In Birmania (o Myanmar) la vita delle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex, asessuali) è ancora molto dura e difficile. Lo dimostra il brutale episodio di discriminazione e violenza che ha visto coinvolte loro malgrado alcune giovani donne trans che, durante un fermo di polizia, hanno subito innumerevoli vessazioni da parte degli agenti che le avevano prese in custodia. Oltre all’obbligo di spogliarsi e di togliersi i reggiseni, le poverette sono anche state costrette a inginocchiarsi in pose umilianti e a subire le molestie dei poliziotti, che le hanno ripetutamente palpeggiate. Il racconto di quei drammatici momenti è ancora bene impresso nella loro memoria, e non nella loro soltanto.
Myo Min Tun, un amico gay delle giovani vittime, ha deciso di provare a cambiare le cose partecipando alle elezioni regionali del suo paese. A sostenere la sua scelta ci sono i membri del partito per il quale ha deciso di candidarsi: il Pyishu Shae Saung Parte (Partito d’avanguardia popolare; PPP). La scelta di Myo Min Tun, indubbiamente molto coraggiosa, fa di lui il primo candidato dichiaratamente omosessuale nella storia della Birmania.
In lotta per i diritti
A dispetto della sua giovane età e della totale inesperienza come politico, Myo Min Tun sembra già avere delle idee molto chiare sul suo futuro e sul suo programma: “Lo faccio perché voglio essere un pioniere per tutte le persone LGBT” ha dichiarato con orgoglio il neo candidato. Come sottolinea lui stesso, il fine ultimo della sua campagna sarebbe quello di dimostrare che gli appartenenti alla comunità LGBTQIA possono essere tutto ciò che vogliono.
Ed essere se stess@ in un paese in cui il matrimonio egualitario è ancora considerato illegale e dove le offese e le discriminazioni spingono anche al suicidio non è di certo una cosa facile. Lo sa bene anche il neo candidato, che per tutta la vita ha dovuto fare i conti con l’astio che gli riservava il padre e con la diffidenza che ancora troppe persone provano nei confronti degli omosessuali. La strada da fare, insomma, è ancora molto lunga e difficoltosa, e Myo Min Tun ne è perfettamente cosciente. A suo parere, però, non bisogna però disperare. Per cambiare le cose bisogna partire dai piccoli gesti. E il suo, così piccolo non lo sembra affatto.
Nicole Zaramella
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