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Evitiamo subito fraintendimenti: questo non è un appello contro il sesso occasionale, sul quale non si esprime nessun giudizio morale. Non è neppure un invito a non usare più le app per cercare incontri sessuali, ma al contrario un’esortazione a scegliere bene quali strumenti utilizzare. Perché Grindr – per dirla in poche parole – fa schifo, ma esistono tante altre alternative che non adottano i comportamenti inaccettabili di quest’azienda. Insomma: la scelta l’avete, se poi continuerete a scegliere male avrete anche la responsabilità della vostra scelta. Ma vediamo un po’ cosa c’è che proprio non va in Grindr.

1. Grindr e i diritti

A settembre 2013 Guido Barilla dice che non farà pubblicità con coppie omosessuali perché gli piace la famiglia tradizionale. Parte un’enorme campagna di boicottaggio, che funziona talmente bene che conosco un sacco di persone che ancora oggi si rifiutano di comprare la pasta con questo marchio, anche se sono arrivate le scuse di Barilla, le pubblicità con personaggi gay e azioni concrete dell’azienda contro le discriminazioni. A novembre del 2018 Scott Chen, il proprietario di Beijing Kunlun, che ha comprato Grindr due anni prima, scrive che il matrimonio è solo quello tra un uomo e una donna. La scelta generale è far finta di niente. Siamo abbastanza agguerriti da cercare un altro produttore di spaghetti, ma troppo pigri per provare un’altra app?

2. Grindr e la sicurezza

I ricercatori hanno scoperto gravissime lacune nella sicurezza di Grindr, che mettono a repentaglio l’incolumità dei suoi utenti, in particolare nei paesi in cui gay e bisessuali sono perseguitati e uccisi. La storia di Grindr è una continua sequenza di giuramenti di aver risolto questi problemi, di ricerche che smentiscono l’azienda, di nuovi giuramenti e di nuove smentite. In poche parole, Grindr assicura di proteggere i suoi utenti, ma sceglie consapevolmente di metterli in pericolo. Altre app molto più povere hanno preso provvedimenti, Grindr no. L’azienda quando era statunitense valutava i propri profitti più delle vite umane; ora che è cinese ha addirittura tagliato le spese per la sicurezza, come denuncia Bryce Case Jr., che ne era responsabile in passato.

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3. Grindr e la dittatura

Se da sempre anche un hacker poco esperto può rubare i dati di un utente Grindr e seguirne i movimenti minuto per minuto e metro per metro (e pensate cosa significa questo per un gay iraniano o egiziano, a cui l’azienda ha giurato privacy e sicurezza), con l’acquisto dell’app da parte di un’azienda cinese le cose sono peggiorate. Il governo di Pechino in qualsiasi momento potrebbe chiedere i dati raccolti dall’app per ragioni di “sicurezza nazionale”, che in un dittatura significa “perché qualcuno di potente ne ha voglia”. Secondo quanto riferisce Steven Blum, gli impiegati di Grindr ammettono che forse è già successo. Alcuni servizi segreti sospettano addirittura che Beijing Kunlun abbia comprato l’app proprio per mettere i suoi dati a disposizione del governo cinese.

4. Grindr e il razzismo

Grindr pullula di messaggi razzisti e offensivi, dal “no neri” al “alla larga vecchi e ciccioni“, dal “solo italiani” al “se non siete abbastanza maschi, fatevi operare“. È un grosso problema, oggettivamente difficile da risolvere, perché nasce da una mancanza di consapevolezza nella comunità gay: se si parla di sesso, tutto diventa lecito e nessun contenuto irrispettoso e discriminante può essere biasimato. Anche in questo caso, però, Grindr ha promesso più volte di agire per evitare che le sue chat sembrino ritrovi di CasaPound, ma non ha mai preso provvedimenti seri. L’arrivo delle linee guida di Kindr non solo sono state giudicate una presa in gira priva di efficacia, ma hanno banalizzato le espressioni di intolleranza declassandole a semplice questione di gentilezza.

Insomma, ogni volta che scaricate e aprite Grindr state arricchendo chi è contro i vostri diritti, chi mette in pericolo anche di vita le persone omosessuali e bisessuali nel mondo, chi cede i vostri dati a un regime dittatoriale e chi se ne frega delle discriminazioni all’interno della nostra comunità. Un quadro che lo farebbe ammosciare pure a Priapo. E invece, nonostante i continui scandali, Grindr cresce, cresce, cresce: ogni anno l’app festeggia milioni di nuovi iscritti e centinaia di migliaia di utenti attivi giornalieri in più. Ha comportamenti che non tollereremmo neppure lontanamente da qualsiasi altra azienda, ma preferiamo chiudere gli occhi e far finta di non sapere che Grindr è un nostro spregiudicato e pericoloso nemico.

Pier Cesare Notaro
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì / elaborazione da frank497 (CC0)

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