Il Nido del Colibrì, un primo bilancio e nuovi progetti

La sala che ospita il Nido del Colibrì a Piacenza

Probabilmente tre mesi sono ancora troppo pochi per tracciare il bilancio di un progetto associativo, e in particolare di un progetto sperimentale come Il Nido del Colibrì. Tuttavia è abbastanza evidente che tre mesi di incontri settimanali possono comunque fornire qualche dato interessante, e magari possono servire a migliorare le cose dopo la pausa di agosto. Anche perché – e questo è il primo risultato importante – l’esperimento ha avuto un riscontro incoraggiante e dopo i primi tre mesi di prova è destinato a continuare.

Finora agli incontri dedicate alle rassegne stampa e alla socializzazione si sono presentate oltre cinquanta persone, e per un nuovo progetto di questo tipo, portato avanti in una città come Piacenza, non è poco. In secondo luogo in tre mesi siamo riusciti a dare una mano a tre ragazzi, due dalla Nigeria e uno dal Gambia, che non avevano idea di come portare avanti la loro richiesta di asilo (e considerando che siamo appena nati non è poco).

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Siamo riusciti anche a condividere testimonianze di prima mano da persone che hanno vissuto in nazioni dove l’omosessualità è ancora considerata un reato e abbiamo portato diverse persone al loro primo Pride, comprese alcune che fino a meno di un anno fa erano ancora bloccate in Libia con un destino molto incerto. E anche questo è un buon risultato. Forse la lingua è ancora un limite su cui si può lavorare, ma se non altro nei momenti di socializzazione abbiamo potuto contare anche su chi ha voluto arricchire le serate con le sue produzioni culinarie, cosa che ha pure aiuta.

Che cosa accadrà, quindi, dopo agosto? Probabilmente la cosa più interessante sono alcuni progetti che sono in via di definizione e che potrebbero coinvolgere i ragazzi che abbiamo aiutato e che, di loro iniziativa, hanno deciso di coinvolgere la loro rete di contatti fra gli altri richiedenti asilo. Inoltre dovrebbe prendere il via una collaborazione più stretta con le realtà associative locali che condividono gli obiettivi e i valori de Il Grande Colibrì e di questa iniziativa. Il resto si vedrà strada facendo. Sicuramente noi ci saremo ancora e speriamo che questo esperimento possa presto ispirare la nascita di altri nidi che possano dare il loro piccolo grande contributo a costruire un ponte fra culture e realtà che non possono più permettersi di vivere isolate, e che conoscendosi meglio possono sicuramente garantire un futuro migliore per tutti.

 

Wally
©2017 Il Grande Colibrì

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