Skip to main content

Giù le mani dai bambini!“, “Proteggiamo i più piccoli!“, “I bambini non sono uno sfizio!“, “Pensiamo prima ai diritti dei piccoli!“: la retorica omofoba parla molto spesso dei bambini e del loro bene, che si ridurrebbe alla necessità di proteggerli dalle grinfie degli omosessuali e quindi al dovere morale di non riconoscere le famiglie che nascono intorno a una coppia di persone dello stesso sesso. Come hanno dimostrato ormai innumerevoli ricerche scientifiche e come hanno ben argomentato le associazioni LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, queer, intersessuali e asessuali), in realtà è proprio l’assenza di un riconoscimento legale a poter creare gravi problemi ai bambini. Chi vuole proteggerli, dovrebbe partire dal proteggere le loro famiglie, comunque siano composte.

L’apertura dei cattolici

Non si tratta di assumere posizioni politically correct, ma semplicemente di guardare in faccia la realtà. Come ha deciso di fare, per esempio, la diocesi di Basilea, nella Svizzera tedesca. “Per noi è importante che ai bambini cresciuti da coppie omosessuali sia garantito un quadro legale che serva al meglio i loro interessiha spiegato un portavoce. Per questo la Chiesa cattolica locale si è dichiarata assolutamente a favore della proposta di alcune forze politiche di diverso orientamento di passare dalle unioni civili, riconosciute già dal 2007, al vero e proprio matrimonio civile egualitario. “Siamo favorevoli alle norme proposte che offrono alle relazioni omosessuali una copertura legale stabile e affidabile” spiegano dalla diocesi.

Ma la Chiesa cattolica di Basilea ha deciso di fare un passo in più: benedirà le persone che si sposeranno. Sia ben chiaro: si tratterà di una semplice benedizione e non di un matrimonio religioso. La linea l’aveva data già nel 2017 il vescovo della città, Felix Gmür: “Poiché il matrimonio omosessuale non è un matrimonio [dal punto di vista religioso; ndr] e quindi non viene interpretato come un’alleanza, non si benedice il legame, ma le due persone dello stesso sesso nel loro cammino comune insieme“. In poche parole, finalmente si riconosce favorevolmente un percorso di vita comune, ma la distanza e la differenza con il matrimonio considerato “vero” sono e saranno ribadite con forza. Comunque, anche se la strada da fare è ancora molta, si tratta di un passo avanti importante.

Le nozze degli evangelici

Un percorso ben diverso è stato scelto dal Consiglio della Federazione delle chiese evangeliche in Svizzera, che ha deciso di raccomandare alle singole chiese aderenti di celebrare matrimoni religiosi tra persone dello stesso sesso, tra l’altro con identico rito rispetto alle unioni eterosessuali. Si tratta solo di una raccomandazione perché la scelta finale rientra nelle competenze delle singole chiese – e comunque ogni sacerdote avrà diritto di fare obiezione di coscienza. Il senso della decisione lo aveva spiegato già un mese fa il presidente della Federazione, Gottfried Locher: posto che “anche l’omosessualità corrisponde alla volontà di Dio creatore“, le chiese protestanti dovrebbero riconoscere la legittimità di tutti i matrimoni ammessi dallo stato. Quante persone sarebbe pronte a seguire questo modo di ragionare in Italia?

Pier Cesare Notaro
©2019 Il Grande Colibrì
foto: Il Grande Colibrì

Leggi anche:
Omofobia legale? La Svizzera lo deciderà con un referendum
Scandalo in Svizzera: “Soldi cattolici alla lobby gay”

Leave a Reply