SOS Russia: un aiuto alle associazioni LGBT in Russia

manifestazione lgbt a san pietroburgo in russia
Manifestazione LGBT a San Pietroburgo in Russia

Non ci sono solo i video delle torture perpetrate da vari gruppi neo-nazisti [Il Grande Colibrì]: la persecuzione degli omosessuali in Russia passa anche attraverso le recenti leggi contro la cosiddetta “propaganda di relazioni sessuali non tradizionali”, espressione assurda con la quale il regime autoritario di Vladimir Putin indica qualsiasi azione pubblica volta a difendere i diritti umani delle persone LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transgender). Le nuove norme, introdotte negli ultimi mesi [Il Grande Colibrì], puniscono gli attivisti e le associazioni omosessuali e transessuali che organizzino manifestazioni, ma anche semplici cittadini russi o turisti stranieri gay che si bacino in pubblico o che sventolino una bandiera arcobaleno, con la detenzione in carcere e con multe pesantissime, fino ad un milione di rubli (quasi 22.800 euro al cambio, ma pari a 41.500 euro a parità di potere d’acquisto).

Per aiutare il movimento LGBT russo l’Associazione radicale Certi Diritti ha aperto un fondo di solidarietà insieme ad altre organizzazioni italiane (Arcigay, Arcilesbica, Agedo, ecc…) e con l’adesione di alcune altre realtà, tra le quali anche il nostro sito. S.O.S. Russia è una campagna importante che offre uno strumento fondamentale per aiutare concretamente gli attivisti russi. Per questo abbiamo chiesto a Yuri Guaiana, segretario di Certi Diritti, di aiutarci a capire bene di cosa si tratta…

Come è nata l’idea di istituire questo fondo di solidarietà?

L’iniziativa nasce da una richiesta diretta pervenutaci dalle e dagli attivisti russi. Anche il termine della campagna, previsto per il 30 agosto, è stato concordato con gli amici russi per andare incontro alle loro esigenze. Azioni simili alla nostra sono state fatte in Norvegia e dall’organizzazione non governativa americana AllOut. Prima di muoverci, comunque, abbiamo chiesto anche il parere di ILGA-Europe.

Le associazioni perseguitate sono sempre di più [Human Rights Watch]: a chi verranno versati i soldi raccolti?

Nella sola San Pietroburgo sono sotto processo tre associazioni: Coming Out, Side by Side LGBT film festival e Anti-discrimination center Memorial – quest’ultima non è un’associazione direttamente LGBT ed è importante sottolinearlo perché il giro di vite russo non colpisce solo i diritti delle persone LGBTI, ma i diritti umani di tutti e il lavoro di tutte le associazioni che tentano di estenderli. Rischiano di pagare ciascuna una multa di un milione di rubli, quasi 25mila euro. Quando terminerà la campagna daremo i soldi al Russian LGBT Network, in modo che possa usarli per sopravvivere in questo momento di grande difficoltà non solo dovuta alla legge contro la “propaganda di relazioni sessuali non tradizionali davanti ai minori”, ma soprattutto alla legge che impone alle ONG che hanno rapporti economici con l’estero di iscriversi allo speciale registro degli “agenti stranieri”.

Ecco, appunto, questo è un grosso problema tecnico: le organizzazioni russe che ricevono soldi dall’estero dovrebbero iscriversi ad uno speciale registro. Molte associazioni LGBT russe per ora si sono rifiutate di iscriversi a questo registro, perché farlo significa accollarsi lo stigma di corpi estranei alla patria, di veri e propri agenti esterni e nemici, cosa che potrebbe alimentare la propaganda omofobica…

L’articolo 19.34 del codice amministrativo russo prevede che tutte le associazioni non commerciali che ricevono fondi da entità non russe e svolgono “attività politica” devono iscriversi al registro speciale degli “agenti stranieri”. Nel contesto russo l’etichetta di “agente straniero” equivale a quella di spia. L’iscrizione a tale registro, oltre ad implicare che l’omosessualità sia una degenerazione estranea alla tradizione russa e importata dall’Occidente, renderebbe le associazioni soggette a una tale quantità di adempimenti burocratici e controlli governativi da impedire di fatto qualunque attività.

E quindi come verrà superato questo ostacolo?

Molte associazioni che rifiutano d’iscriversi al registro degli agenti stranieri sono pertanto costrette a tentare di operare sotto l’ombrello di altre associazioni che non devono ottemperare all’obbligo di registrazione. Nel frattempo però devono pagare le multe di cui si è detto sopra e restituire i soldi di alcuni progetti internazionali che non potranno portare a termine. In questa fase di transizione necessitano inoltre di risorse per continuare a operare. Proprio per aiutare le associazioni LGBTI russe a superare questa fase, abbiamo deciso di lanciare S.O.S. Russia, la nostra gara di solidarietà. Il nostro è un contributo una tantum che serve solo a dare un minimo di respiro in questa fase di transizione e ricadrà nei finanziamenti esteri per i quali le associazioni stanno già subendo dei processi.

Agosto è sicuramente un mese molto difficile per lanciare una raccolta fondi, ma non si poteva proprio aspettare settembre, per le ragioni che ci hai spiegato con grande chiarezza. Il bilancio provvisorio non è molto entusiasmante…

La prima settimana ha fruttato solo 600 euro, occorre quindi uno slancio per dare consistenza al fondo.

Per fortuna l’iniziativa proseguirà per altre due settimane, quindi potranno arrivare altri e più consistenti contributi. Da parte tanto dei privati cittadini quanto delle associazioni, giusto?

Sì. Da un parte, la campagna si svolge sui social network: ogni singolo individuo sensibile ai diritti umani delle persone LGBTI può fare una donazione con PayPal o su conto corrente bancario. Dall’altra, ogni associazione o coordinamento di associazioni metterà in campo iniziative proprie: ad esempio, il Centro d’iniziativa gay – Arcigay Milano e il Rainbow Bikini di Cagliari stanno raccogliendo fondi durante le serate che organizzano in discoteca.

Certi Diritti ha deciso di fare anche un passo in più: una parte della quota di iscrizione sarà destinata al fondo…

Sì, noi dell’Associazione radicale Certi Diritti doneremo 20 euro (su 50) per ogni iscrizione pervenuta durante la raccolta fondi. Inoltre, animiamo la campagna di fund-raising sul nostro sito, sulla nostra pagina Facebook, sul nostro profilo Twitter e sulla pagina “Milano sospendi il gemellaggio” che avevamo utilizzato l’anno scorso per la campagna che ha portato Milano a sospendere il gemellaggio con San Pietroburgo fintanto che la legge contro la cosiddetta “propaganda omosessuale” non sarà ritirata. La pagina ha 1.302 “like” di persone già sensibili alla situazione russa. Se tutti rinunciassero a un gelato e donassero tre euro si raccoglierebbero già quasi 4mila euro…

 

 

Pier
©2013 Il Grande Colibrì
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