Aiuti agli omofobi? No anche dal Fondo Globale

Turchia, carcere per i difensori dei diritti dei transgender
Contro il matrimonio gay: “Questa torta non s’ha da fare”
Piccoli attivisti crescono: ecco Adam, militante di 17 anni

MONDO La posizione del Regno Unito di ridurre gli aiuti economici ai paesi omofobi (Il grande colibrì), anche se da più parti criticata, sembra aver fatto scuola: il Fondo Globale ha infatti negato 270 milioni di dollari di aiuti all’Uganda (tra i paesi più omofobi del mondo, ma con una legislazione che potrebbe addirittura peggiorare; Il grande colibrì) a causa delle sue politiche considerate iniquamente rigide nei confronti delle minoranze sessuali. La notizia, riportata da All Africa, farà certamente discutere perché quei soldi sono destinati alla cura delle persone contagiate dal virus HIV: solo 300mila dei circa 700mila contagiati infatti ha oggi accesso alle cure mediche con ARV (farmaci antiretrovirali). Il Fondo Globale riceve contributi da governi, settori privati e donatori non governativi. Il contributo dei governi rappresenta circa il 95% dei fondi a disposizione, che sono usati per combattere Aids, tubercolosi e malaria.

MOI Essere transessuale può rappresentare spesso una difficoltà in molti stati, sia per la mancanza di riconoscimenti legali che per vere e proprie persecuzioni. E’ il caso della Turchia (per approfondire: Il grande colibrì), dove le persecuzioni delle persone transgender sono all’ordine del giorno e dove lo scorso 26 ottobre il Tribunale di Ankara ha condannato tre esponenti dell’associazione Pembe Hayat, impegnati particolarmente nella difesa dei diritti umani delle persone transessuali, a pene variabili da cinque a otto mesi per “resistenza e insulti alla polizia“. Il reato sarebbe stato commesso un anno fa, quando i tre si trovarono faccia a faccia con esponenti delle forze dell’ordine mentre questi si rendevano protagoniste di intimidazioni e persecuzioni ai danni di alcuni transessuali. Tuttavia in questi giorni il ministro turco della Giustizia ha ricevuto una lettera da parte di numerosi gruppi che difendono i diritti umani e quelli delle persone transessuali in particolare che denuncia queste discriminazioni e ne chiede l’immediata fine (ILGA Europe; segui MOI Musulmani Omosessuali in Italia).

CRONACA Ci fu un tempo in cui gli obiettori di coscienza erano persone che lottavano per i diritti e la pace, ma quel tempo dev’essere ormai purtroppo alle spalle. Da tempo abbiamo miriadi di medici che in nome della propria convinzione religiosa negano le pratiche di interruzione di gravidanza e, da qualche mese, anche diversi farmacisti che in nome della stessa presunta fede negano la pillola del giorno dopo. Tutte cose discutibili, ma certo più serie della pasticciera che rifiuta di fare la torta nuziale per una coppia lesbica. Accade in un paesino dello Iowa, dove a sposarsi sono due donne che con il loro stile di vita si scontrano con quello della pasticcera a cui hanno chiesto di avere la torta per il giorno dell’agognato ““. Pronta la reazione di due colleghe pasticciere che hanno condannato questo atteggiamento inaccettabile da parte della loro collega: “Dire a qualcuno che il suo stile di vita è diverso dal proprio e quindi non occuparsi, non aiutare e nemmeno fare affari con lui è sbagliato da tanti punti di vista – hanno detto Dana Schaub e Cynthia Hendickson -. Come cristiani dovremmo essere altruisti e fare il meglio possibile per il genere umano, non giudicare gli altri” (Huffington Post).

MOVIMENTO Ma non sempre gli Stati Uniti ci fanno rabbrividire con storie di piccolezza come quella dell’Iowa. Per una pasticcera omofoba c’è anche un militante precoce dell’Ohio che ha iniziato ad organizzare manifestazioni per ottenere il matrimonio omosessuale, che ha contattato la sede di Cincinnati dell’organizzazione Equality Ohio per avere supporto organizzativo ed ha cominciato a darsi da fare perché l’argomento sia stabilmente al centro del dibattito: circa 400 persone ad una prima manifestazione organizzata il 5 novembre, un’altra già fissata per il 3 dicembre, contatti Facebook. Adam Hoover, diciassettenne e liceale, non è nuovo alle mobilitazioni: si era già impegnato due anni fa per raccolte di fondi per le persone colpite dalla crisi, anche se questa battaglia sembra ancor più difficile. Ma per Ed Mullen, dell’associazione locale che lo ha affiancato in questa battaglia, la partecipazione di un numero crescente di partecipanti a questo tipo di iniziative “è il segno che anche su questo argomento l’opinione nell’Ohio si sta evolvendo” (Têtu).

 

Michele
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