13 trans pachistane in corsa per un posto in parlamento

donne in fila per il voto a Rawalpindi in Pakistan
Donne in fila per il voto a Rawalpindi, in Pakistan

In Pakistan si avvicinano le elezioni legislative, fissate per il 25 luglio, e finalmente si candidano anche alcune persone trans. Negli ultimi anni questo paese ha fatto passi da gigante per questa minoranza e, proprio quest’anno, con il Transgender Protection Rights Bill 2018 (Legge per la protezione dei diritti delle persone transgender) è diventato uno dei primi paesi a maggioranza musulmana a riconoscere i diritti legati all’identità di genere.

Elezioni trans-friendly

Il percorso è stato travagliato, ma le 13 persone trans che parteciperanno alle elezioni sanciscono un grande traguardo di apertura. Tuttavia molte persone transgender hanno ancora i documenti senza la rettifica del genere e possono essere esposte ancora a problematiche di carattere burocratico e sociale. Per questo è nato l’All Pakistan Transgender Election Network (Rete elettorale transgender nazionale pachistana; APTEN), associazione che lotta per assicurare la sicurezza per le persone trans che votano o che si candidano alle elezioni.

Relativamente a questo punto, Nighat Siddique, direttore generale aggiuntivo per le questioni di genere della commissione elettorale pachistana (ECP), ha dichiarato: “Nell’imminente processo elettorale, l’ECP garantirà un sistema amichevole e inclusivo per la comunità transgender, non solo come elettori ma anche come candidati“.

Attivisti in prima linea

Le persone transgender stanno trovando sempre più spazio in una società in cui, ancora oggi, ci sono tanti problemi di discriminazione: soprattutto nei paesi più piccoli del Pakistan, infatti, si continuano a verificare episodi di violenza nei confronti di tutte le persone LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali).

Questo non ferma tutti gli attivisti attivi sul territorio, che sono stati ben disposti a dare la propria testimonianza davanti alla videocamera di Wajahat Abbas Kazmi, regista pachistano e co-fondatore dell’associazione Il Grande Colibrì, che sta terminando di realizzare il documentario “Allah Loves Equality” proprio per dipingere tutta una serie di realtà arcobaleno di un paese che, ancora con molte difficoltà, sta sperando stereotipi e preconcetti sul mondo LGBTQIA. Il progetto può essere sostenuto con una donazione alla campagna di crowdfunding.

 

Intanto non ci resta che aspettare le elezioni del 25 luglio per vedere la piega che prenderanno le cose. Delle tredici persone candidate, due concorrono per i seggi dell’Assemblea nazionale e le restanti per i seggi nelle assemblee provinciali di tutto il paese. Indipendentemente dai risultati, questo rimane uno dei passi avanti più incisivi, in ambito LGBTQIA, nella storia politica pachistana.

Thuban
©2018 Il Grande Colibrì
foto: Rachel Clayton/DFID (CC BY 2.0)

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