Successo TV di lesbiche e bisex, purché siano bianche

Le notizie du questa settimana:
1. Successo TV di lesbiche e bisex, purché siano bianche
2. Giappone, la serie TV lesbica delude gli attivisti LGBT
3. Lydia Foy, prima trans a ricevere il Premio del cittadino
4. Regno Unito, le lesbiche si sposano più degli uomini gay
5. USA, chiudono spazi e iniziative lesbiche: è un bene?

Successo TV di lesbiche e bisex, purché siano bianche
Superata una discriminazione ce n’è sempre un’altra dietro l’angolo. Nonostante il sempre maggior favore del pubblico per i ruoli LGBT nelle serie TV, Kaite Welsh su telegraph.co.uk nota come, soprattutto nel caso delle lesbiche o delle bisessuali, tutti i ruoli più apprezzati condividano gli stereotipi eterosessuali: le ragazze magre e bianche riscuotono molti più consensi di quelle nere e un po’ corpulente. C’è un’apertura mentale più grande che in passato, ma la discriminazione non ha smesso di colpire e c’è ancora molto lavoro da fare: “Se i mass media ci vogliono, devono prenderci tutte insieme“.

Giappone, la serie TV lesbica delude gli attivisti LGBT
Quando il canale TV Fuji ha annunciato una nuova serie drammatica con protagonista una coppia di lesbiche che da nemiche diventano amanti, non si aspettava polemiche da un’associazione che sostiene i diritti delle persone LGBT come Diversity. “Avere due lesbiche nude su un lenzuolo e associate alla parola proibito è un po’ fuori moda e comunque il fatto di associare le persone LGBT solo all’idea del sesso non mi rende felice, perché si ignorano tutte le difficoltà che incontriamo nella nostra vita, per esempio nei luoghi di lavoro” ha spiegato il leader dell’organizzazione, Maki Muraki [japantimes.co.jp].

Lydia Foy, prima trans a ricevere il Premio del cittadino
Lydia Foy, attivista transgender autrice di una battaglia legale ventennale per ottenere un certificato di nascita che rifletta la sua identità di genere, è stata premiata dal Parlamento europeo con il prestigioso Premio del cittadino. Grazie a lei, l’Irlanda, che era tra i paesi più chiusi sulla transessualità, è diventata uno degli stati con più fondi e assistenza. Michael Farrel, avvocato di Foy da dieci anni, ha detto: “La battaglia individuale di una cittadina ha portato alla possibilità di veder riconosciuto il proprio vero genere e ha ora implicazioni per altri nel paese e anche nelle altre nazioni dell’UE” [irishtimes.com].

Regno Unito, le lesbiche si sposano più degli uomini gay
Dopo l’introduzione nel Regno Unito della possibilità di sposarsi anche tra persone del medesimo sesso, la statistica ha evidenziato come questa opportunità sia stata sfruttata in gran parte dalle donne e in misura minore dagli uomini. La cosa curiosa è che questi dati sono completamente differenti da quelli che contraddistinguevano le unioni civili, dove gli uomini sono una decisa maggioranza: come a dire che le donne sono sempre in prima linea, ma purché si faccia sul serio [telegraph.co.uk]. E che le donne abbiano più attitudine al matrimonio sembra confermato da una curiosità che arriva dal Brasile, dove l’ufficio anagrafe di Rio de Janeiro ha registrato la prima unione tra tre donne, con pari diritti a quelli normalmente riservati alle coppie, anche rispetto a questioni di genitorialità [ibdfam.org.br].

USA, chiudono spazi e iniziative lesbiche: è un bene?
La sensazione di vittoria nella battaglia per il matrimonio egualitario, dopo la decisione della Corte suprema USA che ha sancito il diritto a sposarsi indipendentemente dal sesso dei coniugi, rischia di impoverire il panorama dell’offerta culturale e ricreativa lesbica. Convinte che la battaglia sia vinta, molte depongono le armi e chiudono iniziative coraggiose per disperdersi nel panorama delle realtà non LGBT. Ma per altre attiviste gli spazi lesbici hanno ancora ragion d’essere e possono facilitare il percorso di tante persone incerte del proprio cammino: la pensa così, per esempio, Sharon McDonnell su curvemag.com.

 

Michele
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