Giamaica, no al pastore: “È troppo omofobo persino per noi”

pastore fondamentalista Steven Anderson
Il pastore fondamentalista battista Steven Anderson

Il governo giamaicano ha impedito giorni fa a un pastore americano omofobo di entrare nel paese: l’uomo in questione, Steven Anderson, fondatore della Faithful Word Baptist Church (Chiesa battista della parola fedele) in Arizona, conosciuta per il suo odio verso gli omosessuali, ha appreso la sorprendente notizia mentre era in volo verso la Giamaica. Non è una novità per lui, che è già stato bandito dal Canada, dal Regno Unito, dal Botswana e dal Sudafrica per le sue posizioni estremiste in vari ambiti.

Durante i suoi sermoni, Anderson si è contraddistinto per affermazioni discriminatorie e alquanto conservatrici: dalla lapidazione per i gay alla contrarietà verso l’emancipazione della donna, fino ad arrivare a desiderare la morte di Barack Obama. Il Botswana nel 2016 lo espulse mentre dichiarava in una trasmissione radiofonica che il governo avrebbe dovuto uccidere gli omosessuali, descrivendo poi quelli che erano al massacro del Pulse come “schifosi omosessuali che secondo la Bibbia erano degni di morire”.

“Il paese più omofobo”

Sembra evidente che la posizione dello stato giamaicano riguardo agli omosessuali stia vacillando. La legge punisce con il carcere i rapporti tra uomini, quindi le dichiarazioni di Anderson non avrebbero dovuto impressionare il governo a tal punto. La contrarietà manifestata dalla comunità LGBTQIA (lesbiche, gay, bisessuali, trans, queer, intersessuali e asessuali), grazie alla petizione dell’attivista Jay John, ha però straordinariamente smosso le coscienze di tanti cittadini. Persino Anderson, una volta appresa la notizia, ha dichiarato in un video di esserne molto sorpreso poiché aveva l’impressione che la Giamaica fosse “il paese più omofobo del mondo” e che i giamaicani lo avrebbero accolto con favore. Con fermezza, tuttavia, ha confermato che volerà in altri paesi dei Caraibi per mettere le radici della sua chiesa.

Ginevra
©2018 Il Grande Colibrì

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