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C’è una categoria di personaggi che, in maniera discreta ma costante, è sempre stata presente all’interno dei manga giapponesi ed è quella delle persone che si trovano a proprio agio vestendo abiti che culturalmente sono collegati con il sesso opposto al proprio (indipendentemente dal genere): in alcuni casi sono personaggi che vestono con l’abbigliamento proprio alla loro identità di genere, in altri invece sono cross-dresser, anche se il concetto non si adatta pienamente alla cultura nipponica.

Una delle differenze principali è l’accettazione di questi personaggi in contesto fumettistico: mentre in occidente è stato molto difficile portare dei personaggi con un’identità di genere o con un ruolo di genere non conformi nel fumetto mainstream, in Giappone personaggi transgender e cross-dresser sono presenti almeno dal 1975 e vengono mostrati come persone che affascinano sia uomini che donne. L’ideale della bellezza maschile in Giappone, d’altronde, è rappresentato da una persona dai tratti fini, talmente fini che possono essere scambiati per caratteristici del genere opposto: questo concetto spinto al parossismo ha prodotto negli ultimi anni il fenomeno dei personaggi chiamati, con una terminologia non molto corretta, “torappu” o “trap”.

In questo articolo voglio presentarvi l’evoluzione storica dei personaggi con un abbigliamento che non corrisponde alle aspettative di genere nei manga attraverso tre figure raccontate in tre momenti storici diversi.

Ranmaru

Haikara-san ga tōru (Una ragazza alla moda) – 1975

manga ranmaru ragazza modaRanmaru è amico d’infanzia e vicino di casa di Benio, la protagonista. Passa il suo tempo in abiti femminili o comunque “eccentrici” perché è un famoso attore di teatro kabuki, i cui ruoli vengono interpretati unicamente da individui di sesso maschile nonostante i personaggi femminili siano preponderanti. Ranmaru è follemente innamorato di Benio che, però, almeno inizialmente non è interessata al romanticismo in nessuna forma. Un aspetto interessante di questo personaggio è che raramente si ride di lui, ma anzi spesso l’autrice lo trasforma in capo comico delle gag più divertenti assieme al tuttofare Ushigoro e alla governante Kisaraji.

Isabella

Paradise Kiss – 1999

Isabella è una delle persone all’origine dell’atelier di moda Paradise Kiss, che dà nome al manga. Il suo ruolo è quello di essere la colonna dell’atelier, nonché figura materna per alcuni dei protagonisti. Il fatto che l’autrice non approfondisca più di tanto il carattere di Isabella, quantomeno nel manga, ha fatto sì che venisse designata come una delle prime persone trans all’interno di un fumetto mainstream.

Yuka

Blue Period – 2017

manga yuka blue period[spoiler alert] Yuka è il personaggio che più si avvicina al concetto occidentale di persona non binaria. Nonostante sia stata assegnata maschio alla nascita, Yuka si presenta molto spesso in abiti femminili senza che questo crei scandalo né a scuola né all’esterno di essa. Diversa purtroppo la situazione familiare… Nella traduzione italiana utilizza entrambi i pronomi e, a differenza dei due personaggi descritti sopra, quello di Yuka non è un personaggio né comico né di sfondo, tant’è che è di fatto ləi a dare il via al percorso che prenderà Yatora, protagonista del manga nonché amico d’infanzia di Yuka.

Come abbiamo visto, la diversità di identità di genere e/o di ruolo di genere nell’abbigliamento ha una lunga storia nel fumetto giapponese, storia che continuerà a evolversi nel futuro.

BouKerch
©2021 Il Grande Colibrì
immagine: elaborazione da Andrea Wiggins (CC BY-NC 2.0)

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BouKerch: “Torinese, sono laureato in scienze della mediazione linguistica appassionato della cultura popolare di Nordafrica e Medio Oriente ma non solo. Segno in LIS (lingua dei segni italiana) e mi interesso di formazione” > leggi tutti i suoi articoli

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