Secondo uno studio condotto dai Centers for Disease Control and Prevention (Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie; CDC) negli istituti superiori statunitensi di dieci stati e di nove tra i maggiori distretti scolastici del paese, un adolescente su 50 si identifica come transgender.
Circa il 27% degli studenti che si identificano come trans riporta di non sentirsi al sicuro a scuola, rispetto al 5% dei ragazzi cisgender e al 7% delle ragazze cisgender. Inoltre, il 35% degli adolescenti trans dice di aver subito degli episodi di bullismo nell’ambiente scolastico; il dato, come il precedente, va raffrontato con il 15% dei ragazzi e il 21% delle ragazze cisgender che hanno riportato le stesse esperienze.

Gli adolescenti transgender hanno anche un’età più bassa per l’inizio dell’attività sessuale: dicono con più frequenza di aver avuto il primo rapporto prima dei 13 anni. I giovani trans hanno anche più probabilità di dover subire un rapporto sessuale: ben il 24% di loro ha raccontato di aver affrontato una violenza, contro il dato comunque alto dei coetanei cis (4% dei ragazzi e 10,5% delle ragazze).

I tentativi di suicidio tra adolescenti sono decisamente più alti all’interno della comunità transgender: quasi il 35% avrebbe tentato il suicidio nei 12 mesi precedenti. I dati per maschi e femmine cis sono rispettivamente del 5,5% e del 9%. Tra gli adolescenti transgender è anche maggiore l’uso di sostanze stupefacenti, come cocaina, eroina, metanfetamine ed altre droghe.

“È molto importante – dice Amit Paley, a capo del Trevor Project, un’organizzazione nata per prevenire i suicidi tra i giovani LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) – essere sicuri che sia le persone sia le autorità si rendano conto che esistono giovani transgender. Questi dati mostrano che sono moltissimi in tutto il paese e gli mandano il messaggio che non sono soli”.
Alessandro Garzi
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foto: elaborazione da pixnio (CC0)
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