Come aveva promesso durante la campagna elettorale, Anne Hidalgo, socialista rieletta lo scorso luglio sulla poltrona di sindaca di Parigi, ha aumentato i fondi per le associazioni LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) per prolungare “l’amore tra la comunità e la capitale”. In totale, con la decisione che verrà ratificata a ottobre nel consiglio comunale della città, 25 associazioni riceveranno finanziamenti per un totale di 382.650 euro. Altri progetti erano stati finanziati durante l’estate.
Jean-Luc Romero-Michel, attuale vicesindaco e braccio destro di Hidalgo per le politiche sui diritti civili e contro le discriminazioni, dichiara: “I fondi sono passati da circa 200mila a circa 400mila euro: dobbiamo dare un segnale importante. Ma Parigi è molto lontana da essere la città che finanzia di più questo tipo di progetti”. Romero-Michel è un attivista e politico di lungo corso, da sempre attivista per i diritti delle persone LGBTQIA, per l’informazione sull’AIDS e per la campagna per l’eutanasia. Nel 2000 è stato uno dei primi politici francesi a essere vittima di un episodio di outing.
Intanto l’amministrazione ha messo in cantiere, nel quartiere del Marais, la costruzione di una Maison des cultures LGBT+ (Casa delle culture LGBT+) e di un archivio nazionale. Il progetto è stato annunciato da anni e verrà portato a termine anche con finanziamenti del governo, dato che, come afferma Romero-Michel, “si tratta di un’iniziativa di carattere nazionale”. Non mancano però le critiche dell’opposizione: secondo la consigliera di destra Nelly Garnier, vicina all’eurodeputata ed ex ministra della giustizia Rachida Dati, “alcune di queste associazioni sono di indiscutibile utilità pubblica”, ma c’è il rischio che “si tratti di un accordo tra amici: i soldi vengono distribuiti alle associazioni in misura sempre maggiore e in modi sempre più opachi”.
Alessandro Garzi
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