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Un sondaggio condotto dalla società francese di ricerca Ipsos per il sito di informazione polacco Oko.press ha evidenziato che l’opinione pubblica polacca è a favore di un cambiamento delle leggi vigenti che, al momento, non riconoscono le coppie formate da persone dello stesso sesso. Questo nonostante il fatto che da anni Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e giustizia; PiS), ilpartito di destra nazionalista al potere dal 2014, e buon parte dei media nazionali attuino politiche e campagne di disinformazione per discriminare le persone LGBTQIA+ (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali).

L’indagine rivela che il 35% è favorevole all’istituzione almeno delle unioni civili nel Paese, mentre il 21% si spinge a chiedere il matrimonio egualitario. Il 39% vuole che la legge non venga modificata e che le relazioni tra persone dello stesso sesso non siano riconosciute dallo stato. Non sorprende che chi è più giovane è mediamente più favorevole all’inclusione (il 71% nella fascia 18-29 anni), ma la richiesta che unioni civili o matrimonio egualitario vengano istituiti anche in Polonia è maggioranza in tutte le fasce di età fino ai 60 anni.

Le persone più contrarie hanno un’età superiore ai 60 anni (53%, mentre il 30% si è dichiarato pro unioni civili) e votano per il PiS (70%, ma va evidenziato che il 18% si dichiara a favore delle unioni civili). Percentuali favorevoli a una legislazione più inclusiva si trovano quando rispondono persone che votano i partiti di opposizione: è a favore del cambiamento il 98% di chi vota “Lewica” (La sinistra), ma anche, sorprendentemente, il 53% di coloro che si riconoscono nella Konfederacja Wolność i Niepodległość (Confederazione Libertà e Indipendenza), un gruppo di partiti di destra conservatrice ed euroscettica.

polonia costituzione unioni gayIl 59% delle donne intervistate (da quanto pubblicato, il sondaggio è basato sulla suddivisione per sesso assegnato alla nascita, senza ulteriori opzioni) vorrebbero una tutela per le coppie dello stesso sesso. È poco più bassa la percentuale dei favorevoli tra gli uomini: 53%.

È noto che in Polonia la differenza in materia di diritti civili è tradizionalmente più marcata rispetto a quanto avviene in altri paesi tra chi vive nelle città e chi vive in località più piccole. Questo fenomeno si manifesta anche in questo caso: chi vive in comunità con più di 20mila abitanti è più favorevole all’introduzione delle unioni civili (42%) e del matrimonio egualitario (25%), mentre la risposta è più fredda nell’altro gruppo (29% e 17% rispettivamente), ma comunque abbastanza alta da invalidare la retorica di una Polonia rurale così conservatrice da non volere neanche che certi argomenti vengano trattati in modo propositivo nelle campagne elettorali.

Lo scorso mese di agosto un sondaggio simile è stato svolto in Ungheria, con risultati analoghi: anche in quel caso il “paese reale”chiede una politica meno chiusa sull’argomento, mostrandosi meno allineato di quanto si volesse far credere alle crociate omofobiche lanciate dal governo nazionalista del primo ministro Viktor Orbán.

Alessandro Garzi
©2021 Il Grande Colibrì
immagini: elaborazione da Nicole De Khors (Burst License) / Il Grande Colibrì

 

Alessandro Garzi: “Ho sempre avuto un interesse per i diritti civili. Al momento, cerco di capire qualcosa sulle politiche verso le persone LGBTQIA+ nei paesi dell’Europa centrale ed orientale, e di far conoscere cosa sia l’orientamento asessuale e il mondo che lo circonda” > leggi tutti i suoi articoli

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