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Le elezioni regionali in Umbria rappresentano un profondo shock. Nel 2015 i partiti di estrema destra avevano raccolto poco più del 20% all’interno di una coalizione conservatrice che aveva raggiunto il 39,3% delle preferenze. Oggi l’estrema destra vola al 51,3%, facendo man bassa di quasi tutte le preferenze della coalizione (al 57,5%) e relegando la destra cosiddetta “moderata” ad un ruolo di totale insignificanza (l’unico consigliere conquistato da Forza Italia non è neppure necessario a costituire la maggioranza). Ma le elezioni umbre non sono state l’unico motivo di inquietudine arrivato dalle urne europee domenica scorsa.

In Turingia, stato federato al centro della Germania, l’estrema destra di Alternative für Deutschland (Alternativa per la Germania; AfD) ha fatto un enorme balzo in avanti, passando dal 10,6% di cinque anni fa al 23,4% di oggi. Se ogni progresso elettorale di questo partito dovrebbe preoccuparci, l’esito delle elezioni in Turingia è particolarmente inquietante perché segna il trionfo dell’ala più estrema dell’estrema destra.

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Nazionalismo autoritario

Per capire l’AfD si utilizzano spesso le definizioni di “estrema destra” o di “destra populista”. Non sono etichette sbagliate, ma rischiano di dirci poco, di non permetterci una comprensione più approfondita di questa forza politica. Il sociologo Wilhelm Heitmeyer dell’Università di Bielefeld offre forse la sintesi migliore dell’anima del partito: “radicalismo nazionalista autoritario”.

L’ideologie dell’AfD si fonda su tre idee principali: i gruppi sociali sono gerarchizzati e dunque è lecito discriminare ed emarginare chi non appartiene al vertice della piramide del potere; la comunità nazionale (Volksgemeinschaft) è omogenea e quindi la diversità e l’inclusione sono un male; il popolo tedesco è superiore e quindi dovrebbe smetterla di chiedere scusa per i suoi errori del passato (sempre che si possano considerare errori). Lo scopo del partito, secondo Heitmeyer, è destabilizzare le istituzioni sociali e politiche per ottenere un “cambiamento di sistema”, che “non significa dittatura, ma spostamento, nel quadro legale esistente, verso una società chiusa e una democrazia illiberale”.

Björn Höcke e Der Flügel

Da questa base già pericolosamente reazionaria, si distacca una corrente ancora più estremista e nazionalista: Der Flügel (L’ala). Questo gruppo condivide idee, parole d’ordine e a volte iniziative tanto con le organizzazioni più esplicitamente xenofobe, come Patriotische Europäer gegen die Islamisierung des Abendlandes (Europei patrioti contro l’islamizzazione dell’Occidente; PEGIDA), quanto con i gruppi neonazisti tedeschi e stranieri, compreso il Nationaldemokratische Partei Deutschlands (Partito Nazionaldemocratico di Germania; NPD). Der Flügel propone espulsioni di massa delle minoranze etniche e religiose ed è finito sotto la lente dei servizi segreti per aver incitato azioni illegali e violente contro gli stranieri, i musulmani e gli attivisti di sinistra.

neonazisti skinhead estrema destra

In Turingia l’AfD ha deciso di candidare proprio uno degli principali esponenti di Der Flügel: Björn Höcke. Il politico è celebre soprattutto per alcune sue dichiarazioni del 2017 contro il memoriale della Shoah a Berlino, in cui tra le altre cose sosteneva che i tedeschi “devono fare un cambiamento di 180 gradi nella politica della commemorazione”. Per capire precisamente cosa intendesse dire, possiamo ricordare che nel 2014 aveva perorato la causa di depenalizzare il negazionismo sui crimini nazisti, la propaganda di estrema destra e l’incitamento all’odio contro le minoranze. Nonostante questo, Höcke nega di avercela con gli ebrei, mentre non nasconde la sua avversione verso i musulmani e gli stranieri.

E le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) non se la passano meglio. Björn Höcke è ossessionato dal gender: secondo lui sono in corso “esperimenti sociali” per distruggere “l’ordine naturale dei generi”. Sostiene che nelle scuole tedesche i bambini siano indottrinati ad accettare e ad abbracciare l’omosessualità. Per questo vuole cancellare l’insegnamento dell’educazione sessuale. Non è omofobo, ci tiene a precisare: “L’omosessualità senza dubbio deve essere tollerata”, dice, ma precisa che non può essere accettata e soprattutto non deve essere presentata in termini positivi. La sua ignoranza colossale sulla sessualità si è manifestata anche nei confronti dell’intersessualità, che ritiene una forma di schizofrenia.

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Un partito anti-LGBT

Nonostante tutto, l’AfD continua a godere di una fama di partito LGBTQIA-friendly. Il merito va tutto alla copresidente Alice Weidel. Lei è una ricca consulente aziendale lesbica che cresce due bambine con la sua compagna, una donna di origini srilanchesi. Peccato che Weidel e il suo partito lottino contro l’emancipazione femminile e il femminismo, contro i diritti delle minoranze sessuali, contro le adozioni per le coppie omosessuali, contro l’immigrazione. Ma le idee e le azioni politiche della copresidente non bastano a metterne in crisi l’immagine di paladina degli omosessuali – esattamente come le vite sentimentali poco “ortodosse” di Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Silvio Berlusconi non gli impediscono di guidare il fronte della “famiglia tradizionale”.

In questo pantano di ipocrisie e di bugie, di odio e di falsità, non si sa bene cosa risulti più ridicolo e paradossale nell’AfD: Weidel stessa? Il gruppo degli omosessuali del partito, che predica l’uguaglianza delle minoranze sessuali, ma la subordina alla superiorità della fantomatica “famiglia tradizionale”? O la rappresentante scelta dal partito per il consiglio di amministrazione della Fondazione Magnus Hirschfeld? Per questa istituzione che si occupa di diritti LGBTQIA, l’estrema destra ha nominato Nicole Höchst, un’insegnante nota per la sua islamofobia e per sostenere che molti omosessuali sarebbero pedofili e per questo vorrebbero “attaccare le anime dei bambini” con l’educazione sessuale nelle scuole.

Ecco, in un partito già così estremista le elezioni in Turingia segnano un trionfo della sua ala ancora più estrema. Intanto in Umbria l’estrema destra, anche senza contare i suoi alleati, conquista la maggioranza dei voti e dei seggi. Nubi sempre più oscure avvolgono il futuro dell’Europa.

Pier Cesare Notaro
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì / elaborazione da Chidoscool2  (CC BY-SA 3.0)

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