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Il politico polacco Janusz Korwin-Mikke, appartenente alla lista euroscettica di destra Konfederacja Wolność i Niepodległość (Confederazione per la libertà e l’indipendenza), ha proposto una legge anti-LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersex e asessuali) al parlamento. “Vedremo cosa farà il PiS“, ha detto, riferendosi a Prawo i Sprawiedliwość (Legge e giustizia), il partito sovranista al potere in Polonia, capeggiato da Jarosław Kaczyński, che ha recentemente condotto una violenta campagna elettorale contro i diritti delle minoranze sessuali.

La proposta di legge si basa su tre punti: limitare al massimo i finanziamenti stranieri alle associazioni; rivedere la legge sulle manifestazioni pubbliche al fine di vietare i Pride (o, come si chiamano a queste latitudini, “marce per l’uguaglianza”); “sigillare” le scuole e le istituzioni culturali in modo che gli attivisti arcobaleno non possano avervi accesso.

I soldi di Soros

La legge è stata presentata nel dettaglio da Krzysztof Bosak, politico della Konfederacja e membro della Liga Polskich Rodzin (Lega delle famiglie polacche; LPR), movimento ultracattolico di estrema destra: “Dobbiamo fermare il flusso di soldi che arriva dall’estero per finanziare questa rivoluzione culturale. Sono soprattutto soldi che provengono dall’interno dell’UE, come ad esempio dalla fondazione di Soros, che finanzia queste attività tramite la Fundacja im. Stefana Batorego (Fondazione Stefan Batory). Per questo, la nostra proposta è di proibire per legge che le fondazioni possano accettare soldi provenienti dall’estero“.

La seconda cosa che dovremo fare – ha continuato – è sbarrare l’accesso a scuole e istituzioni culturali per trasformarle nei centri della loro propaganda ideologica. E poi dovremo cambiare la legge sulle assemblee pubbliche, in modo che non si possano più organizzare marce per la promozione dell’omosessualità“. “Noi non vogliamo vivere in una dittatura né come la Russia di Putin, nella quale i cittadini sono soffocati, né come l’Occidente, in cui la cosiddetta ‘democrazia liberale’ che non è più una democrazia, ma un dominio delle sinistre“, ha concluso.

La Konfederacja Wolność i Niepodległość ha ottenuto 11 deputati e nessun senatore nell’ultima tornata elettorale tenutasi a metà ottobre, quindi dovrà cercare l’appoggio di altri partiti per presentare il progetto di legge che ha bisogno del sostegno di almeno 15 parlamentari per poter iniziare il suo iter.

Alessandro Garzi
©2019 Il Grande Colibrì
foto: elaborazione da mathiaswasik (CC BY-SA 2.0)

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