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In Indonesia la Komisi Nasional Hak Asasi Manusia (Commissione nazionale per i diritti umani; Komnas HAM) ha condannato l’ufficio del procuratore generale per aver vietato alle persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) di partecipare ad alcuni concorsi pubblici per pubblico ministero. Questi concorsi, infatti, oltre a richiedere i classici requisiti per svolgere la professione, escludono le persone con “malattie fisiche o mentali, incluse le devianze dell’orientamento sessuale e del comportamento”. Inoltre non saranno accettate persone daltoniche, che abbiano piercing o tatuaggi o che superino un certo peso.

Vogliamo solo le persone normali” ha detto un funzionario, che ha spiegato: “Tutte le religioni vietano quel tipo di comportamento”. Poi ha aggiunto che coloro che vogliono diventare pubblici ministeri devono essere “forti e professionali”. Ma secondo Beka Ulung Hapsara, della Komnas HAM, “tutte le persone dovrebbero poter fare il proprio lavoro, senza dare importanza al loro orientamento sessuale o alla loro identità di genere”.

L’omosessualità non è illegale in Indonesia, con l’eccezione della provincia ultrareligiosa di Aceh, ma ci sono molte pressioni da parte dei gruppi islamici più intransigenti affinché venga imposto un divieto in tutto il paese. Negli ultimi anni sono in forte aumento le violenze contro i membri della comunità LGBTQIA e per questo molti di loro continuano a nascondere la propria identità sessuale.

Alessandro Garzi
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì

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