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Przemyslaw Czarnek è un controverso docente universitario famoso in tutto il mondo per le sue violente dichiarazioni omofobe. Pochi giorni fa questo 43eenne di fervente fede cattolica è stato nominato ministro dell’istruzione in PoloniaLa decisione è stata presa dal primo ministro Mateusz Morawiecki, leader del partito di destra nazionalista Prawo i Sprawiedliwość (Diritto e giustizia; PiS), nell’ambito del rimpasto di governo che ha voluto lui stesso nei giorni scorsi per fare i conti con la grave crisi che ha investito a sorpresa il suo esecutivo. E se il primo ministro si frega le mani per quella che considera una svolta epocale, la comunità LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex, asessuali) polacca non può che ricominciare a tremare.

“Una disgrazia”

Non ha usato giri di parole Piotr Zgorzelski, membro della formazione di centro-destra Polske Stronictwo Ludowe (Partito popolare polacco; PSL): a suo avviso, la scelta di affidare un incarico così delicato a un politico come Czarnek è “uno scandalo e una disgrazia”. Impossibile dimenticare le sue parole volte a “deumanizzare le altre persone”, accanendosi in particolar modo sulle minoranze sessuali. E impossibile risulta anche scordare le brutali accuse che Czarnek ha scagliato contro le donne, colpevoli a suo parere di pensare troppo alla carriera e troppo poco a sposarsi e figliare.

E cosa dire, infine, delle deliranti dichiarazioni del neoministro, secondo il quale le scuole dovrebbero proteggere l’infanzia dalla pericolosissima rivoluzione morale portata dalla “ideologia LGBT”? Cosa dire del fatto che, da governatore della regione di Lublino, abbia definito i Pride come “una promozione di comportamenti sessuali incompatibili con la natura” e, ancora peggio, sia stato uno dei maggiori promotori delle famigerate risoluzioni contro le minoranze sessuali, come ha denunciato l’attivista Jakub Gawron a Il Grande Colibrì? Niente, o meglio no, di cose da dire ce ne sarebbero tantissime, e sicuramente tacere non è la giusta soluzione.

Risposte dall’UE?

Certo lo sconforto è tanto e rende difficile persino elaborare una frase di senso logico, che smorzi almeno un po’ l’amarezza che sto (stiamo) provando. La speranza è che, ancora una volta, siano le istituzioni a prendere la parola e a ribadire a gran voce che all’interno dell’Unione Europea l’omofobia non può e non deve trovare spazio. Se poi il ministro Czarnek e il suo governo decideranno di ascoltare o meno questi richiami, questo è davvero tutto un altro paio di maniche…

Nicole Zaramella
©2020 Il Grande Colibrì
immagine: Il Grande Colibrì

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