St. Pauli, se il calcio gioca contro le discriminazioni

Un bacio gay sulla curva dei tifosi del Sankt Pauli

Se è vero ed innegabile che quotidianamente il mondo del calcio si presenta come una realtà in cui le discriminazioni (specie sull’orientamento sessuale vero o presunto) trovano più terreno fertile che altrove, è particolarmente importante e piacevole segnalare che esistono eccezioni a questa regola.

E vedere uno stadio che si colora d’arcobaleno, con coreografie e slogan contro l’omofobia non può che scaldare il cuore. Lo striscione principale esposto nel nuovo impianto del F.C. Sankt Pauli, team amburghese di seconda divisione del campionato tedesco, durante la gara con il Pandeborn, recitava “Ama dunque chi vuoi – Combatti l’omofobia”, subito sotto a quello che ricorda l’appartenenza antifascista e antirazzista del pubblico della squadra [Think Outside Your Box]. Inoltre i cartelli alzati dal pubblico ed altri striscioni minori riprendevano il tema e dimostravano la partecipazione dei tifosi [YouTube].

Tuttavia vedere striscioni e messaggi del genere nello stadio del Sankt Pauli, che vanta una invidiabile forma di azionariato popolare e un radicamento nel quartiere in cui gioca assolutamente unico, non è poi una così grande sorpresa, visto che la squadra ha stabilito già nel regolamento di accesso allo stadio precise regole antidiscriminatorie, che proteggono – al paragrafo 6 – da ogni tipo di discriminazione. “E’ vietato ai visitatori gridare slogan tesi per natura o contenuto a diffamare altri a causa del colore della pelle, della religione, del sesso o dell’orientamento sessuale – recitano i primi due punti del secondo comma –  e indossare o portare simboli o iscrizioni che denigrino altri per gli stessi motivi o bandiere, stendardi, distintivi o abbigliamento di riferibili ad organizzazioni contrarie alla Costituzione” [FC Sankt Pauli].

E la squadra amburghese, oltre alle regole, vanta anche un attivo e numeroso club di tifosi omosessuali, il Queerpass St. Pauli, nato ormai dodici anni fa. Ma, almeno per questo aspetto, si tratta di un record condiviso con parecchie altre squadre tedesche o svizzere, molte delle quali di grande rilevanza, come il Bayern di Monaco, recente vincitore dell’ennesima Bundesliga, che sul sito del proprio fan club gay elenca, linkandoli, tutti questi gruppi [Queerpass Bayern]. E chissà che non solo qualche squadra, ma tutto il calcio italiano non impari questa lezione tedesca…

 

Michele
©2013 Il Grande Colibrì
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