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Secondo un rapporto del Trades Union Congress, la principale federazione sindacale britannica, sette persone gay, lesbiche, bisessuali o transgender su dieci (il 68%, per l’esattezza) hanno subito qualche tipo di molestia sessuale sul luogo di lavoro. Questi dati gravissimi rimangono però nella maggior parte dei casi invisibili: due terzi delle persone che hanno subito molestie, infatti, dicono di non aver riportato quanto avvenuto al datore di lavoro (i dati si riferiscono al numero di persone che “non hanno riportato l’ultimo caso”).

Oltre la metà (57%) di coloro che non hanno denunciato l’accaduto, dice di non averlo fatto perché questo avrebbe potuto far peggiorare le proprie relazioni lavorative, il 44% non lo ha fatto perché pensava che avrebbe avuto un impatto negativo sulla propria carriera, mentre una persona su quattro dichiara che non ha detto quanto successo per paura di subire un outing sul lavoro.

Più colpite le donne

La situazione si aggrava ancora di più se si prendono in considerazione soltanto le donne lesbiche, bisessuali e trans: il 12% di loro ha rivelato di aver subito “una grave forma di molestia o uno stupro” nell’ambiente lavorativo, mentre per gli uomini questa percentuale scende, pur rimanendo a livelli preoccupanti, al 7%. Allo stesso modo, il 35% delle donne ha riportato di aver subito molestie fisiche contro il 16% degli uomini. Il rapporto aggiunge che il 16% delle persone che hanno subito questo tipo di molestie sessuali ha dovuto cambiare posto di lavoro.

In molti di questi casi – si legge nel rapporto – la molestia è direttamente collegata alla sessualizzazione che viene fatta delle identità LGBT e allo stereotipo secondo il quale la vita di questo tipo di persone ruoterebbe quasi esclusivamente attorno al sesso. Le persone che sono influenzate da questi stereotipi vedono l’essere gay, lesbica, bisessuale o transgender come un invito a fare commenti molto spinti o a fare domande assolutamente inappropriate sulla vita sessuale di un’altra persona, in particolar modo se questa persona ha dichiarato il proprio orientamento“.

Alessandro Garzi
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì

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