Sveta ha 29 anni, vive a Chieri (Torino), lavora saltuariamente come insegnante di russo online, fa volontariato presso alcuni campi rom di Torino, ha aperto una raccolta fondi e cerca di essere il più attiva possibile in questo ambito, soprattutto per le persone rom LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali). Le piace ballare e viaggiare: prima del COVID con sua moglie Chiara viaggiavano molto, purtroppo ora non è possibile farlo.
Chiara ha 24 anni, è una ragazza solare ed estroversa. Di tanto in tanto lavora per una macelleria e nel restante tempo va a Torino ad aiutare la madre non più autosufficiente. Ama cucinare, è la sua passione e spesso si cimenta nel ricreare diversi piatti. Sveta e Chiara si sono conosciute in un locale gay a Torino, stanno insieme da tre anni e sono sposate da due. Il loro sogno nel cassetto sarebbe quello di avere una famiglia.
Quando avete scoperto che vi piacevano le donne?
Sveta: Io in realtà tardi, a 19 anni. O almeno questo è quello che credevo io, perché ho sempre cercato di reprimere il mio orientamento, pensavo fosse sbagliato e mi ponevo tante domande, ma poi l’ho accettato.
Chiara: Io da quando avevo 8 anni, perché mi ero innamorata di una bambina.
Avete fatto coming out in famiglia?
Sveta: Sì, ero molto ansiosa di dirlo ai miei genitori: ricordo che all’inizio, per paura, gli dissi di essere bisessuale! Hanno reagito abbastanza bene, non posso dire che erano contenti, ma non ne abbiamo più parlato. Poi mi sono decisa e gli ho detto di essere lesbica, la loro reazione è stata fredda, mi hanno detto: “Non pensavamo, non hai mai dato segnali”. Non ne abbiamo parlato, poi, una volta fatte le mie esperienze, l’hanno accettato e ora sono consapevoli di molte cose in più, forse perché avevano in mente lo stereotipo. Ora sono sposata con Chiara e la considerano come una figlia. I parenti invece sono divisi: c’è chi mi accetta e ha capito senza aver dovuto fare coming out, mentre con altri semplicemente non ho più rapporti.
Chiara: Il coming out con mia mamma non è andato bene: mi diceva che sarei rimasta sola e non avrei avuto figli, le classiche frasi di una persona conservatrice e molto credente. Con mio papà invece è andata meglio, l’aveva capito, dato che parlavo solo di ragazze, e mi ha supportata. Anch’io come Sveta ho avuto una scissione tra i parenti materni, con i quali non ho rapporti, e quelli paterni, che mi supportano e mi amano incondizionatamente.
Avete mai subito discriminazioni?
Chiara: Sì, ho subito discriminazioni, percosse e violenze verbali per il fatto di essere lesbica, soprattutto quando ero in coppia e anche ora che lo sono. A scuola e a casa tenevo tutto dentro e non ne parlavo con nessuno, con il tempo ho imparato a farmi scivolare le cose addosso. Del resto, “ciò che non uccide, fortifica”!
Sveta: Sì, anch’io ho subito discriminazioni, soprattutto verbali, ho perso molte amicizie importanti per questo, anche se, a essere sincera, subisco più discriminazioni in quanto romnì [donna rom; ndr] rispetto all’essere lesbica.
Cosa pensate della comunità LGBTQIA in Italia?
Chiara: Penso che talvolta il mondo LGBTQIA possa essere un mare di squali, soprattutto nei confronti delle persone bisessuali, nei confronti delle quali noto disprezzo. Sono convinta che la strada sia ancora lunga per abbattere determinati pregiudizi, soprattutto verso la comunità rom. Quello che apprezzo, invece, è il fatto che si riesca a dare una mano a tantissime persone.
Sveta: Sono d’accordo: il mondo LGBTQIA ha aiutato e aiuta tuttora moltissim@ ragazz@ in difficoltà: ho conosciuto moltissime persone con le quali sono in ottimi rapporti di amicizia. Quello che invece non mi piace è il fatto che discriminino le persone rom e che usino moltissime etichette. Non penso ci siano mondi diversi, ma solamente persone diverse in un unico universo. Partecipo al Pride e a volte frequento locali, mi informo su ciò che accade attorno a noi, sulle leggi, sull’omolesbobitransfobia, eccetera.
Cosa consigliereste alle giovani persone rom LGBTQIA?
Sveta: Alle ragazze rom consiglio di fare coming out, iniziando soprattutto con persone fidate, e di informarsi con le associazioni: se la famiglia è molto conservatrice e si rischiano casi gravi, è meglio pensare di trovare una soluzione secondaria.
Ci sono molte persone LGBTQIA nelle comunità romanès?
Sveta: Non molte, spesso però tante fingono di essere eterosessuali e si nascondono. Ovviamente dipende tutto da famiglia a famiglia, ma la maggior parte dei Rom sono contrari. Nella mia comunità, invece, abbiamo molte persone LGBTQIA dichiarate e che non si fanno problemi: per loro è una cosa normale.
Com’è essere una minoranza nella minoranza?
Sveta: Per me è molto difficile, perché dalla maggior parte delle persone rom non sono accettata oppure devo mentire, mentre dai gagé [termine per indicare chi non è rom; ndr] non vengo capita, perché è strano vedere una romnì lesbica e mi discriminano per entrambe le cose, maggiormente in quanto romnì. Spesso, quando faccio volontariato nei campi rom, devo mentire e dire che Chiara è solo un’amica, mentre con i gagé non dico di essere romnì. Mi è capitato che non mi facessero entrare nei locali o nei bar, che mi insultassero o mi sputassero addosso, soprattutto se mettevo le gonne tradizionali. Basta una gonna, quindi, per cambiare atteggiamento?
Chiara: Quando lei mi disse di essere romnì io esordii con: “Che figata!”. Con una ragazza romnì mi trovo benissimo, però è doloroso vedere gli sguardi schifati delle persone quando ci vedono mano nella mano, soprattutto se Sveta è vestita con abiti tradizionali. Nella comunità rom, come in tutto il mondo, non è scontato che tutt@ abbiano una mentalità aperta. Nella comunità di Sveta mi trovo bene, sento che per me sono come una seconda famiglia, in generale invece a volte devo mentire, soprattutto per Sveta, e fingere di essere sua amica, ma quando ci rendiamo conto delle persone con le quali abbiamo a che fare, cerchiamo semplicemente di evitarle.
Ervin Bajrami
©2021 Il Grande Colibrì
immagini: Il Grande Colibrì / elaborazioni da Sisma Dimitric (CC BY 2.0) / da Allie Smith (CC0)


