Dalla Russia il vento dell’Est gela le speranze LGBT

Come accade ormai da oltre un anno (ilgrandecolibri.com), quasi tutto ciò che ci arriva all’orecchio dall’Est europeo ci fa rabbrividire. Come già era accaduto a San Pietroburgo il 29 giugno (guardian.co.uk), anche a Mosca una manifestazione a favore dei diritti LGBT, che contestava la nuova legge contro la propaganda gay, è stata repressa con numerosi arresti (themoscowtimes.com), conseguenza diretta del fatto che la legge è entrata in vigore pienamente dopo che il presidente russo  Vladimir Putin l’ha promulgata lo scorso 30 giugno (ria.ru).

Vale anzi la pena di ricordare che anche i turisti rischiano la detenzione fino a due settimane nel caso siano sorpresi in atteggiamenti omosessuali o facciano propaganda, pure con un semplice capo d’abbigliamento – anche solo con i colori dell’arcobaleno – che possa essere ricondotto ai divieti contenuti nella nuova legge (skift.com).

Poco importa che una settimana fa la corte regionale di Dzerzhinsk abbia stabilito che il Gay Pride pietroburghese avesse il diritto di svolgersi  e che sia stato ignorato il diritto di assemblea che resiste nei codici russi (gaystarnews.com): gli arresti, anche violenti, ci sono stati e norme sempre più severe limitano le libertà di tutti coloro che non solo si dichiarano omosessuali, ma anche che semplicemente ne difendano i diritti civili.

Per questo appare coraggioso e nobile l’atto compiuto dal premio Oscar britannico Tilda Swinton, che si è fatta fotografare con la bandiera arcobaleno con lo sfondo del Cremlino, in una foto che ha ormai fatto il giro del mondo, grazie alle continue condivisioni sui social network (twitter.com). E non da meno appare quello che annuncia l’atleta neozelandese Blake Skjellerup, che vuole sfilare con la bandiera arcobaleno ai Giochi olimpici invernali di Sochi, programmati per il prossimo febbraio, quali che siano le conseguenze (vocativ.com).

Conseguenza marginale della nuova legge sarà anche che, come accaduto per il gemellaggio tra Milano e San Pietroburgo, sospeso lo scorso dicembre dopo le proteste degli attivisti italiani (milanotoday.it), anche quello tra la capitale islandese  Reykjavik e Mosca rischia di naufragare, dopo oltre sei anni di ottimi rapporti (visir.is).

Ma, come si diceva all’inizio, tutte le notizie che vengono dall’Est del nostro continente non sono per nulla incoraggianti. A Vilnius, capitale della Lituania , è in programma per il prossimo 27 luglio il Baltic Pride: autorizzato dalla Corte amministrativa regionale, si trova però ora a dover fronteggiare l’opposizione della municipalità, che ha fatto ricorso per impedirne lo svolgimento (baltictimes.com), mentre la Radiotelevisione lituana ha deciso che gli spot di presentazione della manifestazione potranno essere trasmessi solo dopo le 23, per impedire la propaganda ai minori e perché “dannosi come quelli per il tabacco e per l’alcol” (15min.lt).

E purtroppo la legislazione russa sembra fare proseliti, se – come sembra – anche in Bielorussia  si sta discutendo una norma per proteggere i bambini dalla pericolosa propaganda LGBTQ*. Del resto dalla repubblica ex sovietica si erano levati anche peggiori rumors nelle scorse settimane, quando sembrava che fosse sul punto di reintrodurre la criminalizzazione dell’omosessualità (gayby.net).

E dopo un anno di relativa tranquillità, dopo l’introduzione di norme liberticide contro LGBT e zingari (ilgrandecolibri.com), anche l’Ungheria torna sulla ribalta omofobica, sia pure senza coinvolgimento diretto del governo. Al Pride del 7 luglio, infatti, un militante e due rom sono stati aggrediti da esponenti di estrema destra, ma solo la comparsa di un video che prova le accuse sembra ora spingere la polizia ad occuparsi della vicenda (liberation.fr).

E violenze contro la comunità LGBTQ* si registrano anche in Macedonia , tanto che Human Rights Watch (hrw.org) ha deciso di rivolgere un appello direttamente al primo ministro Nikola Gruevski per chiedergli di investigare sui numerosi episodi che hanno visto vittime, tra il 22 giugno e il 5 luglio, attivisti e semplici manifestanti, attaccati verbalmente, fisicamente e minacciati di morte.

 

Michele
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RASSEGNA STAMPA
Cronaca. Storica accettazione di un gruppo LGBT al Seminario evangelico di Pasadena, in California.
Cultura. L’impensabile diventa reale: musica arcobaleno nel rap, genere omofobo per eccellenza.
Islam. Storica decisione di un neo-deputato malese, che assume come segretaria una transgender.
Mondo. Con il voto della Camera dei Lord, sempre più vicine le nozze gay in Inghilterra e Galles.
Movimento. Manifestazioni ad Ankara e in tutta la Turchia per commemorare transessuale uccisa.
Politica. Il ministro UdC contro i matrimoni ma a favore di maggiori diritti per gli omosessuali.
Sessualità. In Europa il sesso gay è senza protezione 6 volte su 10, ma soprattutto tra partner stabili.

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