinistra Nuova alleanza politica per la democrazia e secondo molti osservatori potrebbe essere eletto presidente dello stato asiatico nelle elezioni del 2017. E se già ha promosso campagne contro l’omofobia con affissioni sui muri e sui mezzi pubblici della città che governa, ora in un’intervista a sfexaminer.com ha lanciato un appello affinché la Corea sia il primo paese asiatico a riconoscere i matrimoni gay, nonostante l’opposizione delle potenti chiese protestanti (proprio a Seul i cristiani hanno impedito lo svolgimento del Pride a giugno; ilgrandecolibri.com).

Ancora più determinato è Herbert Bautista, il sindaco di Quezon City, la città più popolosa delle Filippine. L’esponente del Partito liberale, di centro-sinistra, ha spiegato che non solo sogna il giorno in cui le coppie dello stesso sesso potranno sposarsi nelle Filippine, ma anche che sta analizzando la legislazione per capire se potrebbe già celebrare dei matrimoni gay, sfruttando le ambiguità delle norme o dandone una nuova interpretazione (inquirer.net). Un aiuto arriva da Dean Pacifico Agabin, ex rettore della scuola di diritto dell’Università delle Filippine, che ha spiegato: “Il concetto del matrimonio come contratto tra un uomo e una donna presente nel codice di famiglia non solo è obsoleto, ma viola anche la clausola costituzionale di uguale protezione legale” (inquirer.net).

Intanto, la giunta di Bautista si dà comunque da fare per i diritti delle persone transgender e omosessuali: grazie a un’ordinanza appena approvata, che si aggiunge a quella del 2003 che già proibiva qualsiasi forma di discriminazione lavorativa contro le persone LGBT, verranno puniti gli attacchi omofobici fisici e verbali e si garantiranno pari opportunità per tutti in molti ambiti della vita cittadina (manilastandardtoday.com). Tra le novità più importanti, risaltano i corsi di formazione annuali per combattere i pregiudizi consci e inconsci basati sull’orientamento sessuale e l’identità e espressione di genere. Ma a far discutere tutte le Filippine è soprattutto l’obbligo di costruire delle toilette “all gender” negli uffici pubblici e privati e nelle strutture commerciali.

I passi avanti fatti a Quezon City sono stati così tanti e significativi da raccogliere il plauso unanime degli attivisti LGBT, nonostante alcune proposte suggerite (superamento del binarismo di genere nei moduli comunali, revisione anti-sessista dei curricula scolastici, libertà di scelta nell’abbigliamento nelle scuole superiori) non siano state introdotte nella versione finale dell’ordinanza: la città più grande delle Filippine ha comunque compiuto una scelta molto chiara e potrebbe trascinare dietro di sé tutto il paese sul sentiero dell’arcobaleno.

 

Pier
Copyright©2014ilgrandecolibri.com

Aggiornamento: la municipalità di Seul, riporta hani.co.kr, ha diffuso la seguente smentita: “Il sindaco Park non ha affermato direttamene che spingerà per la legalizzazione del matrimonio gay, ma ha spiegato le circostanze coreane. Durante l’intervista ha illustrato il dibatto in Assemblea nazionale sulla protezione dei diritti delle minoranze sessuali e il conflitto con il mondo religioso e ha spiegato che quale sarà il primo paese asiatico a legalizzare i matrimoni tra persone dello stesso sesso dipenderà dalla società civile: questa non era un’espressione della volontà personale del sindaco“.

Scritto da
More from Pier

Rifugiati gay: l’accoglienza delle ONG è insufficiente

Doveva essere il luogo in cui i rifugiati LGBTQ* potessero trovare protezione...
Leggi di più

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *